Replicanti umani (forse) già fra 20 anni


C’è chi pensa sia fantascienza, c’è chi pensa esistano solo nei film. Ma c’è anche chi sta lavorando a questo progetto e che è convinto che ci arriveremo in 20 anni. I dettagli in una VIDEO INTERVISTA.
Il celebre fisico Michio Kaku, parlando della possibilità di possedere dei replicanti come nella saga Star Trek, che riescano a fare tutto quello che chiediamo e vogliamo in pochi secondi, ammette che oggi giorno arrivare a qualcosa di simile è ancora impossibile e che forse ne riparleremo tra 100 anni.
“Io dico tra 20”, dice però Robert X. Cringely, l’autore del blog omonimo. Cringely è autore di libri best-seller come “Accidental Empires: How the Boys of Silicon Valley Make Their Millions” e i suoi documentari su PBS sono stati trasmessi in oltre 60 paesi diversi.
Un mio amico di vecchia data – racconta lo scrittore esperto di hi-tech – un rispettato ingegnere e non uno scienziato pazzo, è riuscito a sistemare in alcuni nanosecondi trilioni di atomi di un elemento, mettendo questi atomi non solo in file perfette, ma anche assemblandoli ad altri ancora, creando nuove combinazioni mai viste prima.
Stando al resoconto, il nuovo moderno Frankenstein starebbe creando nuovi materiali con proprietà uniche nel loro campo che non sono mai esistite prima, questo perché nessun essere umano è mai giunto a farle con tanta precisione.
Se questa persona giungerà al suo scopo, cosa riuscirà a creare con queste macchine tra qualche anno? Dei replicanti come quelli di Blade Runner e Star Trek. L’esistenza di un guru della genetica in grado di replicare la vita umana richiama subito alla mente il personaggio del dottor Eldon Tyrell, padre dei famigerati “lavori in pelle” inseguiti da Rick Deckard (Harrison Ford) e interpretati magistralmente da attori del calibro di Rutger Hauer.
Il cinema e i libri di fantascienza sono pieni di storie di cloni umani che hanno la profondità di spirito e sensibilità di fare ragionamenti sulla propria mortalità e umanità. Come Data nella serie Next Generation di Star Trek.“Il DNA è il modello di vita, ma non è ancora la fabbrica”, conclude Cringely. “Riuscire a trovare una nuova tecnologia che riesca a sviluppare il progetto dei robot umanoidi potrebbe essere la soluzione, ma scatenerà sicuramente timori e paure tra i governi e cittadini di tutto il mondo”. 

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