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La medicina cinese può aiutare la memoria

Vuoti di memoria
Quando le dimenticanze si susseguono, milza e reni possono avere un ruolo chiave. Ecco cosa fare
Non ricordi i numeri di telefono, dimentichi le chiavi di casa? Insomma, negli ultimi tempi la memoria perde “piccoli colpi. Ma a te, che sei sempre stata super efficiente, anche queste minime distrazioni mettono ansia.
Da che cosa possono dipendere? «Prima di pensare a un disturbo neurovegetativo si può indagare il problema con un esperto di medicina cinese», suggerisce Claudio Corbellini, neurologo e medico agopuntore a Milano e Pavia.
Il ruolo della milza
«Spesso queste dimenticanze sono il risultato di uno squilibrio energetico della milza», spiega l’esperto. «Quest’organo si “scarica” quando si rimugina troppo sugli stessi problemi e ci si preoccupa per mille cose. È come se lo stress mentale consumasse la capacità di pensare provocando, di conseguenza, vuoti di memoria e deficit di concentrazione ».
Altri sintomi di un indebolimento della milza sono stanchezza, confusione mentale, desiderio di dolci. Per la medicina cinese, però, gli zuccheri peggiorano l’energia della milza e quindi andrebbero evitati. Per ricaricare l’organo indebolito prenditi qualche minuto di tranquillità un paio di volte al giorno, magari all’inizio e alla fine della tua giornata. Massaggia il punto di agopuntura “milza 6”, che si trova sulla parte interna della gamba, quattro dita sopra l’osso della caviglia.
Il ruolo del rene
Il timore di non farcela o di non avere tempo sufficiente può indebolire il rene, l’organo sede delle energie vitali. «Per adattarsi ai cambiamenti della vita di oggi è necessaria la massima efficienza, a volte non si riesce a mantenere il ritmo ed ecco che compaiono i vuoti di memoria. In questi casi aiutano riposo e tecniche di rilassamento, ma una tecnica nuova ed efficace è quella che prevede sedute di agopuntura vibrazionale, che abbina agli aghi dei diapason terapeutici», assicura l’esperto.
Per allenare la concentrazione prova anche l’esercizio yoga del trataka. Poni una candela accesa a circa un metro di distanza in linea retta dagli occhi. Fissa la fiamma al centro, dove la luce è più intensa, e mantieni lo sguardo fermo, senza sbattere le palpebre fin quando gli occhi iniziano a lacrimare. Ripetilo tutti i giorni.
I rimedi verdi
Possono essere presi da soli o abbinati, in base ai risultati: lo deciderà il medico esperto di cure dolci.
>il ginkgo “ossigena” il cervello. Questa pianta, leggendaria per la sua longevità, ha un’attività dimostrata sulla circolazione cerebrale. Prendilo in estratto secco, 120-240 mg al giorno per almeno otto settimane (la dose la decide il medico).
>il ginseng rinforza i neuroni. Contiene sostanze che aumentano la produzione di ormoni antistress. Prendilo titolato in ginsenosidi al 20%, in capsule (250-500 mg al giorno) o nella forma tradizionale: una puntina di estratto molle. Evita questa terapia se sei ansiosa o ipertesa.
>i fiori australiani danno energia mentale. Prova sette gocce due volte al giorno di Concentration, un mix a base di bush fuchsia, isopogon, jacaranda, paw paw, sundew (Australian bush flower essences).
Articolo pubblicato sul n. 3 di Starbene 2016 in edicola dal 05/01/2016.
Autrice: Rossana Cavaglieri / Fonte: starbene.it  ricopiato da ecplanet.com
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