“Overcast”: indagine sulla geoingegneria clandestina o disinformazione?



di Tanker Enemy

Si intitola “Overcast” il “documentario” realizzato dall’elvetico Matthias Hancke. Con il presente articolo anticipiamo le domande di molti lettori ed attivisti circa questa produzione che dovrebbe inserirsi nel solco delle investigazioni inerenti la geoingegneria. Il condizionale è d’obbligo, perché “Overcast” non si sa che cosa sia, non essendo né carne né pesce, ma appunto un coacervo di informazioni farraginose, in stile “Warology”, un prodotto altrettanto confuso quanto pretenzioso.

“Overcast” è, pero, soprattutto disinformazione, una disinformazione sottile e viscida, molto più pericolosa del proselitismo negazionista. Presentato come un’indagine sui cirri (sic) creati dalle scie degli aerei e sulle conseguenze che tali formazioni nuvolose artificiali hanno sul clima e sull’ambiente, il guazzabuglio di Hancke è un ritorno alla preistoria della ricerca, come se avessero senso ancora oggi - dopo decenni di letali operazioni di biogeoingegneria clandestina (alias scie chimiche, in inglese chemtrails) e malgrado centinaia di studi scientifici - toni dubitativi ed interrogativi su un crimine governativo oggi completamente sviscerato nelle finalità e nel modus operandi. Con “Overcast” l’orologio della Scienza non si ferma, ma torna indietro, infine le lancette si inceppano per tentennare senza sosta.

E’ una questione in primo luogo lessicale: ha ragione, tra gli altri, l’attivista Patrick Roddie di Stopsprayingus, quando afferma: “Contrariamente a quanto sostiene la propaganda governativa, il termine ‘chemtrails’ che è una crasi di chemical trails, è spesso usato dall’aeronautica civile e militare, dalla N.A.S.A. e dai meteorologi per indicare un’emissione NON costituita da vapore acqueo e generata da un motore di un velivolo o di un razzo. Per questa ragione il vocabolo ‘chemtrails’ (di origine militare, n.d.r.) dovrebbe rimanere nel linguaggio comune ed in quello tecnico fra gli studiosi e gli osservatori del fenomeno. I tentativi di sostituire sempre e comunque il lessema ‘chemtrails’ con ‘geoingegneria’ denota il fine di annullare una parola ormai diffusa e consolidata per evocare un nebuloso àmbito che può o non può contenere riferimenti alle emissioni dei velivoli. Ad esempio, l’ampliamento del Canale di Panama può essere annoverato tra le attività di geoingegneria, pur non essendo relativo al deliberato inquinamento aereo”.

Che cosa pensare di “Overcast” che in modo codardo non osa neppure alludere alla goeingegneria clandestina, preferendo dare abnorme spazio ad un creatore di videogiochi come Mick West, riciclatosi come occultatore, e ad altri figuri simili, tutti affiliati alla Chiesa negazionista?



Il prodotto è una polpetta avvelenata, perché rivolgendosi a coloro che incredibilmente non hanno ancora le idee chiare, li porta verso conclusioni fumose, precarie, depistanti, con la scusa di voler decidere se le tracce nel cielo sono innocue oppure no.

Hancke alla fine si pone una sola domanda: i cieli “velati” dal continuo passaggio di aerei sono una realtà su cui si deve gettare una luce oppure tutto è già stato spiegato dagli enti ufficiali e dai disinformatori-diffamatori, spacciati per specialisti? E’ una domanda obsoleta e ridicola, da perfetti idioti. Rimaniamo in Svizzera: la scienziata esperta in Fisica dell’atmosfera Ulrike Lohmann, ha stabilito, senza tema di smentita, che i carburanti aeronautici contengono metalli pesanti e no, carbonato di calcio, gli ingredienti tipici delle scie tossiche! Altro che scie di condensazione persistenti! (sic).

Come nel caso del già citato “Warology”, anche in questo la regia, il montaggio e la fotografia sono accattivanti, ma i contenuti e gli scopi sono per lo meno ambigui, peculiari di chi dà un colpo al cerchio ed uno alla botte. Di gran lunga superiori sono i documentari realizzati negli Stati Uniti da Michael Murphy nonché – lo scriviamo senza iattanza – “Scie chimiche: la guerra segreta”, fino ad oggi una pietra miliare nella denuncia del genocidio ed ecocidio globale, uno spaccato importante ed incisivo del tema, nonostante, per motivi di durata, non affronti tutti gli addentellati del problema. E' un documentario che è stato tradotto in Inglese, francese, spagnolo, slovacco, ceco ed in ebraico.

Insomma “Overcast” sta all’informazione indipendente e seria come un gioiello di bigiotteria sta ad uno vero. Sbarazziamoci di questa immondizia: un albo con le avventure di Nonna Papera è più serio ed istruttivo. Fonte originale: http://www.tankerenemy.com/2016/10/overcast-indagine-sulla-geoingegneria.html?showComment=1476426946086#c2524538310949092597

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