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Burioni e il patto…col diavolo

Burioni e il patto…col diavolo



Marcello Pamio

Lui che si arroga il diritto di parlare solo con chi è sapiente.
Lui che non perde tempo con i somari del web.
Lui che offende tutti dall’alto del suo accademico scranno.
Ma questo scranno, grazie alle ricerche giornalistiche di Franco Bechis il direttore de «Il Tempo», sembra essere più o meno alto come la sedia del nano Dotto.
Per chi ancora non lo ha capito stiamo parlando del diversamente-umile Burioni.

Basta infatti leggere i verbali delle Commissioni di concorso universitario che hanno respinto le domande per una cattedra del dottor Roberto Burioni, giudicandolo «appena sufficiente».
La «Gazzetta Ufficiale» riporta la bocciatura della sua candidatura alla Sapienza di Roma, con le seguenti motivazioni: «il candidato presenta una produzione pur se di buon livello, piuttosto ripetitiva (…) lascia perplessi la sua attività didattica per la discontinuità delle sedi in cui si è svolta».
Le bocciature si sono ripetute anche in altre università d’Italia…

Eccolo qua l’incommensurabile genio, quello che si auto-osanna e auto-incensa come l’unico che ha il diritto di parlare di vaccini e di Scienza (con la esse maiuscola), quella non democratica.
A proposito di antidemocraticità, il Dotto ha preparato il «patto per la scienza», un testo estremamente pericoloso per le libertà del Paese.
Stiamo parlando di un rischio concreto per la libertà di cura, di pensiero, di espressione, di critica e di confronto scientifico. Insomma un patto col diavolo che preannuncia una dittatura ancor più serrata dell’attuale. Per fortuna al momento attuale le prestigiose firme messe in calce al vergognoso patto sono quelle di Roberto Burioni, Guido Silvestri, Riccardo Nencini, Matteo Renzi e Beppe Grillo.

Quindi il vuoto cosmico, ma l’appello va ai veri scienziati italiani (che ci sono), ai veri politici (se ancora ne esistono), ai veri comici (quelli ancora non venduti al Sistema), nella speranza che lascino franare nel vuoto questa pericolosissima deriva antidemocratica e antiliberale.
Infine, detto tra noi stiamo parlando di un documento presentato da Burioni, uno che, checché ne dica il suo ego, non ha i titoli accademici.
Uno che insegna al San Raffaele di Milano, l’università fondata da don Luigi Maria Verzè, la cui storia di scandali e misteri è sempre molto illuminante…

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Giorgia Meloni è a favore delle scie chimiche e dei vaccini sporchi!

Anche la Giorgia Meloni è a favore delle scie chimiche e dei vaccini sporchi!


Che appello aveva lanciato Giorgia Meloni? “L’Italia ha bisogno di un grande partito conservatore e sovranista
E gli Italiani di cosa hanno bisogno? Di essere intossicati e ammalati dalle scie chimiche e dai vaccini sempre in nome del tuo partito sovranista e conservatore?
Mi sa che l'unica conservazione la offrite solo alle case farmaceutiche, garantendogli la copertura per i clienti a vita!!!
Questi sono i personaggi pieni di conflitti di interesse che abbiamo in Italia e che si fottono un bellissimo stipendio mensile alla faccia nostra, e il tutto per farsi corrompere poi dalle case farmaceutiche che ci bombardano notte e giorno con le scie chimiche e con le bombe di vaccini sporchi
In altri tempi simili personaggi sarebbero stati condannati a morte, invece adesso condannano a morte tutti noi con piani americani segreti che adesso poi tanti segreti non sono più.
https://sciechimicheinformazionicorrette.blogspot.com/2018/11/giorgia-meloni-favore-delle-scie.html

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Roberto Burioni è come Stalin e Hitler! Una recensione che ha un suo saggio significato.

Roberto Burioni ha anche il coraggio di reagire a chi giustamente gli fa osservare che ha degli atteggiamenti alla Hitler e alla Stalin.


Burioni-Hitler-Stalin
Nella foto il Roberto Burioni affiancato ad Adolf Hitler e a Josif Stalin,
le somiglianze devo dire che ci sono tutte!
Questa volta sembra proprio che il Burioni l'abbia fatta fuori dal vasino, se la prende anche con una persona malata che tiene a bada la sua malattia con dei farmaci... cosa che aveva dichiarato in un paio di commenti esposti al Burioni nella sua pagina Facebook, commenti di puro sfogo e di giusta causa, commenti  come tanti altri, visto che la persona in questione si lamentava anche del sistema sanitario nazionale, che va sempre più in decadenza anche e sopratutto per il partitino che ama tanto il Burioni; Il Pappunto, che visti gli ultimi decreti anticostituzionali emanati, sembra proprio l'acronimo di "Partito Dittatoriale" per non dire "Delinquenziale"
Il bello è che costui individuo per amore della vendita del suo libricino a favore delle case farmaceutiche non ci sta, e si lamenta anche nella sua pagina Facebook per la cattiva recensione del suo libro,di quell'uomo che si è visto bannato, sbattuto fuori dalla sua paginetta di sistema senza un valido motivo.


Burioni-recensione-Hitler-Stalin
La recensione che non è piaciuta al Roberto Burioni comunque stilata in modo molto descrittivo ed esaustivo.


Ogni cagata poi che egli scrive deve essere sempre e comunque ripresa dai suoi comparetti e amichetti dei giornalini di regime, complici come il giornalino www.huffingtonpost.it/.
Si sa, questo tipo di personcine tengono molto alla loro faccina, giocano e sanno di giocare sporco, ma tengono sempre alla loro reputazione, reputazione che deve risultare sempre linda pura e impeccabile agli occhi della società.

Una giusta risposta da dare al Burioni in questo caso sarebbe questa del buon Sir Charlie Chaplin:



“Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione. Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro. 

PER  QUESTO POST CARI AMICI HO RICEVUTO 7 GIORNI DI BLOCCO. ALLORA SIAMO O NON SIAMO ALLORA SOTTO LA DITTATURA DI UN REGIME CRIMINALE UNITO ALLA MAFIA DELLA LOBBY MAFIOSA E ASSASSINA DEL FARMACO? RIFLETTETE.

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Burioni è come Stalin e Hitler! Una recensione che ha un suo saggio significato. #Roberto #Burioni #Stalin #Hitler

Roberto Burioni ha anche il coraggio di reagire a chi giustamente gli fa osservare che ha degli atteggiamenti alla Hitler e alla Stalin.


Burioni-Hitler-Stalin
Nella foto il Roberto Burioni affiancato ad Adolf Hitler e a Josif Stalin,
le somiglianze devo dire che ci sono tutte!
Questa volta sembra proprio che il Burioni l'abbia fatta fuori dal vasino, se la prende anche con una persona malata che tiene a bada la sua malattia con dei farmaci... cosa che aveva dichiarato in un paio di commenti esposti al Burioni nella sua pagina Facebook, commenti di puro sfogo e di giusta causa, commenti  come tanti altri, visto che la persona in questione si lamentava anche del sistema sanitario nazionale, che va sempre più in decadenza anche e sopratutto per il partitino che ama tanto il Burioni; Il Pappunto, che visti gli ultimi decreti anticostituzionali emanati, sembra proprio l'acronimo di "Partito Dittatoriale" per non dire "Delinquenziale"
Il bello è che costui individuo per amore della vendita del suo libricino a favore delle case farmaceutiche non ci sta, e si lamenta anche nella sua pagina Facebook per la cattiva recensione del suo libro,di quell'uomo che si è visto bannato, sbattuto fuori dalla sua paginetta di sistema senza un valido motivo.


Burioni-recensione-Hitler-Stalin
La recensione che non è piaciuta al Roberto Burioni comunque stilata in modo molto descrittivo ed esaustivo.


Ogni cagata poi che egli scrive deve essere sempre e comunque ripresa dai suoi comparetti e amichetti dei giornalini di regime, complici come il giornalino www.huffingtonpost.it/.
Si sa, questo tipo di personcine tengono molto alla loro faccina, giocano e sanno di giocare sporco, ma tengono sempre alla loro reputazione, reputazione che deve risultare sempre linda pura e impeccabile agli occhi della società.

Una giusta risposta da dare al Burioni in questo caso sarebbe questa del buon Sir Charlie Chaplin:

“Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione. Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro. 

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Vaccini, chimica aviodispersa e i deliri di Burioni.

Roberto-Burioni-Vaccini


Iniziamo luglio con le notizie sulla escalation di manifestazioni a favore della libertà di scelta sul tema “vaccini”. Ora, per dovere di informazione, occorre chiedersi se quelli che richiedono la libertà sulla profilassi vaccinale sono al corrente della reale efficacia dei vaccini ma soprattutto sul loro REALE scopo.
Vogliamo anche puntualizzare che tutta questa escalation di ribellione avviene proprio solo dopo la proposta dei 12 vaccini obbligatori. Solo da allora siamo diventati tutti epidemiologi e ci siamo domandati cosa i vaccini contenessero veramente. Abbiamo dovuto essere spronati a farlo proprio solo dopo questa legge scellerata; e prima, quando i vaccini erano 6? Se abbiamo scoperto che ogni singolo vaccino è deleterio, qual’è la differenza tra 12, 6, 4 o anche solo uno? Perché non ci siamo ribellati dall’inizio? La differenza è nel nostro stato di consapevolezza, molto basso; abbiamo bisogno di shock percettivi esagerati per renderci conto delle assurdità in cui viviamo.
Abbiamo bisogno di un terremoto per scoprirci solidali, abbiamo bisogno di vederci rapinare i soldi dalle banche fallite per sentirci presi in giro e abbiamo bisogno di questa legge sui vaccini per scoprire che siamo in dittatura.
Ma andiamo avanti…
Iniziamo estrapolando quanto afferma il sito di Michelangelo Coltelli, uno di quelli ingaggiati dalla Boldrini per la sua “task force” anti bufale e pro bavaglio, alias censura.
Roberto-Burioni-Vaccini
In questo post si afferma che l’alluminio lo ingeriamo quotidianamente ma ci piacerebbe sapere attraverso cosa. Lo inaliamo? Lo ingeriamo attraverso i cibi vegetali o animali? È presente nelle pentole e rilasciato in cottura?
L’allumino lo troviamo quasi sempre nei cibi in scatola, nelle lattine delle bibite (gli zuccheri e gli acidi della bevanda interagiscono con l’alluminio della confezione), nelle vaschette che utilizziamo per riscaldare o conservare i cibi. Inoltre, una volta ingerito, può passare il tessuto intestinale ma, come puntualizzano i medici seri e corretti, un conto è ingerire e un conto è iniettare. Nel primo caso l’apparato digerente possiede la caratteristica di sapere discernere le tossine e quindi espellerle, mentre nel caso di inoculazione si oltrepassa questa preziosa funzione selettiva. In ogni caso per l’alluminio è altamente sconsigliato il suo utilizzo.
Oltre all’alluminio i vaccini contengono altri elementi tossici o cancerogeni quali il glifosato, il glutammato, il mercurio…
Riportiamo il documento del CDC (Center of Disease Control, l’omologo della nostra AIFA) sul contenuto dei vaccini.
Dalle evidenziazioni da noi inserite facciamo notare che il Thimerosal o mercurio, neurotossico a QUALSIASI dosaggio, è ancora presente in alcuni vaccini prodotti nel 2011. Avrebbe dovuto essere messo al bando dal 2000, indicazione però attuata dalle industrie farmaceutiche “solo” otto anni dopo; perché mica potevano ritirare tutte le scorte. Ufficialmente hanno pensato bene di terminare la distribuzione delle rimanenze. Eh, il business.
I metalli pesanti che interferiscono con l’apparato cerebrale provocano la sua destabilizzazione danneggiando i tessuti neuronali provocando patologie quali autismo ed Alzheimer.
Per dovere di cronaca e per quelli che ancora dichiarano che l’autismo non ha correlazione con i vaccini andiamo a vedere allora cosa ci dicono le stesse case farmaceutiche:
Roberto-Burioni-Vaccini-autismo
E le stesse case farmaceutiche affermano anche che, a riguardo del vaccino anti influenzale non vi sono casistiche di efficacia del vaccino in quanto non vi sono prove documentali di decremento della patologia influenzale dopo la sua somministrazione. Come scritto qui:
Roberto-Burioni-Vaccini-autismo

Ma addentriamoci ancora nei meandri di queste sostanze chimiche spacciate per rafforzative del sistema immunitario ed andiamo a verificare cosa contengono oltre quello dichiarato dalle case farmaceutiche:
scienziata-Antonella-Gatti-ricerca-vaccini
Questo è il rapporto stilato dal laboratorio dell’Università di Modena e Reggio Emilia a cura della Dottoressa Gatti.
Possiamo evidenziare che nei bugiardini viene evidenziato solo quello che serve. Ma tra i metalli pesanti evidenti e spacciati come adiuvanti spicca l’alluminio. E questo metallo pesante è comunque in buona compagnia.
Ma dove troviamo ancora l’alluminio?
Andiamo a verificare quello che ha rilevato l’ARPA Umbria nelle zone non urbanizzate della regione, a 500 metri d’altitudine e nei pressi di Perugia (fonte: disquisendo.wordpress.com)
scienziata-Antonella-Gatti-ricerca-vacciniscienziata-Antonella-Gatti-ricerca-vaccini
Come è potuto essere presente nelle acque piovane se non disceso dall’alto come lo Spirito Santo? Attendiamo la task force di Greenpeace per scovare il colpevole che sicuramente sarà qualche industria chimica ma non certamente l’aviodispersione intenzionale attraverso aerei dedicati o di linea con additivi nei carburanti, come evidenziato dalla ricercatrice Ulrike Lohmann. Uno degli additivi, di fatto, è l’alluminio; quando si dice il caso!
Questo metallo pesante, alla pari di tutti i metalli pesanti, è neurotossico. Permettete un’assioma al di fuori dell’ambito medico: siamo assimilabili ad una autovettura con i filtri intasati. Al pari di un alcolizzato dopo una sbornia o di un tossico dopo una iniezione abbiamo deficienze cerebrali al punto da non essere in grado di reagire di fronte a tanta sfacciate evidenze. Accettiamo senza tante domande che passino sulla nostra testa aerei con evidenti spargimenti letali, in numero esagerato, ben oltre la norma, senza porci preoccupanti domande, senza telefonare agli organi di controllo. Permettiamo che relatori affermino che dobbiamo ridurre la popolazione mondiale (chi è il primo che si propone come suicida?) senza un moto di sdegno, senza una alzata di mano… Abbiamo assistito alle recenti conferenze sulla libertà di scelta e molte persone chiedevano al relatore quale vaccino fare e quale evitare quando, da una logica evidenza si poteva comprendere come siano TUTTI da evitare!
Chiunque accetti una prassi vaccinale anche solo monodose si allinea al sistema di degenerazione umano programmato dalla collusione politica e farmaceutica, al soldo dei veri Governanti. Se tra le fila dei manifestanti serpeggia la convinzione che i vaccini sono comunque indispensabili e utili allora questo sarà il cavallo di Troia utilizzato da chi ha organizzato la nostra degenerazione con il fine di renderci sempre più ottusi e dominabili. Ricordiamo che chi Governa veramente è esattamente come un sadico che gode e si nutre delle nostre energie; più noi stiamo male più lui se ne avvantaggia.
Torniamo all’entourage “scientifico” e parliamo di un medico, di quelli onnipresenti sul piccolo schermo e nelle emittenti radio.
È un medico di estesa fama che pontifica di vari palcoscenici mediatici e proferisce minacce ed insulti senza parafrasi verso chiunque sia contrario ai suoi dettami. Non diciamo il nome ma basta il cognome, che trovate nei tweet che vi mostriamo:

Radiano medici onesti che hanno avuto la colpa di esternare le loro perplessità sui vaccini perché hanno a cuore la salute dei loro assistiti, prima di tutto, e lasciano a piede libero e con la libertà di emettere sentenze questo personaggio deleterio almeno dal punto di vista deontologico per la comunità medica?
Al lettore la valutazione sul personaggio. Portereste da lui il vostro bimbo?

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BURIONI & VACCINI ATTO SECONDO / UN ALBERO DELLA CUCCAGNA CHIAMATO FIDES

Roberto-Burioni-cuccagna-vaccini

Roberto Burioni, il mago di alambicchi & provette, secondo atto. L’inchiesta del 19 aprile, dedicata ad una serie di suoi brevetti, si concludeva con un interrogativo: saranno mai i vaccini fonte di guadagno, oltre che di gloria? Nello slalom tra sigle e società ci siamo imbattuti, tra le altre, in Pomona Ricerca srl, “una compagnia privata che opera nel settore delle biotecnologie, impegnata nello studio, sviluppo e produzione di anticorpi monoclonali”, finanziata da ‘angel investors‘ (ossia, all’americana, investitori con le ali, angelicati) e animata dallo spirito missionario di due ricercatori, Roberto Burioni e Massimo Clementi, star nel firmamento della ricerca internazionale, docenti al San Raffaele di Milano.
Massimo Clementi. In apertura Roberto Burioni
Massimo Clementi. In apertura Roberto Burioni
Anche le nostre ricerche, di tanto in tanto, riescono a fruire di angeli che dal cielo ci inviano delle news, spunti da approfondire. Ecco cosa ci è pervenuto stamattina: “ho letto con piacere il vostro articolo su Burioni ma… non avete detto la cosa più interessante”. E poi un link: “www.fidespharma.it”. Quindi: “guardate un po’ nella company profile… se Pomona è una società di ricerca questa è una srl”, cioè una società a responsabilità limitata.
Ma prima ancora era una SpA, ovvero una società per azioni, creata come tutte le spa per far profitti e dividere utili tra gli azionisti. Con la bellezza di 5 milioni di euro in dote. Ma partiamo dall’inizio e proprio da quel “company profile” che il lettore ci ha indicato.

DA POMONA A FIDES
Fides Pharma – è l’incipit – è una giovane ‘company‘ dedita allo sviluppo degli anticorpi monoclonali per la profilassi e il trattamento dei virus influenzali e del virus dell’epatite C. La ‘company‘ può usufruire di ricerche di alta qualità e di un forte legame con l’Istituto San Raffaele nel Nord Italia, riconosciuto in tutto il mondo. In particolare può contare sul contributo scientifico dei professori Massimo Clementi, docente di microbiologia e virologia della scuola di medicina dell’Università Vita-Salute San Raffaele e Roberto Burioni, associato di microbiologia e virologia alla stessa Università”.
Ancora: “Fides Pharma può contare su una catena di quattro anticorpi monoclonali umani, i migliori in assoluto (“best in class”) contro l’influenza e l’HCV, brevettati da Pomona”.
Pomona ricerca, quindi, e Fides produce.
FidesNella scheda – che potete leggere integralmente dal sito, o comunque cliccando sul link in basso – viene specificato che si possono sviluppare, su questa base, tutta una serie di ricerche per poter operare su altri sottotipi di virus.
In un’altra scheda, “Pipeline”, vengono dettagliati i 4 anticorpi monoclonali: per quanto riguarda il contrasto all’HCV si tratta degli anticorpi monoclonali e137 – e20; mentre sul fronte dei virus influenzali, degli anticorpi monoclonali PN-SIA 49 – PN-SIA 28.
Ma quali finalità si propone Fides? Basta leggere il suo oggetto sociale per capirlo: “sviluppare e validare strategie e produzioni biotecnologiche per la diagnosi e/o la prevenzione e/o la terapia di patologie umane, animali e vegetali; condurre e/o coordinare la sperimentazione in tutte le sue fasi, anche cliniche, di prodotti destinati alla diagnosi, e/o prevenzione e/o terapia di patologie umane, animali e vegetali. Commercializzare, produrre e concedere in licenza e comunque valorizzare strategie, tecnologie e brevetti attinenti o anche solo connessi alle attività su descritte. Produrre e/o commercializzare prodotti tecnologici e/o farmaceutici”. Chiaro, no?
Tanto per precisare lo spirito missionario: “Gli utili netti vengono ripartiti tra gli azionisti”, tranne le rituali riserve del 5 per cento.
Ancora: pur giovane di età – è stata costituita il 15 dicembre 2010 – solo da pochi mesi, per la precisione dal 16 dicembre 2016, Fides Pharma ha fatto un salto in avanti, diventando “PMI innovativa”, ossia una piccola-media impresa di stampo innovativo. Nel frattempo, comunque, è passata da spa (lo era fino a pochi mesi fa) ad srl. Fose per dare un po’ meno nell’occhio, nonostante il capitale più che pingue, passato comunque da 5 milioni di euro a 4 milioni e 400 mila, come risulta dagli atti depositati presso la Camera di Commercio a tutto il 26 gennaio 2017.
Ma vediamo chi sono timonieri e soci con la maglietta di Fides, una vita spesa nella battaglia contro i virus.
Partiamo dal board scientifico. Ovviamente ne fanno parte gli scienziati di punta del San Raffaele, Burioni e Clementi.
Gianni Garotta
Gianni Garotta
i quale tiene compagnia un terzo luminare, Gianni Garotta, che ha lavorato al Wistar Institute di Filadelphia e all’Istituto Nazionale per lo studi e la cura dei Tumori di Milano, nonché all’Istituto di Immunologia di Basilea, come recita il suo fitto pedigree. Che così prosegue: “ha un ‘record’ di esperienze combinate accademiche, farmaceutiche e biotecnologiche. Ha fondato tre ‘biotech companies‘, lavorato per i gruppi farmaceutici Roche e Serono e molto recentemente è stato ‘executive advisor’ dell’incubatore italiano Eporgen Venture”.
Un vera perla della ricerca innovativa e culla per start up, Eporgen Venture. “Prima azienda fondata da investitori non istituzionali e dedicata al seed capital nel settore biomedicale. In portafoglio 11 start up, titolari di 11 brevetti, per una capitale di 7,8 milioni di euro. Tra le aziende supportate c’è Genovax Farmaceutici, che ha ceduto a Mediolanum Farmaceutici il brevetto del vaccino GX301, in fase di sperimentazione per vari tipi di cancro”.
E’ acquartierata, Eporgen, all’interno del “Bioindustry Park Silvano Fumero”, germogliato quasi vent’anni fa, 1998, nel Canavese, per la precisione a Collereto Giacosa, in provincia di Torino, per “promuovere e sviluppare ricerche nel campo della Vita”. Un programma un po’ ambizioso che però trova la concreta collaborazione di pezzi grossi dell’industria farmaceutica, come Merk-Serono e Bracco Imaging. Quest’ultima, con Pomona, è la principale committente di brevetti sfornati dal tandem Burioni-Clementi, come abbiamo visto nell’inchiesta del 19 aprile.

BRIDGE & ANTICORPI 
Torniamo allo staff di vertice targato Fides Pharma.
A presiedere il ‘board of directors‘ un vercellese trapiantato a Biella, il settantaseienne Leandro Burgay, così descritto via internet: “dopo aver avuto un brillante avvio professionale in campo assicurativo, si è dedicato all’editoria e all’imprenditoria televisiva. Bridgista di spicco negli anni ’90, è arrivato a conquistare l’argento nel Mondiale a Coppie del 1974 e ha elaborato un suo personale sistema, il Burgay System. Attore di un controverso e mai chiarito episodio che coinvolse la FIB nel 1976, ha vinto anche i Transnational Open Teams del 1997 e del 2003 e il Patton di Biarritz nel 1995”. Di virus neanche una traccia.
Leandro Burgay
Leandro Burgay
CEO di Fides è Silvana Ginevro, della quale sono ignote competenze di tipo scientifico: noti i natali, in quel di Gattinara, dove si produce un vino straordinario. New entry del board tale Ivano D’Andrea: natali svizzeri per lui (Sorengo) e residenza a Bellinzona.
Un mix belga-piemontese sul fronte gli azionisti, il vero motore di Fides. Il 77,27 per cento delle quote, infatti, è nelle mani di Gualtiero Cochis, residente in via de la Renaissance, civico 20, a Bruxelles. A quanto pare non si è mai interessato di vaccini & provette, ma di imballaggi e spedizioni. La sua presenza ha fatto capolino tra le compagini della Imballaggi Lubello srl e della Sacchi spa.
Al fratello, Mario Cochis, è intestato il 5,68 per cento delle quote: con lui torniamo a casa, Pino Torinese. Terzo socio, con il 17,05 per cento delle azioni, Maria Cristina Urbani. Anche per le due ultime presenze non c’è alcuna notizia di titoli accademici o comunque competenze in ambito medico-scientifico. Illustri signor nessuno.
E pensare che i compiti, cui deve provvedere Fides Pharma, non sono da poco. E riguardano problemi grossi come la salute dei cittadini. Da rammentare – come è scritto nella documetazione societaria – che l’impresa ha ottenuto “licenza da Pomona ricerca srl per l’uso esclusivo del brevetto n. EP 1476468, ‘frammenti FAB di anticorpi monoclonali umani diretti contro le glicoproteine EZ di HCV e dotati di potere neutralizzante in vitro”.
Non proprio come giocare una partita di bridge…

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Prof. Roberto Burioni: LE SPORE DEL TETANO SONO OVUNQUE!!! VACCINI E RICHIAMI UNICA ARMA!!!

Prof. Roberto Burioni


Prof-Roberto-Burioni-SPORE-TETANO-OVUNQUE-VACCINI-UNICA-ARMA

LE SPORE DEL TETANO SONO OVUNQUE!!! 
VACCINI E RICHIAMI UNICA ARMA!!! 

Il professore Roberto Burioni dopo che ha visitato il castello del Conte Dracula in Romania nella regione della Transilvania esattamente a Sighisoara e ascoltando in Tv un "sospetto" caso di Tetano deduce le sue scottanti e preoccupanti conclusione rivelando a tutta la popolazione italiana... 
Arrivo da un viaggio molto lungo e faticoso, ho visitato la Transilvania e in particolar modo un castello molto antico a Sighisoara e dopo le mie attente analisi chimiche e fisiche tenute in quel castello e in quel campo all'esterno pieno di pali di legno intrinsechi di sangue umano... posso dedurre con fermezza la mia famosissima disamina conclusiva;
"LE SPORE DEL TETANO SONO OVUNQUE!!! 
VACCINI E RICHIAMI UNICA ARMA!!!
( E non è solo la mia parola ma è anche quella della GlaxoSmithKline)

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ROBERTO BURIONI, IL MAGO DEI VACCINI / ECCO TUTTI I BUSINESS A BASE DI BREVETTI & BIG PHARMA, DA BRACCO A POMONA

mont Burioni
Nella foto il Prof. Roberto Burioni.


La guerra dei vaccini continua. I Soloni della Medicina uniti e compatti contro l’ultima puntata di Report, solito condottiero Roberto Burioni, che si autogiudica l’unico super esperto di vaccini mentre il popolo bue non ha diritto di parola né di minima contestazione e per i medici che osano osservare qualcosa c’è pericolo radiazione, come sta già succedendo in alcune regioni. La grancassa dei media è al servizio di Big Pharma, pseudo verità scientifiche spacciate per Vangelo tanto i cretini sono lì pronti a berle d’un fiato.
Sigfrido Ranucci. In apertura Roberto <b>Burioni<b>
Sigfrido Ranucci. In apertura Roberto Burioni
Intanto, cominciano a spuntare alcuni precisi interessi non solo scientifici ma anche economici del Vate Burioni. Tanto perchè si cominci a intendere che, al solito, lorsignori non se ne fregano della salute di bimbi e scolaresche, ma dei danari che riempiono le loro tasche, a bordo di brevetti, la catena delle sperimentazioni, poi il battesimo e finalmente le lucrose commercializzazioni. Ma procediamo per gradi e partiamo dalle news.
Zeppo di critiche contro la trasmissione di Sigfrido Ranucci – che sta riacquistando smalto e grinta dopo le ultime annate a base di pizza & babà – dedicata al vaccino contro il Papilloma virus in cui si parlava degli effetti avversi a questo tipo di vaccinazione contro il tumore al collo dell’utero, il pezzo di Repubblica on line firmato da Valeria Pini. Che così esordisce: “Il primo a scendere in campo, dopo la messa in onda, è il virologo Roberto Burioni. ‘Diffondere la paura raccontando bugie è un atto grave e intollerabile. E’ abusare in maniera perversa della libertà di opinione. E’ come gridare ‘c’è una bomba’ in uno stadio affollato per vedere la gente che fuggendo calpesta i bambini. Report ha dato spazio a teorie prive di base scientifica, a individui senza alcuna autorevolezza e ha mescolato sapientemente possibili tangenti e ipotesi non confermate per ottenere un effetto abominevole: instillare timore nei confronti di una pratica medica sicura, efficace e in grado di salvare migliaia di donne da una morte atroce’”.

LE GAFFE DEL SENATORE
ANDREA MARCUCCI
L’elenco dei lanciatori di strali è affollato: dal presidente della Società italiana di virologiaGiorgio Palù, al presidente dell’Istituto superiore di sanitàWalter Ricciardi.
Sul fonte politico su tutte le furie i Pd, con un presidente – ahinoi – Matteo Orfini che si balocca a ri-postare e far girare sui social le frasi di Burioni e un presidente della Conferenza delle Regioni (e lui stesso al vertice emiliano-romagnolo), Stefano Bonaccini che sconfortato nota: “mentre tornano a far paura malattie debellate da decenni a causa di stregoni da web e disinformazione sui vaccini, ci mancava solo report”.
Poteva, almeno una volta, profittare per tacere l’antenna di Renzi al Senato, Andrea Marcucci, presidente (ri-ahinoi) della commissione Istruzione e beni culturali: “intollerabile – insorge – che dal servizio pubblico vengano diffuse falsità contro i vaccini”. Ed è intollerabile che il servizio pubbico di casa nostra non realizzi un docufilm – come ad esempio hanno fatto negli Usa e in Inghilterra – sulla strage del sangue infetto, che ha, fra gli altri, nomi, un cognomi e indirizzi ben precisi: le aziende del gruppo Marcucci, un tempo di babbo Guelfo e ora nelle mani dei rampolli Paolo (al timone della corazzata Kedrion), Marialina (una passione per le antenne e i festival, un tempo coeditore dell’Unità – tri ahinoi) e, appunto, il senatore Andrea.
Ma in questi mesi il diluvio di carta (straccia) per diffondere il Verbo di Burioni & C. è stato incontenibile. Un vero alluvione, stavolta sì, in perfetto stile Minculpop (per la serie mi inculo il popolo, sempre bue).
Adriano Zaccagnini
Adriano Zaccagnini
Ecco tre chicche in rapida carrellata, che hanno avuto il degno coronamento con la comparsata del premier Matteo Renzidavanti ai microfoni di Lilli Gruber per inneggiare ai vaccini e bacchettare quel mascalzone d’un Adriano Zaccagnini ex 5 Stelle che ha osato parlare di un uso consapevole e controllato dei vaccini; Renzi, of course, ha citato il nome del profeta Burioni come simbolo della Alta Scienza imbufalita.
Apriamo con la parola ad una giornalista-scienziata, o meglio appassionata di scienza, “organizzo e risolvo”, come si autodefinisce in sella al suo Galileoeditgalileonet.it. Ebbene, la signora o signorina, anzi la prof. Letizia Gabaglio – mandate a memoria questo nome, perchè lo risentirete presto da Stoccolma, caso mai in compagnia di Vate Burioni – ha ricevuto in appalto una colonnina dell’Espresso, e così si esprime nel numero del 12 febbraio sotto il titolo: “Salute – La verità, vi prego, sui vaccini”. Esordisce la columnist: “quando si parla di vaccini le parole sono importanti. E’ sul passaparola che si fonda l’idea che siano pericolosi, che causino danni neurologici, che facciano arricchire le case farmaceutiche. E’ purtroppo sulle parole di alcuni medici – ora per fortuna pubblicamente sanzionati dagli Ordini regionali – che si basa la sicurezza degli antivax”. Poi: “non ci sono vaccini indispensabili e altri accessori. Al contrario, gli esperti dicono che è importante farli tutti”. Ottimo e abbondante.
18 marzo, un’intera paginata – la numero 21 – del Corsera, firmata da Simona Ravizza, un cognome che profuma tanto di farmaci. Un sorta di vademecum dei vaccini, “nella testa di chi dice no”, e tanto per spiegarsi meglio “dall’autismo come effetto collaterale ai complotti delle aziende del farmaco, ecco le tesi false e come smentirle”. Pensate che ci sia un qualche contraddittorio? Che venga chiesto il parere di uno scienziato che non la pensa così? Macchè. Il nostro Cicerone è sempre, immancabilmente Burioni che, punto per punto “spiega”, “scandisce”, “rimarca”, “ricorda” “osserva categorico”. Un piccolo sommario spiega la ratio dell’articolo: “Nella testa di chi dice no alle vaccinazioni – ammonisce la fida Ravizza – si rincorrono luoghi comuni e timori infondati. Un conto sono però le proprie paure, un altro le verità scientifiche incontrovertibili. Da conoscere e ricordare. Per fare la cosa giusta. Roberto Burioni, virologo dell’ospedale San Raffaele e autore del libro ‘Il vaccino non è un’opinione‘, smonta le convinzioni che spingono sempre più genitori a non proteggere i propri bimbi”. Capito, genitori ignoranti e incoscienti?
Letizia Gabaglio
Letizia Gabaglio
E la primavera non può inaugurarsi meglio che con le parole di un altro piccolo profeta, mollemente disteso sulla sua Amaca di Repubblica per ammaestrare quel popolo sempre bue e somministrargli pillole di saggezza. Si tratta di Michele Serra, che un tempo faceva ridere, oggi fa solo piangere. Ecco il suo Pensierino del 21 marzo: “La fronda antivaccini, nonostante ogni controdeduzione scientifica e statistica, tiene il punto, con solidi addentellati nel primo o secondo dei partiti italiani, il Movimento Cinque Stelle. Ben al di là della questione in sé (comunque grave per le ripercussioni che le scelte di pochi infliggono a molti), quello che sconforta è l’umore di fondo al quale attecchiscono queste mattane: una diffidenza irriducibile a qualunque ‘verità ufficiale’, scientifica o politica o culturale o altro, nel nome di una specie di insorgenza controculturale molto selfie, autoprodotta e autocondotta. Il mondo visto come una losca trama di caste e consorterie, come una incrostazione di inganni, una frode ininterrotta, alla quale il solo rimedio da opporre è un rifiuto irriducibile, un rancore incolmabile”. Boh. Passiamo a robe più serie, come le sigle & le invenzioni del Mago dei Maghi, Roberto Burioni.

TUTTI GLI ANGELI BENEFICI AL SERVIZIO DELLA SCIENZA
La nostra indagine è partita grazie ad un lettore che ci ha inviato una mail. Eccone il succo: “Roberto Burioni, noto virologo pro vaccini, da mesi presenzia in tv e sui giornali con interviste. Ricordo tra le altre la sua sparata riguardo al ‘ban’ facile nella sua pagina verso chi – secondo lui – non ne capisce di vaccini, poi rivelatasi pura censura. Come accade quando nutro dell’interesse verso un personaggio faccio una ricerca per capire chi sia, se sia in buona fede o meno, se abbia interessi economici o altro. Non si chiede all’oste se il vino è buono. Giusto? Bene, tornando a Burioni si scopre che è proprietario di parecchi anticorpi anche per uso vaccinale, cioè i suoi anticorpi possono essere inseriti nei vaccini e aiutano i nostri anticorpi a reagire alla malattia. Vi posto il link del centro brevetti con tutta la lista di Burioni: http://patents.justia.com/inventor/roberto-burioni
Cerco di non pensar male e continuo la ricerca. Burioni è uno degli scienziati di punta della Pomona Ricerca srl, quindi vado a vedere di cosa si occupa la Pomona sul sito dell’azienda e sulla descrizione si legge: “il loro lavoro (di Burioni e di un altro scienziato, Massimo Clementi) mette Pomona in una posizione leader per la progettazione e lo sviluppo di vaccini innovativi”, sempre nell’ambito degli anticorpi. Qui il link: http://www.pomonaricerca.com
Continua il report del nostro lettore: “Arrivato a questo punto sono rimasto alquanto sorpreso, sono andato sulla sua pagina a chiedere informazioni su questi tre punti: i suoi brevetti; la Pomona; il vaccino obbligatorio per l’Epatite del ’98 grazie ad una tangente. Chiedo, con cortesia, di togliere ogni dubbio riguardo un suo possibile conflitto di interessi. Bene, bloccato seduta stante. Il motto di Burioni è: ‘Il vaccino non è un’opinione’. Già, è una fonte di guadagno?”.
Cerchiamo di vederci più chiaro. Cominciamo dal partner scientifico, Clementi. Il quale affida ad internet un pedigree chilometrico che vanta le docenze come assistente, poi aiuto, quindi associato indi ordinario in virologia e microbiologia da Ancona a Trieste fino all’approdo nell’isola felice del San Raffaele – la creatura di don Luigi Verzè, il grande amico di Silvio Berlusconi – dove trova il collega Burioni.
Insieme, il tandem delle meraviglie, nell’arco d’un decennio, dal 2006 al 2016, ha deposito una sfilza di brevetti. Di eccellenza i committenti, una serie di aziende: la già citata Pomona Ricerca srlBracco Imaging spaRibovax Biotecnologie SAGenerale Anticorpi e Biotecnologie srl.
In un sito americano, ecco un breve profilo di Pomona: “E’ una compagnia privata che opera nel settore delle biotecnologie e impegnata nello studio, sviluppo e produzione di anticorpi umani monoclonali in grado di combattere varie patologie virali come l’epatite C, i virus influenzali, l’JC virus. Fondata nel 2010, la società ha nel corso degli anni acquisito gli asset e la proprietà intellettuale di diverse piccole compagnie che si occupano di biotecnologie, il tutto basato sulle ricerche di due professori dell’Università San Raffaele. I professori Clementi e Burioni sono considerati tra i ‘key opinion leaders’ (gli esperti ‘chiave’) e gli esperti di maggior livello internazionale. La loro consolidata esperienza consente a Pomona di occupare una posizione leader nel settore. Pomona Ricerca è finanziata da angel investors”, ossia da finanziatori con le ali, come appunto gli angeli.
Diana Bracco
Diana Bracco
Più concreti alla Bracco, la cui lady di ferro, Diana, la star dell’Expo di Milano, ha le sue gatte da pelare alla procura di Milano, che ha chiesto 1 anno e tre mesi per la disinvolta gestione dei bilanci societari, con una serie di milioncini che servivano per mantenere le ville a Capri o in Costa Azzurra, bazzecole per una Paperona come lei, piccole sviste amministrative… . Bracco Imaging spa ha il suo quartier generale a Trieste e – come viene descritto nel sito – “è un’azienda leader globale nella diagnostica per immagini, presente in oltre 90 paesi di tutto il mondo, direttamente o indirettamente attraverso società controllate o joint ventures, con una forte leadership nelle aree geografiche più significative. Le nostre attività di ricerca sono situate in Italia, Stati Uniti e Svizzera”.
E proprio a Ginevra, in Svizzera, si trova la sede principale di Ribovax Biotecnologies Sa, una società anonima localizzata in Avenue des Morgines, all’interno del mega Business Center della incantevole città elvetica.

FRA ALAMBICCHI, PROVETTE & VACCINI DI MAGO BURIONI
Ma passiamo in rapida carrellata, ora, alcune tra le invenzioni più gettonate. Questa la breve introduzione al capitolo “I brevetti dell’inventore Roberto Burioni”. “Roberto Burioni ha depositato brevetti per proteggere le seguenti invenzioni. Questo elenco include domande di brevetto in sospeso, così come i brevetti già concessi dagli Stati Uniti Patent and Trademark Office (USPTO)”.
Partiamo dall’invenzione che porta, come numero progressivo, il 20160200801, “data di archiviazione 29 marzo 2016, data di pubblicazione 14 luglio 2016, richiedente Pomona Ricerca srl”. Ecco il cosiddetto abstract: “Anticorpi monoclonali diretti contro il virus influenzale A” e alla fine dopo un’articolata descrizione: “Gli anticorpi monoclonali possono essere utilizzati anche per testare preparazioni di anticorpi da utilizzare come vaccini”.
Passiamo al numero 20160060325, archiviato l’11 novembre 2015 e pubblicato il 3 marzo 2016. A richiederlo la solita Pomona. Si tratta di una variazione della precedente ricerca, e perciò riguarda sempre il virus influenzale A.
vaccinoEccoci al numero di brevetto 9200054, sempre Pomona come assegnatario ma stavolta un forte sfalso nelle date: archiviato il 27 maggio 2009, la data finale è quella del 26 gennaio 2016. Sorge spontanea una domanda: come fa ad averlo richiesto, Pomona, se all’epoca ancora non esisteva, visto che è nata nel 2010? Misteri delle bioscienze. Il tema, però, è sempre lo stesso, anche se con qualche piccola variazione: vaccini per il virus influenzale A, un vero pozzo di San Patrizio.
Segue a ruota il numero 9200063, ancora Pomona, date molto lontane, ossia archiviazione a marzo 2009 e brevetto rilasciato il 1 dicembre 2015. Resta quell’interrogativo.
Per non farla lunga, i due scienziati lavorano per Pomona anche con il brevetto 8486406 archiviato il 1 giugno 2010 (e qui con le date ci possiamo stare) e varato a luglio 2013, stavolta riguardante un altro tema: “l’uso di anticorpi monoclonali FAB28 e FAB49 per il trattamento profilattico e terapeutico di influenza A di origine suina”.
Poi con il brevetto 8623363, e ci risiamo con lo sfalso di date, dall’archiviazione del 21 dicembre 2009 (le date non si trovano) e la ratifica del brevetto del 7 gennaio 2014. Ricambia il tema: “La presente invenzione riguarda l’anticorpo monoclonale E20 o un frammento funzionale di esso come un medicamento per il trattamento terapeutico e prevenzione delle infezioni da HCV”.
Ancor più strane le date in occasione del brevetto 8367061. Pomona, of course, non manca mai all’appello, ma l’archiviazione è nientemeno che di inizio 2008 (per la precisione del 29 gennaio 2008) quando Pomona era ancora ben lontana dall’essere concepita, e il brevetto reca la data di febbraio 2013. Poco chiaro l’abstract: “Novel anti-idiotipo sono descritti anticorpi monoclonali che sono in grado di specificamente reagire con l’idiotipo di anticorpi anti-gp120 umani, di inibire il legame tra antigene gp120 e anticorpi anti-gp120 umani” e via farneticando. Boh.
Rientriamo fra i ranghi con il brevetto 20130022608, archiviato a marzo 2011 e pubblicato meno di due anni dopo, gennaio 2013. Tema di nuovo a base di virus influenzale A e in particolare “gli anticorpi monoclonali che sono immunoglobuline lg-G isotopo full-lenght e che sono caratterizzati da una elevata attività neutralizzante ad ampio raggio contro il virus influenzale A”.
Passiamo ai brevetti richiesti a Burioni e Clementi dalla Bracco Imaging spa. Eccoci al numero 20120165211: stavolta non passano anni, anche molti, dall’archiviazione alla pubblicazione, ma solo pochi mesi: 13 gennaio 2012 l’archiviazione e 28 giugno 2012 la pubblicazione. Rapidi come saette. Stavolta, però gli inventori sono 4: accanto ai due, infatti, ritroviamo anche Filippo Canducci e Federico Maisano. Denso l’abstract: “La presente invenzione si riferisce ad anticorpi umane derivate da librerie anticorpali umani preparati dalle placche aterosclerotiche”. Segue una arci arzigogolata descrizione scientifica.
Due anni passano per un altro brevetto, il 20120115741, per la precisione dal 17 marzo 2010 al 10 maggio 2012: “la presente invenzione descrive anticorpi o frammenti di esso in grado di legarsi isolate campioni di placca coronarica e dei processi per la loro produzione utilizzando le cellule ospiti contenenti sequenze di DNA che codificano per gli anticorpi detto di frammenti della stessa”. Poco chiaro a mortali e non, ma andiamo avanti.
Sempre poco più di due anni (settembre 2008-dicembre 2010) per il brevetto 20100316563: “un processo è previsto per la preparazione di anticorpi o loro frammenti utilizzando una cellula ospite procariota contenente sequenze di DNA che codificano per detti anticorpi di loro frammenti, in cui detta sequenza di DNA è derivata da un campione di placca coronarica”.
Un virus
Un virus
Eccoci alla ginevrina Ribovax Biotecnologie Sa. Si tratta delle invenzioni più antiche, praticamente anche oltre una decina d’anni fa. Partiamo dal brevetto 7811973, archiviazione a luglio 2006, pubblicazione quattro anni più tardi, ottobre 2010: “La presente invenzione fornisce nuove tecnologie per la produzione e screening proteine di fusione sulla superficie del fago filamentoso”.
Marzo 2008, giugno 2010 per il brevetto 20100143376: “la presente invenzione fornisce sequenze di anticorpi romanzo che si legano e neutralizzano Rosolia Virus (RUV)”.
Pressochè identico arco temporale (febbraio 2008-marzo 2010) per il numero 20100074906, “la presente invenzione fornisce sequenze di anticorpi che si legano nuovi Varicella Zoster (VZV) e neutralizzare l’infezione VZV”…
Per finire con la Generale Anticorpi e Biotecnologie srl, alla quale il magico tandem d’attacco (ai vaccini) recapita un solo brevetto, il numero 7727529, archiviato a maggio 2008 e ratificato due anni dopo, giugno 2010. “L’invenzione si riferisce ad un anticorpo umano o ai suoi frammenti funzionali, diretto contro la glicopropteina E2 di HCV, in grado di avere una attività neutralizzante in vivo; una composizione per la terapia anti-HCV comprendente una quantità terapeuticamente efficace dell’anticorpo; una composizione per uso topico in gel, creme, pomate e formulazione ovuli; l’uso di anticorpi per la convalida vaccini anti HCV”.
Il vaccino, già, non è un’opinione. Sarà mai – come si chiede il nostro lettore – una fonte di guadagno?

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