Passa ai contenuti principali

Si scrive TTIP, si legge fine della sovranità alimentare e commerciale italiana

Il trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti agevola l'America ma terrorizza i consumatori europei

Manifestazioni di protesta ovunque contro il TTIP

Nella puntata andata in onda la notte tra martedì 12 e mercoledì 13 maggio, nel programma di Rai 3 "Linea Notte", in collegamento da Bruxelles c'era Eleonora Forenza, ricercatrice in storia del pensiero politico e membro della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea. La Forenza si occupa di comunicazione, e certamente ha voluto mandare un messaggio molto chiaro e ben preciso ai telespettatori indossando una maglietta con scritto "no TTIP". Di cosa si tratta? Perché, soprattutto, il TTIP ci fa così paura?

La cuccagna miliardaria degli Stati Uniti in Europa

Non è certo agli Stati Uniti che questo trattato, nato ufficialmente per agevolare gli scambi commerciali tra USA e Europa, fa paura. Fu nel giugno del 2013 chel'attuale presidente americano Barack Obama e l'allora presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, hanno dato il via all'iter che proprio quest'anno dovrebbe portare all'adozione del trattato. In questi mesi si sono succedute diverse discussioni, purtroppo poco pubbliche e molto private, tra i governi per la firma e l'ok definitivo dell'unione europea. Ed è proprio in questa fase che si stanno sollevando le maggiori resistenze, tra le quali proprio quelle dell'onorevole Forenza.

Cosa cambia se passa il TTIP, il più grande mercato per investitori del mondo

Il trattato, nato per agevolare ufficialmente il libero scambio di merce nel mondo, rischia molto concretamente di stravolgere ogni norma di tutela dei consumatori, ed è su questo che le opposizioni si battono. In sostanza l'Europa dovrebbe modificare le sue leggi, molto più rigide di quelle americane ad esempio in fatto di prodotti alimentari, pena l'esclusione dell'America nel più grande mercato del mondo. Questo vuol dire molto chiaramente che, dato che in Europa è vietato somministrare ormoni al bestiame d'allevamento e in America no, invece di vietare all'America di vendere carne in Europa, si cambia la legge europea. Si comprende meglio l'interesse degli Stati Uniti a voler entrare nel mercato europeo perché, facendo due semplici calcoli, dato che il trattato coinvolge i 50 stato americani e le 28 nazioni europee, i possibili acquirenti in gioco arrivano quasi ad un miliardo di persone.

Gli interessi della multinazionali prima della salute dei cittadini

Le polemiche sull'ingerenza sempre più massiccia delle multinazionali americane nelle questioni del buon cibo italiano sono cominciate proprio all'expo 2015, festival dell'alimentazione naturale e sostenibile finanziato dai soliti noti giganti all'insegna degli OGM. Anche se il TTIP non riguarda solo il settore dell'alimentazione, questo tema è certamente il più dibattuto oggi. Con l'approvazione del TTIP si avrebbero gli scaffali dei nostri negozi pieni di cibi di difficile accertamento d'origine, pieni di ormoni e con pochi controlli igienici. Al di là dei contratti commerciali e degli accordi diplomatici tra le nazioni, i consumatori del mondo dovrebbero chiedersi se è questo che vogliono mangiare. Tratto da: http://it.blastingnews.com/
.

Commenti