Il caso Marcianò-Solesin.

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Sono usciti alcuni articoli, ieri, che distorcono la versione ufficiale sul caso Solesin. Infatti, secondo costoro, sarebbe lo stesso Rosario Marcianò ad aver sospeso il suo account Facebook, quando, invece, è la Polizia Postale che ha rimosso la foto con la Solesin in carrozzina incolume, e fatto sospendere il profilo di Marcianò per un mese, anticipando contestualmente la data per l’interrogatorio di garanzia al 2 settembre, mentre poco prima era stato fissato al 21. Rosario però si è avvalso della facoltà di non rispondere e non si presenterà per l’interrogatorio.
La faccenda è organizzata, come sempre, da questo Task Force Butler, (palla di lardo) al secolo Federico De Massis, fratello del noto penalista abruzzese Fabio De Massis: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1334507523227381&id=868476723163799. TFB è protetto dalla magistratura, chiaramente.
Lo zio: Piersante Paneghel (Troll incatenato)  (rendetevi conto che nome)
La cosa curiosa è che lo “zio” di Valeria Solesin (lo sarà veramente?) si autodefinisce Troll (incatenato). Non a caso è un pubblicitario che si occupa di marketing, per cui conosce bene le tecniche di propaganda nonché della gestione delle tecniche di indicizzazione per i principali motori di ricerca e fa da paravento alla famiglia Solesin che, a quanto pare, per motivi che possiamo ben immaginare, non si vuole esporre. Infatti ancora non è dato sapere chi sono i querelanti.
Questo è quello che sta succedendo, tutto il resto è menzogna.

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