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GRAN SASSO: IN ARRIVO UNA SORGENTE RADIOATTIVA DALLA RUSSIA






di Gianni Lannes

Radiazioni in arrivo sotto una montagna sacra italiana. Rischi inaccettabili in territorio sismico con il maggiore acquifero del centro Italia, in un laboratorio già classificato a rischio di incidente rilevante dalle normative europee. Nel belpaese la materia nucleare è oscura, sempre coperta da segreti indicibili ai comuni mortali. Prendete ad esempio il caso del trasferimento dalla Russia in Italia fra sei mesi (arrivo previsto ad aprile dell’anno 2018) di una potente sorgente radioattiva a base del micidiale cerio 144, dal potenziale catastrofico. 



Nei programmi ignoti all’opinione pubblica e alla popolazione locale, la sorgente radioattiva da 100/150 mila curie sarà incapsulata nel più grande contenitore di tungsteno mai prodotto, in Cina, da 19 centimetri di spessore, per schermare le radiazioni gamma. L'attività radioattiva della sorgente è pari a circa un quarto del cesio 137 radioattivo emesso nell'oceano da Fukushima, come riporta il rapporto tecnico della Iaea sull'incidente. Il trasporto della sorgente prodotta a partire dal combustibile, avverrà dal sito nucleare di Mayak, tristemente nota per essere la città dove nel 1957 avvenne un grave incidente, attraverso la Francia in un contenitore fornito dalla Areva, colosso transalpino del nucleare.

Dove andranno a collocarla? In un luogo sicuro? Macché nelle viscere di una montagna abruzzese ricca di acqua da bere, addirittura sotto un mastodontico serbatoio di idrocarburi, in un laboratorio valutato a rischio di incidente rilevante secondo le direttive Seveso. Per giunta, grazie ad un finanziamento dell’Unione europea di 3,5 milioni di euro e la benedizione del governo illegittimo del passacarte eterodiretto di turno a nome di Paolo Gentiloni (assurto alle cronache per aver regalato in gran segreto nel 2015 addirittura 339,9 chilometri quadrati di mare italiano alla Francia). Lo stesso Gentiloni che ha presentato un disegno di legge in fase di approvazione al fine di ridurre al silenzio l'informazione indipendente sul web in Italia.




Il vice presidente della regione Abruzzo tale Lolli dichiara: “giochi di parole e nessun documento”. Ma i fatti documentati lo smentiscono clamorosamente. Ecco il decreto del ministero dello Sviluppo Economico che autorizza la potente sorgente radioattiva; e Regione coinvolta per legge in più fasi.  Altro che decisioni francesi: l'INFN paga per 2/3 la sua produzione. Carta canta: l'uso della potente sorgente radioattiva al Gran Sasso è stata autorizzata da un decreto del ministero dello Sviluppo Economico su richiesta avanzata il 27 novembre 2014 dai Laboratori; la regione è coinvolta nell'iter.



Il movimento “Mobilitazione per l'Acqua del Gran Sasso” è in grado di presentare una slide del ricercatore Gioacchino Ranucci dell'INFN che in una presentazione allo Scientific Committee dell'INFN dell'11 aprile 2016 mostra l'incipit del decreto del ministero dello Sviluppo che, in accordo con il ministero dell'Ambiente, ha rilasciato l'autorizzazione all'uso della sorgente radioattiva.

Non a caso l’affare ha preso le mosse nel 2014, sotto il governo Renzi, con tanto di autorizzazione ministeriale rigorosamente riservata, tant’è che il relativo decreto non è mai stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale o comunque reso di dominio pubblico. Se qualcuno si azzarda a cercare gli atti sul portale del Mise non trova niente, se non un francobollo commemorativo e qualche altra banalità, in palese violazione della Convenzione europea di Aarhus, ratificata dalla legge statale italiana numero 108 del 2001.


Insomma, si saranno detti, come sempre a Roma, meglio non far sapere alla gente comune dei gravi rischi e pericoli. Attenzione, però, c'è un appello alla mobilitazione generale e alla trasparenza in merito all'esperimento Sox, in fase di allestimento nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Infn. Lo lancia il Movimento 'Mobilitazione acqua Gran Sasso' che, dopo avere scoperto che l'esperimento comporterebbe l' installazione, in galleria, di materiale radioattivo in ambiente già a rischio di incidente rilevante, vuole sapere dalle istituzioni chi abbia rilasciato le autorizzazioni necessarie. «Siamo pronti ad andare in Procura, lo abbiamo già fatto in altre situazioni in cui ambiente e popolazione sono minacciati - ha detto, in conferenza stampa, Augusto De Sanctis del Movimento - e ora vogliamo conoscere le carte». Mercoledì 18 ottobre, quindi, assemblea del Movimento a Teramo per decidere le prossime azioni. «Facciamo appello al buon senso e a un'opposizione dura e compatta di cittadini e istituzioni. C'è il rischio - dice De Sanctis - di effetto domino in caso di incidente. La sorgente radioattiva - aggiunge - sarà collocata entro aprile 2018. Gli effetti di un eventuale incidente nucleare nei Laboratori del Gran Sasso rischiano di avere conseguenze catastrofiche su quasi tutto l'Abruzzo, parte delle Marche e sull'Adriatico», ha spiegato De Sanctis.

La quantità di emissioni della sorgente di Cerio 144 in arrivo entro aprile 2018 dalla Russia, da Mayak dove si sta manipolando il combustibile nucleare proveniente dal reattore della Centrale nucleare di Kola, è dell'ordine di grandezza del rilascio in mare a Fukushima di Cesio137 (che è stato responsabile di una parte considerevole delle emissioni).


La sorgente radioattiva in questione, secondo i documenti redatti dagli stessi scienziati («ma non abbiamo per ora accesso a documenti di enti pubblici», ha sottolineato De Sanctis) è tra 100.000 e 150.000 curie, cioè tra 3,7 e 5,55 Petabecquerel (PBq). A Fukushima secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica per il Cesio137 finito in mare vi sono diverse stime che oscillano tra 2,7 e 5,7 Petabecquerel. Il valore di 1/4 uscito in questi giorni era riferito alla stima peggiore contenuta in una delle numerose ricerche che si sono occupate dell'incidente giapponese citate dall'IAEA, giusto per usare il valore più conservativo.


«Lì parliamo di emissioni in un oceano», ha spiegato De Sanctis, «qui di un rilascio che potrebbe avvenire dentro una montagna piena d'acqua e da qui interessare diversi corsi d'acqua dal Pescara al Tronto fino ad arrivare all'Adriatico che in confronto al Pacifico è una vaschetta. Un rilascio massivo di quella sostanza dal contenitore renderebbe immediatamente radioattiva l'acqua usata negli acquedotti di L'Aquila e Teramo. Idem quella dei fiumi sui due lati della montagna, dal Pescara al Vomano fino al Tronto (per le varie captazioni Enel che rimandano alla fine parte dell'acqua anche in quel fiume). Si perderebbe l'acqua per l'irrigazione. Difficilmente un territorio simile avrebbe un futuro, tenendo anche conto della necessità di evitare la contaminazione per esposizione diretta della popolazione. Per non parlare dell'Adriatico, che sarebbe raggiunto e contaminato in poco tempo».
Già ora i Laboratori sono classificati come Impianto a Rischio di Incidente Rilevante sulla base della Direttiva Seveso Ter a causa dello stoccaggio in due esperimenti di 2.300 tonnellate di sostanze pericolose e infiammabili, 1.000 tonnellate di acqua ragia in LVD e 1.292 tonnellate di trimetilbenzene in Borexino. «Già questo dovrebbe far tremare le vene ai polsi», ha concluso De Sanctis, «visto che, tra l'altro, i laboratori non possono neanche vantare un passato cristallino in considerazione dei diversi incidenti che si sono verificati, con risvolti tragicomici se non stessimo parlando della contaminazione dell'acqua potabile e di quella di un parco nazionale».


Da un comunicato stampa ufficiale ai apprende che lo stesso ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti si è recato il 27 marzo n2017, in visita ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell’INFN.  


«I LNGS rappresentano un’infrastruttura di ricerca unica: sono i più grandi laboratori sotterranei al mondo dedicati alla ricerca in fisica astroparticellare, e qui si svolgono esperimenti di frontiera, per la cui realizzazione sono impiegate tecnologie innovative, sviluppate grazie alla collaborazione tra mondo scientifico e industriale. I LNGS sono quindi un’eccellenza, in grado di attrarre scienziati di livello internazionale, provenienti non solo dall’Europa ma anche dal resto del mondo. Per queste ragioni i Laboratori del Gran Sasso rappresentano un’importante risorsa per il territorio abruzzese, per il suo sviluppo e rilancio sociale ed economico. In particolare, la visita del Ministro De Vincenti è stata l’occasione per descrivere alcuni dei progetti di scientifici condotti nei Laboratori, esperimenti che rappresentano l’avanguardia mondiale in settori quali la fisica del neutrino e la ricerca di materia oscura, come il progetto DarkSide-20K. “Un’equipe formidabile per una struttura formidabile, orgoglio del Paese, prima che dell'Abruzzo, che il Governo sostiene - anche economicamente - con convinzione, a partire dal Patto per la Regione”, commenta il Ministro Claudio De Vincenti. “Qui c’è la dimostrazione dell’eccellenza italiana nel campo della ricerca che ci rende protagonisti a pieno titolo nell'ambito di una rete scientifica internazionale. E non solo: i laboratori uniscono, infatti, come dimostra da ultimo il progetto DarkSide, le più alte espressioni della ricerca pura con lo studio delle sue applicazioni a fini sociali”, conclude il Ministro. DarkSide-20k prevede la realizzazione presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso di uno degli esperimenti più avanzati al mondo per la ricerca di materia oscura».





riferimenti:

Gianni Lannes, ITALIA USA E GETTA, Arianna editrice, Bologna, 2014.








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VACCINI: DISOBBEDIENZA CIVILE.




 di Gianni Lannes

Io non sono antivax né provax: non sono etichettabile: con me queste burionate lorenziniane non attaccano. Sono un uomo, un padre, un ex giornalista investigativo che usa la sua testa e accusa lo Stato italiano d’abuso di potere, ricordando che l’inquilino pro tempore del Quirinale è lo stesso Mattarella che anni addietro da ministro della difesa, negò la presenza di uranio sporco e l'insorgenza di patologie tumorali tra i militari italiani ammalati (circa 4 mila) e deceduti. 

Io so che il criterio coercitivo viola quantomeno la patria potestà e la libertà di scelta terapeutica, per cui la vaccinazione di massa obbligatoria è incostituzionale, a parte altri diritti costituzionali, internazionali ma soprattutto universali calpestati impunemente.

Io so che l'Italia da culla del diritto è stata trasformata in una tomba della democrazia. Quando le autorità violano le libertà civili e non paghi mettono a repentaglio la vita dei bambini, allora ribellarsi è un dovere etico. Io so che la storia è fatta dalle minoranze attive e disobbedienti.

Io accuso il governo Gentiloni e i parlamentari abusivi ed illegittimi (analfabeti funzionali e fantocci eterodiretti) - secondo il pronunciamento 1/2014 della Corte Costituzionale (compresi gli astenuti) - che hanno approvato la legge su 10 vaccini obbligatori a neonati, bambini e adolescenti sani, di attentare alla salute pubblica e di minare la salute dei nostri figli usati come cavie e li invito a dimettersi immediatamente perché non sono degni di rappresentare il popolo italiano. La violenza è insita in questa legge liberticida, non in una madre con il bimbo in braccio che urla la sua disperazione.

Io non farò vaccinare i miei pargoli e non pagherò multe o sanzioni a queste autorità dittatoriali che eseguono ordini e piani stabiliti all’estero. E nessuno finché sarò vivo toccherà i miei figli che hanno tutto il diritto di frequentare la scuola pubblica.

Io sfido questo Stato fuorilegge, autoritario e mafioso, debole con i forti e forte con i deboli sul piano della legalità, sancita dalla Costituzione repubblicana.


Io non sacrificherò i miei bimbi per questa sperimentazione genetica stabilita dal solito cartello di interessi speculativi multinazionali, poiché peraltro non c’è alcuna epidemia o pandemia e i dati presentati ufficialmente sono falsi. Pertanto attendo tutti gli esperti di turno ad un confronto dialettico in ambito pubblico sulla base delle evidenze scientifiche, non delle chiacchiere e dei dogmi.

Io so che i danni dei vaccini non sono opinione ma certezza scientifica conclamata da decenni: il potere esecutivo non è il potere assoluto di un monarca d'altri tempi.

Io so che i fautori delle vaccinazioni sono convinti che non esistono metodi di trattamento noti utili a far fronte a malattie infettive dell’infanzia e, di conseguenza, questo è il motivo per cui dobbiamo continuare a fare prevenzione tramite la vaccinazione. Costoro trascurano del tutto la ovvia e documentata inefficacia dei vaccini nella prevenzione di qualsiasi patologia, nonché l’infinito strascico di disastri e gravissime malattie immuni, autoimmuni e degenerative create nel procedimento dalla medicina moderna, che dai vaccini trae profitti nell’ordine dei miliardi di dollari ogni anno. Io concordo comunque su un aspetto: solo la medicina moderna convenzionale non sa come trattare - o, meglio, gestire - correttamente ed efficacemente le malattie infettive o, quanto a questo, qualsiasi altra malattia. Costoro “trattano” qualsiasi cosa con antibiotici, antipiretici e antidolorifici, a dispetto della palese inefficacia, dell’inadeguatezza e dei pericoli di questi farmaci e senza alcun riguardo per l’individualità.

Io cito Popper sulla falsificabilità della scienza che non è un sapere definitivo ed assolutamente certo, non è metafisica (all’essere umano non compete il possesso della verità ma solo la ricerca mai conclusa di essa), e ciò si applica anche alla società aperta: così come una teoria scientifica è strutturalmente problematica, ipotesi sempre provvisoria soggetta a revisione e riscrittura, la democrazia si fonda sulla fallibilità umana, sulla salvaguardia delle libertà dei suoi membri, mediante istituzioni democratiche autocorreggibili, aperte alla critica razionale e alle proposte di riforma, se gli uomini al potere non salvaguardano tutto questo, il governo è una tirannia. Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con l'epistemologia sa che la medicina non è una scienza.

Io so che alla fine i disonorevoli italidioti saranno ricordati anche per il decreto vaccini, ossia quella longa manus sui bambini. I neonati italiani - unici al mondo - vanno costretti a 10 vaccini in una formulazione mai testata prima: esavalente più tetravalente. Chi paga però è esonerato. Già. C’è l’allarme morbillo e voi, invece di ripristinare l’unico vaccino che dava immunità duratura, il monovalente andate giù duro: l’antimorbillo assieme all’antivaricella, all’antirosolia e all’antiparotite. Quando l’antivaricella, fino all’altro ieri, veniva sconsigliata da tutti i pediatri e, dell’ultimo poker di vaccini made in Glaxo, Aifa certifica che "aumenta il rischio di convulsioni". Inutile interrogarsi su un obbligo che decade con una mancia da 500 euro; inutile chiederne le ragioni “scientifiche” alle autorità. Chi fa domande è anti vax, gente rozza e fanatica che se organizza una manifestazione “le reti pubbliche non ne devono parlare”. 

Nessuno studio scientifico può affermare che somministrare un numero così elevato di vaccinazioni ad un bambino, iniziando a tre mesi di età, non provochi delle profonde alterazioni dell'equilibrio immunitario, con il rischio di sviluppare malattie importanti e persistenti per tutta la vita.

Io so che la Corte Costituzionale con la sentenza numero 258 del 20-23 giugno 1994 ha infatti affermato che «È necessario porre in essere una complessa e articolata normativa di carattere tecnico che individui esami chimico-clinici idonei a prevedere e prevenire possibili complicanze da vaccinazione»; tuttavia la circolare ministeriale del 7 aprile 1999 ha decretato che non si prevedono esami chimico-clinici da eseguire prima della somministrazione dei vaccini.

Io so che con la legge 25 febbraio 1992, numero  210, recante «Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni, trasfusioni e somministrazione di emoderivati», il Parlamento, ammettendo una responsabilità pubblica, ha riconosciuto un sostegno economico a quei cittadini resi fisicamente o psichicamente menomati quale sia la percentuale di pazienti effettivamente immunizzati o che comunque hanno un tasso anticorpale adeguato a renderli immuni dal contagio a seguito della vaccinazione per le seguenti patologie: pertosse, difterite, tetano, epatite B, poliomielite, haemophilus influenzae di tipo B e meningite da pneumococco.
  
Io so che non sono stati eseguiti studi sulle reazioni avverse ai vaccini e non sono stati monitorati tali effetti nei giorni successivi all'inoculazione del vaccino.

Io so che non esistono studi clinici indipendenti sulla sicurezza ed efficacia dei vaccini. Se i vaccini sono farmaci (alla lettera: “veleni”) e il numero delle malattie infettive infantili oggi è estremamente contenuto, in rapporto alle migliorate condizioni di igiene, di alimentazione, di bonifica del territorio ed i protocolli di cura sono assai efficaci, perché si rende obbligatoria la vaccinazione di massa? E’ possibile che una singola, predeterminata formulazione di farmaci possa giovare ogni anno ugualmente a 500 mila bambini di due-quattro mesi di vita? La contemporanea somministrazione di 10-14  vaccini per via iniettiva prevede una condizione morbosa caratterizzata da elevata criticità. Perché viene proposta a scopo preventivo? Il programma vaccinale non prevede un protocollo diagnostico preventivo, che accerti le condizioni di salute del bambino, non prevede un protocollo postvaccinale e la farmacovigilanza è passiva, per cui il pediatra che riscontra un potenziale danno da vaccino non è tenuto per legge a denunciarlo. La passività della farmacovigilanza sembra dedicata a proteggere il pediatra, invece del bambino. Perché ? Se lo scopo dell’intervento medico è di promuovere la salute ed il benessere del bambino, perché lo sottoponiamo a un forte stress neuroimmunoendocrino in fase neonatale, quando i suoi sistemi di difesa, immunitari e metabolici, si stanno lentamente formando?
 
Io so che in quindici Paesi europei l'obbligatorietà dei vaccini non esiste. Austria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito hanno un approccio diverso basato su raccomandazione, prevenzione e informazione. I dati dimostrano che in questi Paesi la copertura vaccinale è simile a quella presente nei Paesi in cui vige l'obbligatorietà. Non c'è nessuna epidemia e nessuna minaccia alla salute pubblica ma solo una lieve flessione delle coperture vaccinali che può essere fronteggiata con la raccomandazione.   

Io so che secondo la direttrice del Centro Europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (ECDC) Andrea Ammon “non c'è nessuna garanzia secondo cui l'obbligatorietà assicuri una maggiore copertura vaccinale”.  
Io so che le sentenze della Suprema Corte di Cassazione, decretano che le vaccinazioni sono obbligatorie ma non coercitive (sentenza n° 2424/196 del 12/12/1990 depositata il 26/02/1991 e sentenza 928 del 11/06/1997 depositata il 3/07/1997). Ancora nel 2000 la Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha confermato la non coercizione delle vaccinazioni obbligatorie (depositata il 27/07/2000). Le successive pronunce della Corte di Cassazione (sempre più rare perché nel frattempo in pochissimi casi si è cercato di praticare le vaccinazioni forzatamente) sono dello stesso tenore. Oggi praticare l’obiezione di coscienza, è doveroso per il bene dei propri figli.  

Io so che il popolo non lo avete mai ascoltato e lo prendete ogni giorno a bastonate. Avete usato i bambini morti come bandiera senza chiedere nemmeno scusa. Avete sproloquiato dell’immunità di gregge: “Vaccini contro tetano, difterite, poliomielite e pertosse non danno immunità di gregge ma protezione individuale” spiega l’infettivologo Fabio Franchi a Radio Libera. E il pediatra Alberto Villani ammette che è vero ma conviene lo stesso vaccinarsi il più possibile, perchè “chi lo fa rischia meno di ammalarsi”. Ma il testo non doveva essere urgente e coercitivo per proteggere gli altri, gli immunodepressi? 

Io so che obbligate l’Italia a un decreto preteso dalla Glaxo Smith Kline, senza nemmeno il pudore di nasconderne la regia. “È stato tutto merito suo” il garrulo annuncio della ministra Lorenzin alla presentazione a reti unificate il 19 maggio 2017, mentre indicava Raniero Guerra, dal curriculum poderoso quando imbarazzante. L’imbarazzo pesa a pagina 6: Guerra già consigliere della Fondazione Glaxo Smith Kline. Qualcuno di voi esulterà; qualcuno affiderà alla rete i soliti commenti volgari; qualcun altro trascorrerà l’estate a Capalbio fregandosene del caos che da settembre travolgerà scuole, Asl e tribunali. E pensare che l’unica cosa che avreste dovuto spiegare agli italiani, mettendola al centro delle audizioni parlamentari, è che “siamo stati scelti a Washington, il 29 settembre 2014 come capofila per le strategie vaccinali nel mondo”. Alla fine, prima o poi, ve ne andrete: “Se ne sono andati tutti, anche i peggiori” diceva mia nonna Maria. Ma da oggi nel belpaese l’opposizione alla deriva totalitaria sarà dura, senza tregua, altro che disonorevoli grullini. La resa dei conti è vicina. Un regime per definizione non si riforma ma si abbatte.


riferimenti:

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http://www.fimptoscana.org/sites/fimptoscana.org/files /Accordo%20Regionale%20Vaccinazioni_09.04.2015.pdf 







   




   
MANIFESTO EUROPEO CONTRO LA VACCINAZIONE OBBLIGATORIA
European Forum for Vaccine Vigilance(efvv)
2 Marzo 2015
280 milioni di cittadini europei beneficiano della libertà di scelta informata sulla vaccinazione, ma molti altri ancora no. Le vaccinazioni sono obbligatorie nei Paesi membri UE Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Lettonia, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ungheria così come nei Paesi candidati membri Macedonia, Montenegro, Serbia ed altri. Chiediamo a tutti i cittadini europei di sollevare insieme la richiesta di una politica vaccinale unitaria basata sulla libertà di scelta informata. Crediamo che la vaccinazione obbligatoria vada abolita perché:
La vaccinazione resa obbligatoria con sanzioni, isolamento, processi e sentenze di non conformità nega i princìpi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani 1 in quanto viola la dignità della persona e la sua integrità fisica. Una decisione della Corte Europea dei Diritti Umani pubblicata nel 2002 afferma che ‘in quanto trattamento sanitario non volontario, la vaccinazione obbligatoria interferisce con il diritto alla privacy così come garantito dall’articolo 8 della Convenzione Europea sui Diritti Umani e sulle Libertà Fondamentali.
    La Carta dei Diritti dell’Unione Europea all’articolo 3 stabilisce:
    Diritto all’integrità della persona:
    a) Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica.
    b) Nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati: .. – il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge5. Inoltre la Convenzione sui Diritti del Bambino delle Nazioni Unite, addottata e aperta alla firma, ratificata dall’Assemblea Generale con Risoluzione 44/25 del 20 novembre 1989 ed entrata in vigore internazionale il 2 settembre 1990, in accordo con l’articolo 49” 6, afferma:
    Articolo 6
    a) Gli Stati Parti riconoscono che ogni fanciullo ha un diritto inerente alla vita.
    b) Gli Stati Parti assicurano in tutta la misura del possibile la sopravvivenza e lo sviluppo del fanciullo.
    Le reazioni avverse ai farmaci (RAF) sono state indicate nel 2008 come la quinta maggiore causa di mortalità ospedaliera in Europa 7. Nel 2013 il Centro per il Monitoraggio della Sicurezza dei pazienti di UPPSALA 8 ha affermato che le RAF sono la quinta causa di morte nell’Unione Europea. La ricerca 9 rivela tuttavia significative omissioni nella segnalazione delle RAF che rendono probabilmente questa valutazione significativamente sottostimata. Considerando che i vaccini sono prodotti farmaceutici, che non vengono più testati a confronto con placebo benigni e che i gruppi di controllo di uno studio non vengono inclusi nelle fasi di verifica, le reazioni avverse devono essere attivamente riferite e monitorate nella loro evoluzione. Reiteriamo perciò la nostra richiesta 10 che tutti gli Stati europei introducano la sorveglianza obbligatoria delle pratiche vaccinali di routine e proponiamo che sia rinforzata da sanzioni nei casi di non ottemperanza.
    Secondo la Corte Suprema americana, “i vaccini sono inevitabilmente rischiosi” .
    Questo implica che dove la vaccinazione è obbligatoria alcuni bimbi vaccinati subiranno danni più o meno gravi e permanenti. I genitori dovrebbero pertanto essere incoraggiati ed educati a compiere scelte informate e consapevoli per i propri bambini e dovrebbero conoscere pienamente i rischi collegati alla vaccinazione come alla non vaccinazione. Quando un bambino subisce un danno da vaccino, lo Stato, attraverso una ingiunzione al produttore del vaccino, dovrebbe assumere il carico del sostegno della cura di quel bambino per tutta la vita.
    La tesi sanitaria secondo la quale la vaccinazione obbligatoria sarebbe necessaria per ottenere un livello adeguato della cosiddetta immunità di gregge deve essere riveduta.
    Non esistono evidenze che stabiliscano un livello di copertura vaccinale della popolazione utile a garantire la cosiddetta immunità di gregge. L’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce un livello pari al 95%, effettivamente raggiunto nel Regno Unito ed in molti altri Stati europei nei quali la vaccinazione non è obbligatoria. Dato che una copertura pari al 95% può essere ottenuta attraverso una libera scelta dei genitori e dei tutori del bambino, contestiamo la tesi secondo la quale la vaccinazione obbligatoria ridurrebbe il carico di interventi sanitari dovuti alle malattie percui sono previsti. Per la poliomielite, ad esempio, c’è evidenza dell’esatto contrario 12.
    Autorità e singoli soggetti medici e politici, così come le aziende farmaceutiche, non sono pienamente responsabili dei propri atti.
    Questi enti devono essere obbligati a fornire informazioni e dati accurati, a supportare la libertà di scelta ed a praticare politiche vaccinali trasparenti. Noi crediamo che l’obbligo vaccinale offuschi la necessità di informare il paziente, sopprima la scelta informata e porti a politiche non trasparenti.
    “ Se un dottore [belga o francese] prescrive un vaccino senza ottemperare alla legge [belga o francese] di 2002 sui diritti del paziente, egli assume la responsabilità individuale di violare una legge e in aggiunta di interrompere il flusso informativo avviato in modo dettagliato dalle istruzioni fornite dal produttore. Il risultato è che quando il medico vaccina un bambino senza informare i genitori sulla composizione, sui rischi, sugli effetti collaterali e sulle controindicazioni del vaccino stesso, lo fa in modo illegale”13.
Conclusioni:
Dato il rischio individuale e la mancanza di evidenza che un bambino vaccinato sia più sano di uno non vaccinato, i cittadini europei devono essere liberi di scegliere in modo informato sulla vaccinazione. Come tale, la vaccinazione obbligatoria deve essere abolita in tutte le nazioni europee. Ripetiamo che la vaccinazione ed ogni altro trattamento sanitario obbligatorio costituiscono una violazione dei diritti umani fondamentali.

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