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Haarp Mobile Sea-Based X-Band Radar -1 (SBX-1) Il più grande radar galleggiante del mondo sostituisce HAARP !!! (La Morte nera)

Il Sea-Based X-Band Radar -1 (SBX-1) è una stazione radar galleggiante e mobile in quanto autopropulsa, progettata per operare come piattaforma di monitoraggio di missili e in generale di oggetti volanti, e controllo di tiro di missili antimissile, nell'ambito del Ballistic Missile Defense System del U.S. Defense Department.  



Costruzione


La SBX-1 entra a Pearl Harbor il 9 gennaio 2006 sulla nave per trasporti speciali Blue Marlindopo un viaggio di 15.000 miglia da Corpus Christi. In evidenza in primo piano uno dei due comparti contenenti i generatori di potenza.

La stazione nacque come piattaforma di trivellazione /pompaggio off-shore dal progetto CS-50/Moss Siriuspresso i cantieri navali di Vyborg, dal nome della compagnia petrolifera Moss Sirius ora assorbita dalla italiana Saipem, e altri tre esemplari erano in costruzione a tutto il 2007 presso i cantieri di Severodvinsk, destinati allo stesso scopo originario e non autopropulsi. Una volta acquisita dalla Boeing nel 2006, venne dotata di motori, generatori, sistemi di navigazione ed alloggi presso i cantieri AmFELS di Brownsville, Texas, e poi dotata del suo sistema radar presso i cantieri Kiewit di Ingleside, Texas. La stazione è semisommergibile e stabilizzata passivamente, con un pescaggio di 10 m quando in navigazione e di 30 m in operatività normale a scafo semisommerso. 

Il sistema radar è stato strutturato, partendo dal sistema AEGIS montato sulle navi della US Navy, con l'obiettivo di tracciare missili avversari in arrivo nel teatro del Pacifico, e dirigere le difese antimissile lanciate dalla California e dall'Alaska. Il sistema è accreditato come capace di rilevare un oggetto delle dimensioni di una pallina da baseball a una distanza di 4.700 km, operando in banda X, quindi ad una frequenza più alta dei radar AEGIS da cui deriva per una risoluzione ancora maggiore.

Il colonnello dell'US Army che ha curato il progetto, ha dichiarato: "Siamo coscienti che il sistema costituisca un bersaglio primario per gli avversari. Il U.S.Pacific Command, responsabile per la sua sicurezza, è pronto ad inviare aerei e navi a protezione se necessario. Il mezzo ha anche personale di sicurezza a bordo. Questa è una risorsa nazionale, ed è protetta come tale"[1].

Propulsione

La piattaforma è propulsa da una serie di motori elettrici, spinti da generatori di potenza, in effetti sei motori diesel Caterpillar a 12 cilindri ognuno da 3,6 megawatt, che però alimentano anche le apparecchiature elettroniche dei sistemi di rilevamento della stazione. L'assorbimento complessivo nella configurazione fino al 2013 è di 12 MW, ed i generatori sono divisi in due gruppi posti in due compartimenti laterali paralleli al senso di marcia della piattaforma quando in movimento. Il progetto è di portarli ad 8 unità riempiendo totalmente i due compartimenti.

Elettronica di bordo

Radar

Il cuore della stazione è un gigantesco radar a scansione di fase ed elementi solidi che a tutto il 2013 conta 22.000 moduli; ognuno di essi è dotato di una antenna ricetrasmittente su una polarizzazione principale e di una antenna ricevente ausiliaria per una seconda polarizzazione. la base è sfruttata attualmente solo a 2/3 della sua capacità. L'antenna radar è contenuta in una cupola non rigida pressurizzata internamente ed attorno ad essa vi sono varie cupole rigide ausiliarie per comunicazioni ed altri apparati. 

Servizio

Il sistema è stato rischierato durante la crisi scatenata dalla Corea del Nord nell'aprile 2013 con la minaccia di lanciare missili nucleari su Giappone, Corea del Sud, Guam e Stati Uniti continentali[2]. 
 

HAARP SBX-1 Morte Nera. "Video"

                   
                                      
La US Navy ha una nave immensa che definisce "Morte Nera",  può causare i terremoti e tempeste uccidendo milioni di persone con un impulso di energia di risonanza, le  popolazioni sono pazze di paura e di panico,  tutto questo avviene utilizzando frequenze di risonanza. 
Il genio di Nikola Tesla è stato ritorto a creare un'arma terribile

 

SBX-1 Sostituisce HAARP !!

                                                                                    SBX-1; una tecnologia che supera ogni immaginazione. 

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 FONTE wikipedia.org Foto e video sul web. Scie Chimiche: Informazione Corretta.

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TERREMOTI INDOTTI DALLE TRIVELLAZIONI



di Gianni Lannes

Nel Mare Adriatico sono attualmente attive 12 concessioni per l’estrazione di idrocarburi, da parte dell’Eni e dell’Edison, mentre nella regione Marche, secondo i dati ufficiali ministeriali risultano ben 26 concessioni in uso. Simili azioni di rapina multinazionale possono aver provocato i sismi che stanno sconquassando l’Italia Centrale? In ogni caso, a parte i danni materiali, soltanto nelle Marche ci sono 25 mila sfollati.



Dal 1951, ovvero dall’incidente di Caviaga a quello dell’Amiata nel 2000 e in seguito in Basilicata a causa della frenetica estrazione petrolifera, fino ai giorni nostri, la letteratura scientifica in  materia di sismi indotti dall’uomo è a dir poco ponderosa, anzi incontrovertibile.









Secondo l’avvocato Marco Mori «Avremmo le tecnologie e le capacità per evitare tali tragedie. Ma ovviamente costa meno qualche morto che mettere in sicurezza vaste aree del nostro Paese. "Non ci sono i soldi". Quando la gente capirà che questa frase è un crimine, vivremo in un mondo migliore. Per chi oggi è morto non si può fare più nulla, per tutti gli altri si, basterebbe riscattare la nostra sovranità!».

«Fino a pochi anni fa, nessuno immaginava che l’uomo avrebbe potuto avere un tale impatto sui fenomeni geofisici» dice Christian Klose, ricercatore della School of Applied Science della Columbia University, (Usa). Una sua ricerca conclude che dal 19° secolo a oggi più di 200 terremoti con una intensità compresa tra i 4,5 e i 7,9 gradi della scala Richter si sono verificati in seguito a lavori di geoingegneria. Spiega Klose: «Molti dei terremoti in questione sono avvenuti in aree dove esistono estrazioni di carbone, gas o altri fluidi dal sottosuolo, e di solito non superano i 5 gradi Richter. Quando invece l’attività umana innesca il movimento di faglie, i sismi conseguenti possono essere molto più forti».


Nel portale del servizio sismico svizzero c’è una pagina scientifica si legge:

 «Terremoti causati dall'uomo. Il sottosuolo terrestre è in continuo movimento: ecco perché sulla Terra si registrano quotidianamente sismi di piccola e grande entità. Tuttavia non tutte le scosse presentano una causa naturale: alcune di esse sono causate dall’uomo. La comunità scientifica parla in questo caso di «sismi indotti» o di «sismicità indotta», un fenomeno spesso causato da interventi tecnici di grande portata effettuati nel sottosuolo. Si tratta, con qualche rara eccezione, di terremoti di piccola entità pressoché impercettibili in superficie. In Svizzera i terremoti causati dall’uomo sono noti principalmente per il loro legame con i progetti geotermici: nel 2006 l’acqua iniettata ad alta pressione nel sottosuolo ha causato a Basilea un sisma di magnitudo 3.4 mentre nel 2013 si è verificato un terremoto di magnitudo 3.5 nei pressi di San Gallo. Tuttavia, anche altri utilizzi del sottosuolo possono causare delle scosse sismiche, ad esempio le iniezioni di CO2 o di acque di scarico, l’estrazione – convenzionale o meno – del petrolio o del gas naturale tramite fracking oppure i progetti dell’industria mineraria o la costruzione di tunnel. Anche i cambiamenti operati dall’uomo sulla superficie terrestre possono dar luogo a terremoti, ad esempio quando i laghi artificiali si riempiono per la prima volta d’acqua».


Ecco, di seguito, tradotto in italiano, un servizio giornalistico pubblicato il 28 marzo 2016 dal Washington Post (famoso per aver fatto scoppiare lo scandalo Watergate) uno dei più autorevoli quotidiano nordamericani. Un articolo ripreso anche dal Chicago Tribune e dal Boston Globe.
«I terremoti sono una calamità naturale, tranne quando sono causati dall’uomo. Negli Stati Uniti il settore petrolifero e quello del gas hanno adottato in modo massiccio la tecnica della fratturazione idraulica, o fracking, che serve a frantumare i cosiddetti shale, un tipo di rocce sedimentarie composte da fango e minerali argillosi che si trovano nel sottosuolo, ed estrarre petrolio e il gas di scisto. Il processo però produce una quantità incredibile di acque reflue contaminate da agenti chimici, e anche la tecnica della perforazione orizzontale per l’estrazione del petrolio può produrre un’enorme quantità di acqua naturale salata indesiderata. Gli operatori del settore smaltiscono queste acque reflue immettendole in profondi pozzi, ma provocando dei movimenti nel sottosuolo. Lunedì 28 marzo la Geological Survey degli Stati Uniti (USGS), l’agenzia scientifica del governo che si occupa di studi sul territorio e rischi naturali, ha pubblicato per la prima volta una mappa del rischio sismico che prende in considerazione sia i terremoti naturali che quelli “indotti” dall’uomo. La mappa e il rapporto che l’accompagna evidenziano come in alcune aree nel centro degli Stati Uniti il rischio sismico sia pari a quello del suolo della California, di cui è tristemente nota l’instabilità. Secondo lo USGS circa sette milioni di persone vivono in zone esposte al rischio dei terremoti indotti. Gli stati che hanno il maggior rischio di essere colpiti da terremoti causati dall’uomo sono Oklahoma, Kansas, Texas, Arkansas, Colorado, New Mexico, Ohio e Alabama. La maggior parte di questi terremoti sono relativamente deboli, intorno a tre gradi di magnitudo, ma se ne sono registrati anche di più potenti, come il terremoto di magnitudo 5,6 in Oklahoma del 2011, legato allo smaltimento per iniezione delle acque reflue. Lunedì scorso alcuni scienziati hanno detto di non sapere se i terremoti indotti siano in grado di arrivare solo fino a un certo limite: è ancora un’area di ricerca. Nella preistoria l’Oklahoma è arrivato ad avere terremoti di magnitudo sette. Non è ancora chiaro se la nuova ricerca porterà a un cambiamento nelle pratiche del settore. In Oklahoma, per esempio, ci sono solo uno o due terremoti naturali all’anno, ma negli ultimi dieci anni, da quando le attività di fracking e di perforazione orizzontale (e la conseguente immissione di acqua nel sottosuolo) sono diventate comuni, se ne sono registrati a centinaia. «Prendendo in considerazione anche gli eventi causati dall’uomo, la nostra valutazione del rischio sismico è aumentata sensibilmente in alcune zone degli Stati Uniti», ha detto in un comunicato Mark Petersen, capo del progetto per la mappatura del rischio sismico dell’USGS. Il rapporto, che si basa sull’attività sismica recente, è solo una valutazione del rischio per un anno. Gli scienziati sostengono che i casi di terremoti indotti del recente passato potrebbero probabilmente ripetersi nel prossimo futuro. Le mappe precedenti dell’USGS non includevano eventi causati dall’uomo. Nel 2014, per esempio, la mappa assegnava all’area tra le città di Dallas e Fort Worth, in Texas, un rischio molto basso di terremoti naturali. Con la nuova mappa però, che tiene conto anche dei sismi indotti, l’USGS ha calcolato nell’area un rischio dieci volte superiore. Nel gennaio del 2015 la faglia che attraversa Dallas e la vicina città di Irving ha provocato un terremoto di magnitudo 3,6, a meno di dieci chilometri di distanza da un pozzo di iniezione. Alcuni ricercatori stanno studiando quel terremoto, ha raccontato Heather R. DeShon, una sismologa della Southern Methodist University. «La nuova mappa serve per ricordare alle popolazioni locali nelle aree recentemente colpite da sismi che è meglio essere pronti a sentire la terra tremare di nuovo», ha detto DeShon, che non ha partecipato al progetto. Secondo il Dallas Morning News uno studio non ancora pubblicato dell’ente federale per la gestione delle emergenze degli Stati Uniti mostrerebbe come nello scenario peggiore un terremoto di magnitudo 5,6 a Dallas potrebbe danneggiare 80mila edifici, farebbe crollare gli argini e provocherebbe danni per 9,5 miliardi di dollari. L’elemento più notevole della nuova mappa dell’USGS è la macchia rosso scuro nell’area a centro-nord dell’Oklahoma, che quest’anno è già stata colpita da un terremoto di magnitudo 5,1. «Il mio primo pensiero è stato: “Oddio, l’Oklahoma e più rosso della California”», ha scritto in un’email la geologa dello USGS Susan Hough dopo aver visto la mappa della sua agenzia per la prima volta lunedì scorso. Calcolare il rischio sismico di un’area specifica in un dato momento è difficile, anche perché i terremoti naturali sono imprevedibili. Come lo è il settore petrolifero e del gas. Con il calo del prezzo del petrolio, di recente le aziende specializzate hanno diminuito le perforazioni. Il calo di produzione potrebbe spiegare la diminuzione del numero di terremoti negli ultimi mesi, ha detto Rex Buchanan, direttore del Kansas Geological Survey, un dipartimento di ricerca della University of Kansas. Secondo Buchanan, anche le nuove norme degli stati americani per la gestione dello smaltimento delle acque reflue potrebbero essere utili. Salvo poche eccezioni, le regioni centrali e orientali degli Stati Uniti non sono solitamente considerate zone sismiche. Ma questo non significa che non ci siano delle faglie anche nel sottosuolo delle regioni più calme. «Le faglie sono praticamente dappertutto. Gli Stati Uniti si sono formati nel corso di oltre un miliardo di anni, e durante il processo di formazione sono state prodotte moltissime faglie», ha raccontato Michael Blanpied, coordinatore associato dello Earthquake Hazards Program dello USGS. I liquidi immessi nei profondi pozzi di iniezione non lubrificano le faglie, ma piuttosto aumentano la pressione esercitata su di loro separandone le pareti, ha sottolineato Blanpied».

riferimenti:
























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"The quake machine" L'arma sismica.


Les Armes Sismiques di J.P. Petit
Traduzione e adattamento di  Giuditta

Da una dichiarazione di William Cohen, ex segretario di Stato per la Difesa USA, del 28 aprile 1997 (QUI):
"Others [terrorists] are engaging even in an eco-type of terrorism whereby they can alter the climate, set off earthquakes, volcanoes remotely through the use of electromagnetic waves. So there are plenty of ingenious minds out there that are at work finding ways in which they can wreak terror upon other nations.It's real, and that's the reason why we have to intensify our[counterterrorism] efforts.
Secretary of Defense William Cohen at an April 1997 counterterrorism conference sponsored by former Senator Sam Nunn. Quoted from DoD News Briefing, Secretary of Defense William S. Cohen, Q&A at the Conference on Terrorism, Weapons of Mass Destruction, and U.S. Strategy, University of Georgia, Athens, Apr. 28, 1997."
Traduzione:

Altri terroristi sono impegnati in un tipo di azione "ecologica", nel senso che essi possono alterare il clima, far scatenare i terremoti, le eruzioni vulcaniche, utilizzando onde elettromagnetiche. Molte menti ingegnose stanno lavorando attualmente per mettere a punto i mezzi per terrorizzare intere nazioni.Tutto questo è reale ed è per questo che abbiamo intensificato i nostri sforzi nella lotta contro i terroristi.
Segretario della Difesa William Cohen, aprile 1997. Conferenza dedicata al contro-terrorismo organizzato dal senatore Sam Nunn. Dichiarazioni segnalate al Dipartimento della Difesa (DoD). Conferenza contro il terrorismo. Armi di distruzione di massa e la strategia degli Stati Uniti. Università della Georgia, Atene, 28 aprile 1997.

Leggiamo tra le righe:
Noi sappiamo che questo è possibile perché da tantissimi anni noi (americani) abbiamo tali armi. Una simile tecnologia ha dei costi accessibili, al contrario della tecnologia nucleare.
Spiegazione:
I terremoti e le eruzioni vulcaniche artificiali non sono impossibili, infatti una minima causa, ben localizzata, può generare un cataclisma.
I terremoti sono legati al movimento delle placche, lungo le faglie. Sappiamo che un terremoto devastante è previsto lungo la faglia di S.Andreas, in California. Ma non sappiamo quando, e dunque non conosciamo, a priori, l'energia sufficiente a scatenare il fenomeno. Ma esiste una tecnica che permette di agire sugli strati profondi del sottosuolo con delle onde elettromagnetiche.

Negli anni settanta i Russi avevano costruito un enorme generatore a pulsioni battezzato "Pamir" che poteva essere trasportato su un grosso camion.Era una variante del generatore di Sakharov (MK1), a compressione di flusso.
Questo generatore chiamato anche Generatore di Pavloski utilizzava dei cannoni elettromagnetici, con un esplosivo chimico che interagiva con un potente solenoide (in regime di numero di Reynolds magnetico elevato).
Questo sistema permetteva di far circolare forti correnti elettriche nel terreno.


Disegno del prof. Jean-Pierre Petit

Il dispositivo fu ufficialmente presentato come un sistema per analizzare la situazione di un terreno misurandone sulle grandi distanze e a grandi profondità la conduttività elettrica del suolo.
Il sistema, usato con moderazione, può testare il terreno, come quando si danno leggeri impulsi su un blocco in equilibrio per vedere se è pronto a scivolare in un burrone.
Ma un tale sistema potrebbe non solo studiare la situazione pre-sismica del territorio, ma eventualmente innescare il terremoto.
Se la faglia non è pronta a cedere, occorrerebbe una notevole energia per innescare il terremoto.
Al giorno d'oggi ormai sappiamo che una variazione di conduttività è il segno di un imminente terremoto.
Con una simile macchina e dei dati geologici esatti, i militari potrebbero, in aree potenzialmente "ostili", o per ragioni geo-politiche, innescare un devastante terremoto, uno tsunami o un'eruzione vulcanica....
- Qui le pagine originali dell'IVTAN, l'Istituto Russo per le Alte Temperature, che parla di uno di questi generatori Pamir:
http://www.ihed.ras.ru/mg/otdel6.htm
http://www.ihed.ras.ru/mg/Pamir3U.htm

Un generatore MHD (detto anche "generatore di plasma") a scappamento lineare di Faraday, alimentato con esplosivo (propergol) solido al cesio, o al sodio (sostanze a basso potenziale d'ionizzazione). Lo scappamento espelle gas ionizzato a 3000° tra due o più elettrocalamite. Esso sviluppa 4,8 tesla, e ha elettrodi che raccolgono le correnti generate durante qualche secondo (15000 a 25000 A su 1000V).
-Dal documentario " Les colères du climat" (le collere del clima), trasmesso sulla 5 (emissione televisiva franco-tedesca), film che passa in rassegna le differenti catastrofi "naturali" mondiali dal 2002 in poi, un corto estratto sulla "Pamir":

-Una misteriosa arma al plasma vista poco prima del terremoto a Nigarta in Giappone, nel Luglio del 2007. Le stesse luci rosse, bianche e celesti riflesse sulle nuvole sono state viste e filmate poco prima del recente disastroso terremoto in Cina.
Quando quest'estate c'è stato il terremoto in Cina, ho subito pensato: "Ecco! Vogliono far dimenticare le polemiche e le proteste internazionali sul Tibet e le olimpiadi!".
Non sono l'unica a pensarlo:
China Earthquake caused by HAARP weapon

Jeff Steinberg della La RouchePAC.com (La Rouche Political Act Comitee), dichiara che ci siano le prove che HAARP ha causato il grande terremoto in Cina e che la 3 Guerra Mondiale arriverà con aurore boreali...


Il terremoto in Turchia del 17 agosto 1999:
A Duzce, epicentro del terremoto, alcuni sopravvissuti hanno dichiarato che quel giorno la base militare americana era stranamente deserta; inoltre dissero di aver visto una luce strana nel cielo e udito un rumore infernale, essi sono convinti che un ordigno atomico sia stato testato nel sottosuolo della base.Condoleeza Rice al Senato Americano il 18 gennaio 2005:
"Lo tsunami è stato una meravigliosa occasione (wonderful opportunity) dimostrare il cuore del popolo americano. E io penso che "gli utili" sono stati molto importanti sul fronte diplomatico".

Indonesia il 26 dicembre 2004.
Migliaia di chilometri di coste sono state spazzate via a causa di un maremoto spaventoso.

Simulazione dello TSUNAMI nel sud-est asiatico.

Un fenomeno simile potrebbe essere di origine umana, per camuffare un test di un'arma nei fondali marini, in una regione in cui gli effetti sismici possano essere confusi con dei fenomeni naturali?

Il luogo era ideale per la presenza di una fossa oceanica che protegge le coste e la base americana di Diego Garcia (si sa che più il fondo marino risale velocemente, più il tsunami è devastante) e anche l'ora giusta per far si che ben due satelliti USA passavano lì "per caso", per constatare gli effetti di questa "arma sismica".

Base USA di Diego Garcia

Torniamo alla Pamir , che secondo il video dovrebbe funzionare in questa maniera:
attraverso il suolo, in corrispondenza di una faglia e di una falda acquifera, la macchina "inietta" la scarica elettromagnetica.
Il passaggio della corrente vaporizza l'acqua e produce un effetto di sollevamento o scivolamento o spaccatura di una placca.
Questo effetto si può propagare a grande distanza e scatenare un sisma anche molto lontano della zona sollecitata.
In un convegno in USA i russi avevano presentato questa macchina come un "sistema che permette di misurare la conduttività elettrica del suolo" dichiarando che "una variazione di conduttività può essere un segno che annuncia un sisma imminente".
E' logico che i parametri fisici, elettromagnetici del sottosuolo di una regione possano essere modificati in presenza di un terremoto imminente.
Dunque sarebbe logico sistemare intorno ad una regione, a rischio, dei captori passivi (misura dei campi elettrici o attivi (misura della conduttività elettrica del sottosuolo, ecc.)
Ma uno strumento di misura non ha bisogno di mettere in gioco tali intensità in tanto tempo (5-10 secondi).
Dunque questo generatore MHD non è un strumento di misura, ma sicuramente uno strumento capace di agire sull'ambiente sotterraneo.

Ora questo sistema potrebbe essere usato nei fondi marini.
Modificando un banale sottomarino, e modificando i motori con altri alimentati a propenol solido, che funzionano molto bene nell'acqua e sotto pressione (30 bar corrispondono a 300 metri di profondità). Sarebbe così possibile utilizzare un generatore Pamir nelle vicinanze di un faglia marina.



Sarebbe una nuova forma di guerra discreta (silent war), dove indebolire un avversario può semplicemente consistere nel creare dei "fenomeni naturali" sul suo territorio, con dei mezzi modesti .
Non escludendo di proporre, in seguito, un "aiuto umanitario"...
Tutto questo ha l'aria talmente semplice e logica che ci possiamo chiedere se questo non è stato già messo in opera.

Qui la traduzione di un articolo (censuratissimo) sulle manipolazioni mediatiche, politiche, e scientifiche sullo tsunami del 26 dicembre 2004:
Il più grande crimine di guerra

Un consiglio:
i governi che hanno le loro coste esposte a probabili tsunami, non che, qualche bega in corso con potenze bellicose (esempio USA), dovrebbero rimpiazzare le boe rilevatrici di tsunami, con alcuni Idrofoni sensibili capaci di rilevare esplosioni marine importanti. Un sistema poco costoso, che contribuirebbe inoltre, una volta per tutte, a stoppare la sperimentazione nucleari sotterranea.
Riprendendo l'ipotesi che la Pamir, l'arma sismica, sia stata "testata" e utilizzata per scopi politici, prendiamo ad esempio alcuni terremoti che sono coincisi, stranamente, con accadimenti geopolitici, ad esempio: il devastante terremoto in Armenia nel dicembre 1988 contemporaneo all'inizio dei disordini etnici in questa regione; e ancora fra l'Armenia e l'Azerbaijan sempre nel 1988.
Poiché l'Unione Sovietica era in pericolo, qualche generale sovietico non potrebbe, ripeto è solo un'ipotesi, aver cercato di interrompere l'insurrezione nella regione, utilizzando la Pamir?
Terremoti, tsunami, ma un'eruzione vulcanica può essere provocata artificialmente?
Il nome geyser deriva da Geysir che è il nome del più noto geyser islandese.
Un geyser è un pozzo naturale, una colonna piena d'acqua bollente, che scende profondamente nella terra in corrispondenza di una sorgente di calore.
(La cosa sorprendente che quest'acqua è verdognola, a causa dei batteri che vi vivono "nutrendosi di questa energia" e non dell'energia del sole. Questi batteri muoiono se la temperatura scende al di sotto di un certo limite (80-90°)).
L'acqua nella colonna è vicino all'ebollizione. Più la pressione è elevata e più la temperatura è alta.
Quando l'acqua non riesce a bollire il geyser cessa la sua attività, perché il peso della colonna d'acqua crea una pressione sufficiente per impedire l'ebollizione (tutti noi sappiamo che più la pressione è alta più la temperatura d'ebollizione aumenta (perché la pasta in montagna cuoce male).

Ma questo stato è instabile.
La pressione che regna nella colonna non può essere modificata, ma la temperatura aumenta sempre di più fino a creare un punto critico. Allora una bolla si forma e rimonta alla superficie e provoca l'ebollizione dell'acqua che si trova sul suo passaggio. Anche il volume del vapore che monta cresce, e può aumentare di molti metri cubi.
Quando raggiunge la superficie, la bolla esplode e provoca l'emissione di una colonna di vapore, che può arrivare a molti metri di altezza.



Un vulcano attivo ha un modo di funzionare analogo, ma la sua colonna contiene magma e gas in equilibrio. In generale questa colonna è collegata in profondità ad una sacca di magma.
Possiamo capire allora come è possibile, con l'aiuto di micro-onde pulsate a tre bassa frequenza, capaci di trasportare dell'energia termica nelle profondità del vulcano, e riscaldare il magma, rendere instabile il sistema, se questo è vicino al suo punto critico.
L'URSS progettava di devastare l'America.
Articolo numero 914-novembre 1993 della rivista Science et Vie:

I militari sovietici studiavano la " guerra geofisica ".
Durante 20 anni gli scienziati dell'URSS hanno sognato di far crollare gli odiati capitalisti.
"Mentre Gorbatchev discuteva con Reagan dei mezzi per porre fine alla guerra fredda, alcuni generali sovietici, studiavano il modo e i mezzi per devastare l'America con terremoti e tsunami." Così ha dichiarato il generale del KGB, Oleg Kalougine.
La devastazione degli Stati Uniti e del Canada sarebbe stata realizzata grazie “alle bombe sismiche" cioè bombe termonucleari che si sarebbero fatte esplodere sotto terra. Negli anni sessanta, i sismologi sovietici si erano accorti che, ogni volta che procedevano ad un'esplosione sotterranea, vi era un terremoto nei giorni seguenti, a volte a centinaia di chilometri di distanza.
È così, riporta Alexeï Nikolaïev, dell'istituto di geologia di Mosca, che una bomba che era stata fatta esplodere vicino a Semipalatinsk, nel Kazachstan, ha scatenato terremoti nel Tagikistan, l'Uzbekistan ed anche l'Iran.
Si dubitò inizialmente che ci fosse un legame tra le esplosioni termonucleari sotterranee ed i sismi dei giorni successivi, ma infine, l'evidenza era là. E Nikolaïev ed il suo gruppo dimostrarono che anche esplosioni di debole intensità provocavano sismi fino a 1.600 km dall'epicentro.
Alcuni scienziati sovietici sarebbero attualmente persuasi che terremoto che devastò l'Armenia nel 1988 e fece 45.000 morti fu causato da un'esplosione termonucleare a 3.500 km di distanza, a Novaya Zemlya.

I sovietici fecero dunque esplodere 32 bombe sotterranee sul loro territorio, per studiarne gli effetti. All'inizio degli anni ottanta, geologi civili concepirono un progetto per realizzare bombe molto potenti, capaci di provocare spinte violente alle placche tettoniche.
I sismi non si scatenavano mai subito dopo le esplosioni, ma si producevano a molti giorni di distanza, cosa che poteva permettere ai sovietici di dichiararsi innocenti, nel caso di sismi e tsunami devastanti.
Nikolaïev riconosce tuttavia che sarebbe stato difficile dirigere gli effetti contro un obiettivo scelto. Se la California è particolarmente vulnerabile, per il fatto che la faglia di San Andrea coincide con la dorsale (bordo orientale) della placca del Pacifico, le placche tettoniche si prestano male infatti a "giochi" di questo tipo. Ed Ikram Kerimov, direttore assistente dell'istituto di geologia dell'Azerbaigian, ritiene che siano necessario ulteriori studi prima di riuscire a raggiungere l'America, che si trova a oltre 8.000 km della costa orientale della Siberia. Rileviamo, incidentalmente, che giocare in tal modo al "biliardo" tettonico i sovietici avrebbero potuto devastare il Giappone, e che, se fossero riusciti a spingere la placca del Pacifico, nulla dice che la scossa non si sarebbe riflessa sulla placca di Nazca,e devastare anche la costa occidentale del Sud America - Perù, Bolivia, Cile, ecc.
Ex capo del contro-spionaggio diventato da un politico riformista, Kalougine dichiara che scoprì i piani quando fu incaricato, nel 1988, di dirigere le ricerche segrete dell'accademia delle scienze.
Questo tipo di rivelazione senza dubbio indurrà alcuni paesi a verificare se esplosioni nucleari sotterranee (le quali sono state tutte monitorate dai sismografi mondiali) hanno provocato in seguito sismi sul loro territorio. Pensiamo a quello che accadde in Australia, uno dei continenti più stabili, nel 1990 (5,5 sulla scala di Richter, 11 morti, 120 feriti), senza parlare del sisma che devastò, il Tagikistan lo stesso anno.

Il nostro commento:
quello scritto nell'articolo potrebbe accadere. Si osserverà che la famosa faglia di San Andrea è nata dall'attrito di due placche una contro l'altra.
Se un sisma si producesse a San Francisco, simile a quello che devastò la città un secolo fa, ci sarebbe un epicentro, un punto dove le due placche inizierebbero a scivolare. Quindi il movimento si propagherebbe allora con rapidità estendendosi su oltre mille chilometri. L'intensità del terremoto cresce in proporzione alla lunghezza della placca interessata.
L'articolo di Science et Vie segnala che i Russi avevano previsto, ancor prima dell'inizio degli anni novanta che esplosioni nucleari sotterranee possano essere utilizzate per scatenare sismi. Ma non si sa come i Russi avrebbero potuto attaccare, in modo diretto un paese come gli Stati Uniti, procedendo con esplosioni nucleari sotterranee nel loro territorio, a oltre otto mila chilometri di distanza, o come avrebbero potuto usare la Pamir vicino alla costa occidentale americana, senza "firmare" il loro atto.
Ricordiamo infine che film Hollywoodiani, come Superman, hanno già ripreso questo tema del sisma nella vicinanze di San Francisco scatenato da esplosioni nucleari sotterranee.
Traduzione di Giuditta liberamente tratta da Les Armes Sismiques  per  http://tuttouno.blogspot.it/

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