Rosario Marcianò ha giustamente deciso di abbandonare questo network vista l'impossibilità di fare corretta informazione e, dall'altra parte, l'informazione di regime (ma sarebbe meglio chiamarla disinformazione di regime) ha tutto l'interesse a rincoglionire piu che mai la gente.

Rosario Marcianò ha giustamente deciso di abbandonare questo network vista l'impossibilità di fare corretta informazione e, dall'altra parte, l'informazione di regime (ma sarebbe meglio chiamarla disinformazione di regime) ha tutto l'interesse a rincoglionire piu che mai la gente. Facebook gentilmente acconsente a questo stato di cose e fa orecchie da mercante a quasiasi richiesta o denuncia, mentre tutto concede agli operatori del caos.
L'obiettivo è di innondare il network di fakenews, notizie distorte, titoli improbabili con l'intenzione di stereotipare e catalogare qualsiasi notizia che non sia ufficiale ed approvata; tutto il resto viene invece relegato nel dimenticatoio e/cancellato o bollato come falso e complottista.
In questi ultimi tempi è stato tentato ed in larga parte riuscito un lavaggio del cervello con l'acezzione negativa sul termine complottista, in modo da screditare sia la persona che pubblica sia la notizia stessa.
Io mi auguro che ognuno di noi abbia il Libero Arbitrio ed il buon senso per capire cosa sta succedendo su questo network, senza lasciarsi distrarre dalle farfalle (monark) e le perculate di questa dittatura della parola e dal pensiero unico.
Qui di seguito un post di Massimo Mazzucco
Piano piano, quatto quatto, il debunking di regime sta per arrivare anche su Facebook.
I responsabili di FB infatti hanno deciso di introdurre un nuovo sistema di filtratura, che permetterà di segnalare ai lettori le presunte notizie-bufala trovate sulle loro pagine.
Naturalmente Facebook si lava immediatamente le mani (la classica excusatio non petita) da qualunque sospetto di censura, dicendo che saranno i lettori stessi a segnalare le bufale da evidenziare. Ecco come FB presenta la novità sulla propria pagina di news:
"Molta gente ci dice che vogliono vedere circolare meno storie false, o comunque meno notizie distorte. L'aggiornamento del News Feed ridurrà la diffusione di post che i lettori avranno segnalato come "bufale" ("hoaxes"), e aggiungerà una notifica ai post che avranno ricevuto molteplici segnalazioni di questo tipo, in modo da allertare gli altri lettori di Facebook. Noi non rimuoveremo le notizie che la gente denuncia come false, nè saremo noi a valutarne i contenuti o a determinarne l'accuratezza".
Certo che no. Saranno quelli del CICAP a farlo, ci potete scommettere. Già possiamo immaginare orde di cicappini di mezzo mondo che si organizzano e iniziano a battere sistematicamente le pagine di FB, per poi intervenire in massa su qualunque notizia "loro" decidano che sia falsa.
Ma aspettate, perchè il bello della spiegazione di Facebook deve ancora arrivare. [...]
Sentite qual'è, secondo loro, la definizione di bufala: "Che cosa sono le bufale? Le bufale sono una forma di News Feed che include truffe ("Cliccate qui per vincere una scorta di caffè per tutta la vita"), oppure notizie intenzionalmente false o fuorvianti ("Un uomo vede un disonauro a passeggio nello Utah").
Avete capito? Il moderno lettore di Facebook ha bisogno di un "papà" che gli dica in anticipo che quella notizia è falsa, altrimenti rischia di cliccarla e magari pure di crederci. ("Piero, vieni a vedere, cazzo! Ci sono i dinosauri nello Utah!")
In realtà lo sappiamo bene come funzionano queste cose: si inizia con la scusa di "smascherare maghi e fattucchiere" (vedi sotto), e poi si finisce per fare il debunking sull'11 settembre, sulle scie chimiche o sulla medicina alternativa.
E pensare che la cosa più bella di Internet è proprio quella di lasciare a ciascuno la possibilità di valutare da solo a cosa credere e a cosa non credere. E' solo così che lo spirito critico di ciascuno può crescere, verso una sana e costruttiva presa di coscienza individuale. Ma evidentemente, per qualcuno, questo era troppo pericoloso.
Massimo Mazzucco

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