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INDUSTRIA FARMACEUTICA, GRANDI AFFARI PER GRANDI AZIENDE.


In Italia l’industria farmaceutica è l’unico comparto che attualmente fattura più di quanto facesse prima della crisi. Parliamo infatti di circa 30 miliardi nel 2016 con una prospettiva di aumento nell’anno attuale del 2%.
L’aspettativa di vita nei nostri giorni sta progredendo costantemente, merito di stili di vita corretti, buone diete e del progresso della ricerca farmacologica. Non possiamo sottovalutare infatti, che gli investimenti delle industrie del farmaco (attualmente si aggirano tra il 9% delle industrie minori al 20% dei colossi americani) producono ogni anno nuove molecole e trattamenti che, spesso, migliorano la vita o ameno mitigano i problemi causati dalle malattie.
Attualmente, il fatturato mondiale delle industrie farmaceutiche supera i 1.100 miliardi di dollari ed è in crescita costante, tanto da portare le previsioni del mercato a pensarlo pari a 1,3 trilioni entro il 2020, con un tasso di crescita annuale del 4,9%, sicuramente sostenuto dalla tendenza all’invecchiamento della popolazione e dal costante aumentare della spesa dei governi, nei paesi avanzati soprattutto, ma sempre più anche in quelli emergenti, dove i tassi relativi di spesa pro capite, ancora contenuti, vengono compensati dal numero rilevante di persone che chiedono e chiederanno sempre più in futuro, pillole della salute.
In Italia è l’unico comparto che attualmente fattura più di quanto facesse prima della crisi. Parliamo infatti di circa 30 miliardi nel 2016 con una prospettiva di aumento nell’anno attuale del 2%. Parliamo di 200 aziende con un dato occupazionale che interessa almeno 64mila dipendenti e una percentuale di laureati superiore a qualsiasi altro comparto produttivo. Un ottimo dato è quello dell’export di prodotti farmaceutici, che ha raggiunto la percentuale del 73%, ponendoci al secondo posto in Europa dietro alla sola Germania.
I settori nei quali si sviluppa la produzione sono diversi.
Parliamo di quello specificamente farmaceutico, che si occupa di “sostanze usate per la diagnosi, la cura, la mitigazione e il trattamento o la prevenzione di malattie, o sostanze che hanno lo scopo di avere effetto sulla struttura o la funzione del corpo”; vi è la parte dedita alle innovazioni, focalizzata pertanto sulla ricerca e sviluppo o i farmaci sperimentali, con il suo patrimonio di brevetti e autorizzazioni.
Ricordiamo a questo proposito che l’attività ciclica dell’industria farmaceutica comporta la scoperta di nuovi prodotti, il loro sfruttamento e la loro sostituzione alla scadenza del brevetto.
Un altro comparto di produzione, con attività commerciali particolarmente aggressive, è quello dei farmaci generici. Sono questi prodotti che copiano altri farmaci, replicando il principio attivo in esso contenuto. Per questa categoria di farmaci, il prezzo rappresenta lo strumento principale di competizione.
Parliamo poi della produzione di farmaci biologici (creati attraverso metodiche biotecnologiche all'interno di sistemi viventi, come le cellule n.d.r.), che includono i vaccini e il biotech, le terapie proteiche, il sangue e le componenti del sangue, i tessuti, e altro ancora. A differenza dei farmaci costruiti tramite la chimica, quelli derivati da esseri biologici sono molto più complicati da trattare, quindi più costosi, ma a volte anche i più efficaci. Uno per tutti è il filone di ricerca dedicato alla cura del cancro, costoso ma foriero di ottimi risultati.
Ancora, parliamo della produzione di principi attivi e eccipienti, che sono i componenti basici dei farmaci. Questo mercato è quello a più alta internazionalizzazione. Spesso infatti questi prodotti provengono da industrie localizzate in nazioni a più basso costo del lavoro, con la crescita di colossi produttivi anche in aree meno dedicate alla ricerca scientifica avanzata. Diverse componenti low cost, ad esempio gli eccipienti, vengono prodotte in India e Cina e quindi esportate negli Usa, mentre produzioni più sofisticate sono state massicciamente dislocate in Irlanda e Singapore.
Ultimo settore che citiamo è quello dei farmaci Over the counter, Otc, quelli definiti farmaci da banco, cioè senza prescrizione medica. Ed è qui che si concentra una fetta rilevante del business del settore. Solo per dare un’idea, negli Usa esistono centomila farmaci da banco.
Dicevano prima che il mercato farmaceutico globale, stimato in 1.100 miliardi di dollari nel 2016, è altamente maturo e consolidato. Le Aziende nella top ten hanno avuto una quota di mercato di circa il 40% nel 2016 e circa il 50% considerando i top-15. La tabella che segue presenta una classifica per queste aziende:
Non compaiono italiani, per i quali citiamo le prime dieci, che raggiungono un fatturato da quasi dodici miliardi di euro (su 30 di produzione totale italiana). Menarini, con un fatturato di 3.500 milioni di euro si piazza in testa alla classifica (dati Farmindustria relativi al 2016), seguita da Chiesi (1.600 mln), Bracco (1.360), Recordati (1.200), Alfasigma (1.000), Angelini (divisione Pharma, con 850), Zambon (700), Italfarmaco (650), Kedrion (650), Dompé (260).
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FONTE: Il Fatto Quotidiano 27 agosto 2017
Economia & Lobby
Industria farmaceutica, grandi affari per grandi aziende
Flaminio de Castelmur per @SpazioEconomia

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Ecco il motivo scioccante e REALE per cui l'alluminio viene aggiunto ai vaccini.



Traduzione a cura di 

La questione se si desidera vaccinare il tuo bambino o meno è quella che ogni giovane madre deve affrontare. Bombardati da "prove" conflittuali sulla sicurezza e l'efficacia dei vaccini, molti sono molto confusi, temendo di causare danni a lungo termine come l'autismo, ma sono messi alla prova dai media mainstream e dai professionisti medici credendo che la mancata vaccinazione provocherà serie malattie, addirittura malattie fatali.


Una delle questioni che spesso si innesca nei dibattiti sui vaccini è quella degli additivi.


I Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) affermano che gli additivi sono ingredienti aggiunti ai vaccini per creare reazioni immunitarie più forti nei corpi dei destinatari. "In altre parole, gli adiuvanti aiutano i vaccini a lavorare meglio", insistono. Il CDC afferma inoltre che gli adiuvanti sono stati utilizzati in sicurezza nei vaccini per molti decenni.



Uno degli adiuvanti più comuni è l'alluminio .

L'aggiunta di alluminio "aiuta i vaccini a lavorare meglio"? Qual è il vero motivo sul perchè viene aggiunto ai vaccini, come influenza il sistema immunitario e quale collegamento c'è tra l'alluminio e le malattie autoimmuni? (Related: Scopri tutto quello che devi sapere su Vaccines.news .)

Questi ed altri temi sono stati recentemente affrontati in un'intervista da iHealthTube.comcon Dr. Suzanne Humphries , MD,board certified internist, nefrologo (nefrologia è lo studio dei reni e delle loro malattie) e autore di Dissolvere le illusioni che sorgono dai morti .
(Dissolving illusions, rising from the dead)



Il dottor Humphries ha spiegato che mentre i vaccini lasciano un neonato con un "sistema immunitario sovraccarico" per un certo tempo, questo non è uno stato sano per il sistema immunitario.

Ci sono due tipi di vaccini, ha spiegato Humphries: vaccini uccisi e vaccini vivi. I  vaccini vivi simulano la malattia nel sistema immunitario in modo più efficace dei vaccini morti e hanno una migliore influenza sul sistema immunitario - vale a dire, ha sottolineato il dottor Humphries, (se non ti uccidono né ti danno encefalite). Sono i vaccini morti a cui generalmente viene aggiunto l'alluminio come adiuvante.

Il Dr. Humphries ha spiegato la ragione per l'aggiunta di alluminio come segue:

" Quando si tratta di queste sottounità, o vaccini uccisi, il sistema immunitario infantile non risponde. ... C'è un programma in quel sistema immunitario infantile per fare in quel bambino un anti-infiammatorio, e c'è un motivo per questo, perché quel bambino sta conoscendo un mondo pieno di microbi. ... Immagina se reagiamo a tutti i microbi che stiamo ricevendo nel latte materno della nostra madre, colonizzando il nostro intestino e atterrando sulla nostra pelle e sulle nostre gole e sulle nostre orecchie - saremmo stati in un incubo autoimmune. E così, c'è qualcosa chiamata mimica molecolare, che praticamente Dio mette nel nostro sistema e che riguarda il mondo, in quanto le proteine ​​nei microbi similmente mimano le nostre proprie proteine ​​nei vasi sanguigni, nel cuore e nel cervello e in molti altri luoghi diversi , a seconda di quale microbo si sta parlando. Si butta l'alluminio in quel vaccino e la mimica molecolare diventa un problema e il sistema immunitario del bambino viene acceso ".

Quindi, fondamentalmente, l'alluminio viene aggiunto ai vaccini per cortocircuitare un elemento vitale importante delle misure protettive del sistema immunitario di un bambino.

Questo temporaneo sovraccarico del sistema immunitario non promuove la salute a lungo termine. Quello che l'alluminio nei vaccini fa, è innescare una risposta allergica nella maggior parte delle persone.


Questi vaccini non creano anche il sistema immunitario per combattere meglio la malattia.

Humphries ha citato uno studio in Danimarca che ha esaminato i tassi di ospedalizzazione per tutti i tipi di infezioni nei bambini al di sotto dei 4 anni che avevano ricevuto vaccini vivi o morti. Il gruppo di ricerca ha stabilito che se un vaccino ucciso fosse stato l'ultimo vaccino di un bambino, ha generalmente avuto un effetto dannoso sulla loro risposta immunitaria complessiva ad altre infezioni.

Come ha osservato il dottor Humphries, "Questi vaccini uccisi inclinano il sistema immunitario e rendono una persona più suscettibile ad altre infezioni. Quindi, mentre potrebbe proteggere dalla pertosse per un breve periodo di tempo, potrebbe essere suscettibile di RSV, Croup, o di altri tipi di infezioni che potrebbero portare ospedale. Quindi, ancora una volta, per me questo non è un ottimo compromesso ". (Related: Alluminio e vaccini - ciò che la ricerca rivela .)

E l'impatto devastante dell'alluminio sul sistema naturale di difesa immunitaria del corpo che aiuta a spiegare l'aumento delle malattie autoimmuni negli ultimi anni.

Sembra che ci sia una cosa per cui le nuove mamme possono essere sicure: Vaccinando il vostro bambino con un vaccino che contiene l'alluminio come un adiuvante non rafforzerà il loro sistema immunitario, ma può provocare una risposta allergica, può portare ad una malattia autoimmune e può renderli più suscettibili ad altre infezioni.

Le fonti includono:

YouTube.com

CDC.gov


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Medicina ribelle, contro Big Pharma che fabbrica malattie

“Big Pharma”, l’industria farmaceutica mondiale, impiega un terzo dei ricavi e un terzo del personale per collocare nuovi medicinali sul mercato. Pionieri di questo nuovo approccio verso la salute sono gli Stati Uniti, dove tra il 1996 e il 2001 il numero dei venditori di farmaci è cresciuto del 110%, passando da 42.000 a 88.000 agenti. Per promuovere i suoi nuovi prodotti, questo settore spende ogni anno da 8.000 a 13.000 euro per ogni singolo medico. Sono le cifre di un big business, che si trasforma in guerra ai pazienti: si specula sulla loro pelle. Lo scrive, senza giri di parole, un giovane giornalista come Andrea Bertaglio, nel suo ultimo libro, “Medicina ribelle”. Racconta gli abusi del sistema, ma anche le prime clamorose ribellioni. Come quella della dottoressa Patrizia Gentilini, oncologo di Forlì: «Sono un medico, ho lavorato per più di trent’anni in un reparto di oncologia. Sono qui avendo nel cuore la sofferenza, la disperazione, le lacrime – quelle versate e quelle nascoste – dei miei pazienti, delle mogli, dei mariti, dei figli e dei genitori». Domanda: «Perché tanto dolore? Era proprio ineluttabile? Davvero la ricerca e le terapie sempre più mirate e “intelligenti” risolveranno il problema del cancro?».
No, purtroppo: «Ancora una volta abbiamo imboccato la strada sbagliata», sostiene la dottoressa. Perché la medicina ufficiale, quella degli ospedali, è tragicamente orientata dal mercato farmaceutico. Un sistema che inquina la conoscenza, a cominciare Andrea Bertagliodalle università e dai centri di ricerca. E’ sempre “Big Pharma” a indirizzare gli investimenti, pensando ai profitti prima che alla salute e all’efficacia delle cure. Clamoroso il capitolo degli psicofarmaci: un mercato virtualmente senza limiti, rivelatosi particolarmente redditizio. «Secondo alcune stime – scrive Bertaglio – psichiatri e produttori di psicofarmaci hanno una fetta di mercato da cui incassano 80 miliardi di dollari ogni anno (sono più di 150.000 dollari al minuto)». Cifre da capogiro. «Le industrie farmaceutiche spendono a questo proposito oltre 22 miliardi di dollari all’anno per convincere ad aumentare le loro prescrizioni, un incredibile 90% del loro budget di marketing», conferma la “Citizens Commission on Human Rights”. Nel 1997, le lobby delle industrie farmaceutiche hanno fatto pressione sul Congresso degli Usa per permettere la pubblicità degli psicofarmaci nelle Tv americane, e questo ha aperto le porte a un torrente di pubblicità. Dai 595 milioni di dollari del 1996 ai 4,7 miliardi di dollari del 2009: un aumento di quasi il 700%.
«Non sorprende, quindi, che i conglomerati dei media aborriscano l’idea di mordere la mano di chi li nutre», scrive l’autore di “Medicina ribelle”. «Dalla Seconda Guerra Mondiale in avanti, sempre negli Stati Uniti, il numero delle malattie psichiche diagnosticate è passato da 26 a 395». Psicofarmaci dati come caramelle anche ai bambini: «È bene ricordare come oltreoceano abbiano superato l’impressionante numero di 14 milioni i bambini in terapia con psicofarmaci per il controllo delle più svariate sindromi del comportamento: dal miglioramento delle performance scolastiche, al controllo dell’iperattività sui banchi di scuola, alle lievi depressioni adolescenziali». Un problema non solo americano, però: «In Germania, sono stati rilasciati lo scorso anno i dati dei bambini diagnosticati iperattivi e quindi probabilmente destinati a terapie farmacologiche: Troppe medicine ai bambinisono 750.000. E il problema non è solo tedesco: se nella vicina Francia quasi il 12% dei bimbi inizia la scuola elementare avendo già assunto una pastiglia di psicofarmaco, abbiamo un problema».
La logica, continua Bertaglio, è la stessa che domina in generale nella società dei consumi. Dalla produzione di merci per il loro consumo non siamo forse passati al consumo fine a se stesso per continuare a produrre merci? Bene, allo stesso modo «si è passati dall’invenzione di nuove medicine per la cura delle malattie all’invenzione di nuove malattie per produrre nuovi farmaci». E fabbricare malattie rende moltissimo. «Il caso più eclatante si è probabilmente verificato nel 2004, quando una commissione di “esperti” negli Stati Uniti ha riformulato la definizione di “ipercolesterolemia”», cioè l’eccesso di colesterolo nel sangue. «In pratica, riducendo i livelli ritenuti necessari per autorizzare una terapia medica, hanno letteralmente triplicato da un giorno all’altro il numero di persone che potevano avere bisogno di cure farmacologiche». Dettaglio importante: «Otto dei nove membri di quella commissione lavoravano a quel tempo anche come relatori, consulenti o ricercatori proprio per le case farmaceutiche coinvolte nella produzione di farmaci ipocolesterolemizzanti». E questa, assicura Bertaglio, è solo la vetta dell’iceberg.
Già nel 2002, infatti, secondo uno studio pubblicato sul “Journal of the American Medical Association”, l’87% degli autori delle linee-guida cliniche aveva conflitti d’interesse a causa di legami con l’industria farmaceutica. «Di questi, il 59% aveva rapporti diretti con i produttori dei farmaci relativi alle patologie per cui era chiamato a stilare le linee-guida». Qualcosa però sta cominciando a cambiare: a opporsi a “Big Pharma” c’è infatti un numero crescente di sanitari, protagonisti della “medicina ribelle” che rifiuta la logica industriale dei “fabbricanti di malattie”. «Sempre più medici iniziano a sentirsi stanchi di essere indotti a mettere il guadagno delle grandi case farmaceutiche davanti alla vita dei pazienti», sintetizza Bertaglio, in un Patrizia Gentilinilibro che fotografa un diverso approccio con il concetto di salute. Il volume, inoltre, «si interroga su quello che ci può capitare con l’eccessiva americanizzazione (che va oltre la semplice privatizzazione) del sistema sanitario».
“Medicina ribelle” non è ovviamente un manuale scientifico, né una mera raccolta di interviste, ma un insieme di punti di vista alternativi. Lungi dal rifiutare il progresso medico-farmacologico, «sarebbe altrettanto sbagliato non iniziare a reagire ai continui tentativi di venderci, a caro prezzo, un sacco di porcherie di cui non solo non abbiamo bisogno, ma che addirittura ci portano a vivere peggio». Anche in un sistema come il nostro, basato sul profitto, stanno aumentando i medici che non hanno più intenzione di sottostare a certe dinamiche di mercato. Questa è la loro storia, la loro missione. «Io sono qui per dire che rifiuto una “scienza” per la quale un veleno non è mai abbastanza veleno per essere dichiarato tale», dichiara la dottoressa Gentilini. «Sono qui perché rifiuto una medicina per la quale i morti che si contano non sono mai abbastanza per decidersi ad affermare che è il caso di prendere provvedimenti. E sono qui perché rifiuto un mondo accademico che celebra come grande Richard Dollepidemiologo sir Richard Doll, colui che trent’anni fa attribuì a cause ambientali solo il 2% dei tumori, dimenticando che Doll era sul libro paga della Monsanto».
Non solo: Doll «era pagato in percentuale in base alla quantità di sostanze chimiche annualmente prodotte da tutta l’industria chimica mondiale». E oggi, «sia chiaro, nulla è cambiato». L’oncologa di Forlì “rifiuta” una scienza e una medicina che non hanno celebrato e ricordato un ricercatore come Lorenzo Tomatis, insigne scienziato sconosciuto al grande pubblico: ignorato dai media, «ha posto le basi scientifiche e metodologiche della cancerogenesi, identificando e classificando gli agenti inquinanti e le loro conseguenze per la salute umana». Per il medico romagnolo, Tomatis «rappresenta la vera faccia della scienza e della medicina: schierata, senza ambiguità alcuna, a difesa della salute e della dignità dell’uomo». Un uomo che si è sempre strenuamente battuto per la prevenzione primaria, ovvero per la tutela della salute pubblica attraverso la riduzione Lorenzo Tomatisdell’esposizione (ambientale, professionale) a sostanze tossiche cancerogene o comunque nocive.
Nel suo lavoro di ricercatore, ricorda Gentilini, Tomais incontrò inaudite difficoltà. Addirittura definì la prevenzione primaria del cancro come «una corsa a ostacoli, in cui l’identificazione di un agente fisico o chimico come cancerogeno viene troppo spesso vista con scetticismo, se non con aperta ostilità». Alcune sostanze sono ritenute cancerogene in alcuni paesi e non in altri. Quando riconosciute, i limiti consentiti variano a paese a paese, «come se il loro effetto cancerogeno potesse modificarsi passando i confini». Invitato in audizione sul problema dell’incenerimento dei rifiuti al Comune di Forlì il 24 novembre 2005, Tomatis esordì dicendo: «Le generazioni a venire non ci perdoneranno i danni che noi stiamo loro facendo», e spiegò che centinaia di sostanze chimiche, tossiche e pericolose, molte delle quali emesse anche dagli inceneritori, ormai si ritrovano nel cordone ombelicale. «Tutto ciò compromette non solo lo sviluppo fetale, ma comporta un crescente, inesorabile aumento nell’incidenza del cancro nell’infanzia nonché disturbi neuropsichici e cognitivi, e condiziona quello che sarà lo stato complessivo di salute anche da adulti, creando danni che addirittura possono trasmettersi, attraverso le cellule germinali, nelle generazioni successive».
Cover Medicina ribelle
Medicina ribelle
Giornalista freelance specializzato sui temi cruciali della sostenibilità ambientale, dopo anni di impegno al “Fatto Quotidiano”, ora Bertaglio collabora con “La Stampa”. Ha alle spalle una stretta collaborazione con Maurizio Pallante, nonché libri sul tema della decrescita, sulla scomparsa del futuro per i giovani, sul fardello inquietante delle scorie nucleari italiane di cui nessuno parla mai. Dalla salute dell’ambiente a quella della persona, il passo è breve. «Ho scritto questo libro – racconta Andrea – perché mi sono reso conto, nell’arco degli anni, di essere entrato in contatto con parecchi medici e realtà del settore sanitario molto a disagio con quello che è ormai diventato il loro campo». Con un certo stupore, Bertaglio si è accorto tempo fa che «ci sono sempre più medici che non hanno più intenzione di sottostare a certe dinamiche di mercato, che non sopportano più di vedere l’interesse economico venire prima della salute». Medici “ribelli”, «stanchi di dover mettere il guadagno delle grandi case farmaceutiche davanti alla vita dei pazienti, magari bambini». Così, Andrea Bertaglio ha raccolto le loro testimonianze, mettendo a fuoco «l’insano intreccio fra profitto e salute», in quest’Europa su cui incombe la progressiva e minacciosa “americanizzazione” del sistema sanitario. «Che cosa ho imparato? Moltissime cose, a partire dalla mole enorme di soldi che ruota intorno al settore farmaceutico», confessa. «Mi ha impressionato l’arbitrarietà con cui si decide se le persone sono malate o meno (cosa che avviene soprattutto in ambito psichiatrico). Mi ha disgustato la semplicità con cui, soprattutto negli Usa ma tendenzialmente anche in Europa, si preferisce dare uno psicofarmaco a un bambino, piuttosto che educarlo o amarlo. E mi ha colpito come molta gente, oggi, persa nel paradosso di una società che si crede molto informata, sia convinta di sapere anche più del proprio medico cosa sia opportuno prescrivergli».
(Il libro: Andrea Bertaglio, “Medicina ribelle”, Edizioni L’Età dell’Acquario, 146 pagine, 12 euro). www.libreidee.org/

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Scie chimiche. La morte ci cade addosso.

Le scie chimiche, le famigerate “chemtrails”

Contengono sostanze chimiche molto dannose per la salute umana
e per l’ambiente, creano nuove malattie
di Angelo Severino 
www.ora-siciliana.eu
Scie Chimiche. Milioni di persone ogni giorno guardano distrattamente il cielo e non si accorgono che sta accadendo un qualcosa di strano sopra le loro teste. La maggior parte della gente è troppo occupata o a scrivere e leggere sms o a chattare sui loro telefoni cellulari o semplicemente perché non conosce ciò che stiamo per spiegarvi. Eppure, a partire dalla metà degli anni 1990, quasi senza interruzione, qualcosa di incomprensibile si sta verificando nell’aria. Prima di allora, il cielo era bello e luminoso, di un blu profondo, con nuvole eleganti e con un sole splendente. I giovani sotto i 30 anni tutto questa meraviglia della natura possono solo immaginarla o, rare volte, anche a vederla.
Da qualche anno, il cielo perde spesso il suo azzurro naturale e piglia il colore bianco grigiastro che offusca la luminosità del sole. Se fossimo stati più attenti e informati, avremmo visto prima degli aerei lasciare lunghe sottili linee bianche che in breve tempo, allargandosi, si espanderanno e poi si fonderanno fra loro annebbiando il cielo e velando in modo insolito il sole.
Abituiamoci a guardare spesso il cielo perché, nel momento in cui si verificano questi strani fenomeni, dobbiamo sapere che quegli aerei non sono normali aerei ma apparecchi di morte che disperdono nell’aria sostanze chimiche potenzialmente molto dannose per la salute umana e per l’ambiente. Queste linee bianche, irregolari e che spesso s’incrociano, si chiamano SCIE CHIMICHE, le cosiddette “chemtrails”.
C’è di tutto, persino sangue essiccato
Attraverso queste operazioni di “aerosol”, i velivoli scaricano nel cielo diversi composti chimici la cui natura è ufficialmente sconosciuta. Le analisi che si effettuano da anni sui territori coinvolti dal fenomeno riscontrano però, di volta in volta, la presenza di bario, di nano alluminio rivestito in fibra di vetro (conosciuto come “chaff” per confondere i radar), di torio radioattivo, di cadmio, di cromo, di nichel, di ioduro d’argento, di calcio, di magnesio e di titanio. A volte è stato pure rinvenuto sangue essiccato, spore di muffe, micotossine, bromuro di etilene e fibre polimeriche.
Gli esperti affermano che il pH atmosferico si sta velocemente modificando e ciò sarebbe dovuto anche per i residui di bario utilizzato durante questi raid aerei. Il bario, favorendo la formazione di nubi anche a umidità estremamente bassa, laddove le nubi naturali non possono formarsi, facilita i progetti di modifica del clima (sia a scopo sperimentale sia a scopi militari e segreti).
I libri di chimica sostengono che il bario, superato il livello minimo di sicurezza, è altamente tossico per gli esseri umani. Una presenza elevata di bario nelle acque potabili può causare difficoltà nella respirazione, cambiamenti nel ritmo cardiaco, aumento della pressione sanguigna, irritazione dello stomaco e dell’intestino, aumento di volume del cervello, debolezza muscolare, dolori articolari. Quando gli aerei abbandonano nell’atmosfera umida il bario, questo reagisce con l’acqua e forma l’idrossido di bario che causa molto calore. Ciò potrebbe allora spiegare perché, quando dovrebbero esserci temperature invernali o primaverili, lamentiamo invece un caldo anomalo. 
Nuove malattie e cambiamento climatico
L’effetto serra è incrementato segretamente dalle cosiddette scie chimiche? Difficile da rispondere. Negli anni, e oggi cominciano a trapelare alcune indiscrezioni, i governi mondiali hanno esposto consapevolmente le popolazioni a sostanze radioattive che hanno poi cagionato gravi patologie (come l’Alzheimer e il Parkinson) o nascite di bambini malformati. Le scie chimiche, dopo alcune ore, coprendo il cielo di nuvole, determinano altresì una diminuzione dell’irraggiamento del sole e ciò non favorisce la fotosintesi clorofilliana che è un processo biochimico molto importante e vitale alla sopravvivenza della pianta stessa.
Secondo alcuni scienziati vi sarebbero delle multinazionali agro alimentari che, favoriti dai cambiamenti climatici, stanno sperimentando nuove sementi ogm adatte per ogni situazione climatica, da sostituire alle colture tradizionali. Ed è per questo che, segretamente, nel territorio della Sicilia centrale si stanno testando nuove coltivazioni mai viste prima a danno del grano duro che da millenni si coltiva nell’Ennese.
La maggior parte delle persone continua purtroppo a essere disinformata sul fenomeno delle “chemtrail” e magari, quando alza lo sguardo verso l’alto, resta meravigliata nel vedere aerei che scorrazzano nel cielo lasciando lunghe linee che si trasformeranno poi in spettacolari nuvole bianche a ciuffi che somigliano a piume delicate. Somigliano ai cirri ma non sono quelli naturali perché, una volta generati dalle famigerate scie chimiche (di cui sono una graduale trasformazione), si trovano nel posto sbagliato insieme alle nuvole normali come i cirrocumuli.
I cirri, infatti, sono nuvole che si trovano generalmente fra gli 8.000 ei 12.000 metri d’altezza, mentre i cirrocumuli sono presenti fra i 5.000 e i 7.000 metri di quota (nella fascia temperata). Com’è possibile quindi che dei cirri, come accade durante l’operazione aerea delle scie chimiche, siano sempre e comunque più bassi dei cirrocumuli? La verità è che, a prima vista, sembrano cirri ma, in realtà, sono nuvole artificiali e altamente tossiche.
A questo punto, è doveroso fare una precisazione. Non tutte le scie bianche abbandonate in cielo dagli aerei si chiamano “chemtrail” (nome tecnico che identifica le scie chimiche) ma, nella normalità dei casi, esse caratterizzano le scie di condensazione: le “contrails”. Quest’ultime sono rettilinee, durano pochi minuti e poi scompaiono lasciando un cielo bello limpido e azzurro. Sono costituite dal vapore acqueo immesso nell’atmosfera (a quota oltre gli ottomila metri) dagli scarichi caldi del motore quando vengono a contatto con l’aria fredda (inferiore ai -40°C) in una percentuale di umidità superiore al 70%.
Le scie chimiche, viceversa, allargandosi, persistono per parecchie ore e alla fine trasformano il cielo da sereno a nuvoloso. Vengono prodotte a quote inferiori agli ottomila metri da velivoli non meglio identificati che a volte si muovono seguendo strani percorsi irregolari e a forma di disegni. Le “chemtrail” scaricano nell’ambiente, a secondo dell’effetto desiderato, sostanze chimiche tra cui il “trimethylaluminum” (solfato di alluminio), sali di bario (le cui caratteristiche igroscopiche mirano a catturare l’umidità presente nell’aria), ioduro d’argento, calcio, magnesio, titanio e altre sostanze chimiche potenzialmente dannose sia per l’uomo sia per l’ecosistema perché sul terreno finiscono, tra l’altro, anche microrganismi che normalmente vivono negli alti strati dell’atmosfera.
Haarp e scie chimiche, unico progetto
A cosa mirerebbe il fenomeno delle scie chimiche che sta interessando anche le zone in cui abitiamo? Uno dei principali obiettivi di questi esperimenti sarebbe la modificazione del clima (per far piovere al verificarsi di scarse precipitazioni o, diversamente, per far prolungare una siccità) con la finalità di arrivare a controllarlo e gestirlo per scopi militari e strategici. Le antenne Haarp e le chemtrail (o scie chimiche) farebbero parte di un unico inquietante progetto gestito segretamente dagli U.S.A.
Cominciato nel 1996 negli Stati Uniti, proseguito nel Canada, il fenomeno delle scie chimiche ha interessato anche il Nord America, l’Europa, l’Australia, la Nuova Zelanda e tutti i paesi della Nato. In Italia le prime testimonianze risalgono alla primavera del 1999 e da allora, come denunciò Tom Bosco, direttore di Nexus, «è stato un crescendo inarrestabile, con segnalazioni da ogni zona del nostro paese». In realtà, è dal 1940 che le forze armate degli Stati Uniti d’America, le “United States Army”, hanno iniziato a spruzzare sulle popolazioni civili armi chimiche e biologiche nei test all’aria aperta. Li chiamarono spudoratamente “test di vulnerabilità”.
Per finanziare queste costosissime operazioni occorre investire parecchio denaro perché bisogna utilizzare velivoli particolari, piloti altamente specializzati, carburanti e soprattutto i componenti chimici da sparpagliare continuamente in atmosfera. Se le istituzioni nazionali, europee e internazionali sono a conoscenza di queste misteriose e frequenti incursioni aeree, perché non intervengono? Ci sono accordi militari segreti fra gli Stati della Nato e le Forze armate statunitensi? Chi aiuteranno questi sperimenti, come e perché? La popolazione, frattanto, è tenuta all’oscuro (se non addirittura fuorviata) sulle verità delle “chemtrail” e sul come e sul perché ci ammaliamo, anche di nuovi morbi.
Se le scie chimiche portassero veramente, come afferma qualcuno, grossi vantaggi per la popolazione (causare, ad esempio, le piogge per ricolmare le dighe vuote) perché allora non informare di queste lodevoli iniziative i cittadini che, a loro volta, ringrazierebbero di cuore, questi novelli benefattori per una così tanta generosità elargita? Riadattato da Scie Chimiche: Informazione Corretta.
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HPV E GRAVI REAZIONI POST VACCINAZIONE. DANNI CEREBRALI E DATI OMESSI DALLA LETTERATURA SCIENTIFICA SONO REALTÀ QUOTIDIANA. FARMACOVIGILANZA? INATTIVA.

Vaccinazione contro il Papillomavirus umano e la testimonianza di Marion.

ragazze hpv

La stessa Prof. Desguerre invita alla prudenza nella vaccinazione HPV.

Di seguito il lavoro della sua equipe e i relativi dati omessi dal sistema di farmacovigilanza.

Collusioni tra ditte, autori e medici i quali non riportano i casi reali delle reazioni post vaccinazione.
  • Malattie demielinizzanti, paralisi facciale, sindrome di Guillain-Barré, neurite ottica,sclerosi multipla,encefalite,questi i casi riscontrati.

Aggiornamento fonti gennaio 2016 a fine articolo
Risponde il Dottor Serravalle “La denuncia dal laboratorio molecolare di Milford (Usa): «Vaccino hpv, manipolati i dati sulla sicurezza»
Ci auguriamo che i media vorranno dare il giusto risalto a queste informazioni.
Il presidente di Assis
Dr. Eugenio Serravalle

La stampa francese ha pubblicato in questi giorni diversi articoli in merito alla somministrazione del vaccino contro il papillomavirus umano.
Pian piano si sta riconoscendo il legame tra la vaccinazione suddetta  e i danni al sistema immunitario . Il tutto dopo il malessere provocato ad una ragazzina francese di soli 15 anni. La commissione, favorirebbe il diritto della ragazza e della sua famiglia a ricevere unindennizzo per i danni ricevuti. 
Sanofi Pasteur vaccino papillomavirus Gardasil Merck medicinali
Quindi in teoria, la pubblica amministrazione francese,riconoscerebbe il nesso di causalità tra la somministrazione del Gardasil , prodotto da Sanofi Pasteur Merck, Sharp e Dohme (MSD) e la reazione di infiammazione acuta del sistema nervoso .
Una seconda iniezione (il vaccino è costituito da tre dosi) ha causato lo  squilibrio del sistema immunitario nella suddetta ragazzina.
La ragazza, oltre ad aver subito una encefalomielite acuta, ha attraversato fasi di cecità, paralisi facciale e purtroppo da mesi soffre di paraplegia.
Il soggetto interessato a questi danni è l’alluminio , adiuvanteutilizzato nel vaccino per “migliorare la risposta immunitaria”.
  • http://www.migueljara.com/2013/11/28/un-tribunal-medico-de-francia-reconoce-los-danos-de-la-vacuna-del-papiloma/

Un’altra presunta vittima di questo vaccino
Astrid Carolina Mendez Pinilla, una ragazza di 19 anni di Bogotá, è deceduta questa sera in una clinica della capitale, come dichiarato dal suo avvocato Monica Leon.
Video di seguito
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La ragazza, che era in perfetta salute  prima di ricevere il vaccino nel settembre 2013, dopo un anno ha ricevuto la seguente diagnosi : “il quadro presenta una progressiva debolezza; le sindromi variano a partire da quella di Guillain-Barre, polineuropatia, con prevalenza di mielina assonale“.
Pinilla Mendez è stata una delle vittime, tutelate attraverso una denuncia depositata da Leon diversi mesi fa,il quale ha concesso il diritto (a ben sette minorenni di Bogotà) di cura e di una completa assistenza sanitaria composta da un team medico che valuterà la questione in maniera completa,comprendendo anche la diagnosi del danno da vaccino.
Un paio di mesi prima, una decina di ragazze avevano presentato simili reazioni da vaccino ed erano arrivate a Bogotà in cerca di aiuto e risposte. Successivamente, sono state prese in considerazione dalle autorità che le hanno affidate ad una clinica dove sono state sottoposte ad esami da diversi medici.
Il Ministero della Salute, nel frattempo, continua a difendere la suddetta vaccinazione ignorando dei gravi effetti collaterali e danni.
Attendiamo risposte.
Fonte e Correlati
Il video seguente, è particolarmente tecnico, ma quello che serve è comprendere gli innumerevoli e gravi danni provocati da questo vaccino.
In questo video, il neurologo francese, il Dr. Isabelle Desguerre racconta la storia di Marion, una ragazza sana senza alcun problema fisico, una brillante studentessa di appena 14 anni.
Dieci giorni dopo la seconda iniezione di Gardasil, la salute dell’adolescente inizia a peggiorare; i sintomi comparsi comprendono l’ipersonnia diurna  (sonno eccessivo), disturbi del sonno durante la notte e difficoltà nella concentrazione .
Un controllo medico iniziale, compresa la risonanza magnetica mostra (vedi le immagini) localizzati l’iperintensità   in T2 e Flair  nel lobo parietale del cervello.
Memoria e logica sembrano non aver risentito di particolari problemi ma la quotidianità dice altro; ad esempio Marion iniziò a comportarsi in maniera strana. A seguito dei frequenti comportamenti compulsivi come scappare di casa per entrare in un negozio,rubare senza ricordarsene in seguito, i familiari della ragazza,decisero di far seguire Marion da uno psichiatra infantile.
Pochi mesi dopo, nel giugno 2009, i problemi comportamentali divennero patologici e molto più acuti: Marion ad esempio si spogliava nuda per la strada, presentando evidenti problemi mentali.
Da una studentessa brillante ad una ragazza con seri problemi e handicap mentali.
La valutazione è stata:
  • deterioramento cognitivo con disturbi della memoria comune.
La ragazza poi venne sottoposta ad una serie di test. Una risonanza magnetica  mostrò una iperintensità peri-ventricolare (si può vedere nell’immagine sottostante attraverso l’alone bianco intorno ventricoli cerebrali).
Danni cerebrali dopo Gardasil: genitori e ragazzi hanno bisogno di conoscere prima della vaccinazione!

La valutazione medica unita a tutti gli esami a cui Marion è stata sottoposta ha dato credito,attraverso la  sintesi intratecale ,ad una sorta di iniziazione di eventi immunologici che si verificheranno nel fluido cerebrospinale.
Tuttavia, la traccia di demielinizzazione  (riguardo MRI) sembra essere peggiorata rispetto al primo MRI eseguito all’inizio dei disordini.
Nella foto sottostante,il peggioramento (a destra) della lesione rispetto al precedente MRI (a sinistra) :
Danni cerebrali dopo Gardasil: genitori e ragazzi hanno bisogno di conoscere prima della vaccinazione!

Diverse figure mediche specialistiche si sono unite in questo caso nella collaborazione del caso di Marion. Successivamente la ragazza è stata trattata con cortisone che migliorò la sua condizione in maniera netta; il tutto però durò solo un mese.
I suoi problemi comportamentali ricomparvero fino a che Marion non venne ricoverata al reparto di psichiatria infantile .
Nessun miglioramento per la ragazza con le cure cortisoniche ; si è provveduti a reintrodurre una seconda puntura lombare che trova sempre la stessa reazione immunologica senza alcuna buona reazione.
I disturbi cognitivi rimangono e le fughe di Marion aumentano fino a quando il corpo della ragazza venne ritrovato due mesi dopo . (Nel video è importante ascoltare le affermazioni tra 7’10 ” e 7’30 “).
All’inizio del 2009, quando iniziò la pratica vaccinale di massa successiva alla grande campagna di vaccinazione francese, la farmacovigilanza riportò “solamente”cinque casi l’anno di malattie demielinizzanti riscontrati entro 21 giorni dopo la vaccinazione.

Alla fine del 2009, erano già 10 i casi di malattie demielinizzanti entro il mese successivamente alla vaccinazione.

Anche se apparentemente molto raro (sappiamo bene che non esiste alcun riconoscimento ufficiale sui danni seguenti alle vaccinazioni), lo stesso team medico ha affrontato dopo il caso di Marion ad altri due gravi casi neurologici sempre successivi alla vaccinazione HPV.
Uno dei casi presenta un edema cerebrale con un’iperintensa riscontrata in 15 giorni dopo la vaccinazione e un’encefalomielite acuta disseminata  (ADEM).
La particolarità di questi casi sollevati dal Prof. I. Desguerre è che non si presentano con segni neurologici acuti ma attraverso manifestazioni neuropsicologiche e psichiatriche così gravi da condurre a disturbi comportamentali.
Infine per coronare il tutto, la stessa equipe ha affrontato un caso dimielite acuta nelle tre settimane a seguito di una seconda dose di vaccino ed un caso riguardante la sindrome di Guillain-Barré.
Il team del Prof. Desguerre  è ricorso alle ricerche nella letteratura medica sull’argomento,recuperando dall’inizio del 2015 una dozzina di pubblicazioni che parlano In primo luogo dell’importanza della vaccinazione senza menzionare alcun danno.
Questo portò lo stesso team ad approfondire  circa i danni della suddetta vaccinazione prendendo esempio dagli studi trasversali (che esaminano cioè una serie di studi sullo stato di un problema medico particolare); il mese di marzo 2015 comprende ben  661 pubblicazioni scientifiche scritte tra il 2007 e il 2014.
Il Prof. Desguerre continua ad osservare l’omissione dei danni e degli effetti collaterali di questo vaccino.
Uno studio portoghese ha ancora Ha anche osservato 4 casi di attacchi demielinizzanti nelle giovani donne appena vaccinate e che si manifesta ancora una volta attraverso un danno cerebrale.
Ci chiediamo dove sia la farmacovigilanza. Dove sono i dati?
Non ci soffermiamo sui molteplici conflitti d’ interesse che coinvolgono le pubblicazioni scientifiche le quali negano o minimizzano l’ovvio rischio derivante dalla suddetta vaccinazione.
Così uno studio britannico del 2014, affronta la collusione dei medici ed autori stipendiati dal produttore GSK  sulle omissioni riguardanti gli effetti collaterali neurologici conseguenti al vaccino HPV Cervarix .
Farmacovigilanza?
Nessuno di questi casi compare in alcun registro:
  • In quattro anni sono stati riscontrati ben 19 casi di paralisi facciale di cui 5 presumibilmente attribuibili alla vaccinazione; 14 casi di sindrome di Guillain-Barré; 4. 8 casi di neurite ottica; 4. 7 di lupus; 2. 5 casi di sclerosi multipla; 3. 6 encefalite .
  • Notiamo una sottostima nei dati ed un sistema passivo di farmacovigilanza poiché ufficialmente, l’azienza GSK e gli autori di studi parlano di solamente 20 casi in 4 anni,cosa assolutamente non vera.
Come sottolineato da Isabelle Desguerre, la letteratura medica non è sufficientemente illuminante per gli operatori al momento perché:
  • Evoca solamente delle semplici reazioni locali banali
  • Si concentra principalmente sulla copertura vaccinale (vaccinare il maggior numero possibile di persone)
  • Collusione da parte delle pubblicazioni e dell’operato dei laboratori
  • La metodologia utilizzata finora è assolutamente errata poiché essa esclude un nesso di causalità tra la vaccinazione e i vari disordini, sopratutto in considerazione della specificità del quadro clinico .
Casi neurologici citati dal professor Desguerre non hanno mostrato alcuna predisposizione genetica  (è molto importante sottolineare ciò).
La stessa Prof. Desguerre ha consigliato prudenza nella suddetta vaccinazione . Essa parla della mancanza di effettuazione di analisi post vaccinazione per la determinazione di un quadro clinico completo in presenza di danni riscontrati.
VIDEO CORRELATI
  • L’intervento della Prof.Desguerre
Che i vaccini possano alterare il comportamento umano a seguito danni permanenti   causati da una vaccinazione,non è assolutamente uno scoop per coloro che studiano il soggetto in modo indipendente e non ideologico da anni .
Si conosce lo stretto legame  tra il sistema immunitario e quello nervoso.
Questi collegamenti erano già noti e studiati per molti anni da specialisti.
Da questo la grave preoccupazione per la sfera comportamentale .
E’ quindi inaccettabile che i genitori e gli adolescenti coinvolti (ora anche in Svizzera, Canada, Stati Uniti e Australia) non siano adeguatamente informati di questi gravi rischi neurologici, capaci di modificare irreversibilmente il comportamento ed indurre la morte.
  • Si consiglia anche l’eccellente sintesi fatta dal Dr Lucija Tomljenovic  (dottorato di ricerca in Neuroscienze presso l’Università della British Columbia di Vancouver,Canada) sulla vaccinazione contro l’HPV . Nel secondo video invece una sintesi della stessa riguardante le vaccinazioni in generale e la corruzione del mondo farmaceutico.

ARGOMENTI CORRELATI
Due intere sezioni
Più di 130 ragazze adolescenti danneggiate dalla vaccinazione contro il papilloma virus umano.Le famiglie delle vittime chiedono il ritiro del Gardasil.
Tuttavia, il mese scorso, l’Agenzia europea per i farmaci ha stabilito che il vaccino HPV è innocuo ed efficace.
La revisione europea riguarda due condizioni: sindrome dolorosa regionale complessa (CRPS) e la sindrome di tachicardia ortostatica posturale (POTS) nelle giovani donne danneggiate dei vaccini HPV.
Anna Cannon, la portavoce di Regret, ha dichiarato: “Per ora abbiamo 131 ragazze danneggiate, ma i casi aumentano ogni giorno”.
  • http://www.independent.ie/irish-news/health/revealed-trauma-of-131-girls-after-hpv-nightmare-34262481.html
Fonte
http://www.initiativecitoyenne.be/2015/07/lesions-cerebrales-apres-le-gardasil-parents-et-ados-doivent-le-savoir-avant-la-vaccination.html
ALLEGATI

La denuncia contro il Prof Henri Joyeux 

La decisione ha suscitato diverse polemiche in merito.
Patrick Bouet, Presidente del consiglio dell’Ordine Nazionale dei medici , ha annunciato Giovedi 25 giugno la denuncia effettuata presso la Sezione disciplinare Trial Linguadoca-Rossiglione contro il professor Henri Joyeux il 13 maggio; lo stesso aveva indetto  una petizione sui pericoli concernenti le vaccinazioni raccoglendo quasi 680.000 firme.
FONTE
  • http://www.lemonde.fr/societe/article/2015/06/25/vaccins-l-ordre-des-medecins-porte-plainte-contre-le-professeur-joyeux_4661835_3224.html#ylXxSwSAR8xPKpZ6.99
DANIMARCA
La Società per il cancro riceve denaro dall’industria farmaceutica prima di una vasta campagna per l’HPV
La Società danese per il cancro ha ricevuto 675.000 corone dal produttore del vaccino anti-HPV Gardasil prima del lancio della campagna per l’HPV ‘Wonderful Life’.
  • http://www.mx.dk/nyheder/hpv/story/28716083
STATI UNITI
Una pluri-premiata neurologa mette in guarda sul possibile nesso tra la vaccinazione anti-HPV e le ragazze malate.
La neurologa e docente universitaria americana specializzata in malattie autoimmuni Svetlana Blitshteyn, ora mette in guardia sulle affermazioni che negano l’esistenza di un nesso tra i vaccini anti-HPV e la POTS e altre malattie autoimmuni.
La stessa Svetlana Blitshteyn ha studiato diverse ragazze che sospettano di essere state danneggiate dal vaccino e dichiara:
“La maggior parte di queste giovani ragazze era in salute prima del vaccino”.
  • http://www.mx.dk/nyheder/hpv_int/story/16369899
Infarto miocardico fatale legato al Gardasil® in un adolescente: il caso presentato all’Office of Special Masters della U.S. Court of Federal Claims (il “Tribunale dei vaccini” statunitense, ndt).
Gomez contro il Dipartimento della Salute degli Stati Uniti:
L’istanza n. 15-0160V1 presentata dallo studio legale Roberts Law Firm di Newport Beach, California, per i querelanti Adan Gomez e Raquel Ayon, a nome del proprio figlio defunto Joel Gomez, recita:
Joel Gomez ha ricevuto il vaccino Gardasil di Merck il 19 giugno 2013 e nuovamente il 19 agosto 2013, ed è morto nel sonno il giorno seguente, 20 agosto 2013. Il decesso è stato causato di fatto dalla somministrazione del vaccino Gardasil.
Tale affermazione è rafforzata da una perizia di supporto redatta da Sin Hang Lee, MD, in cui si legge:
Il Gardasil® ha causato o contribuito a causare un infarto del miocardio nel deceduto, e la seconda dose di Gardasil® ha infine causato un’ipotensione fatale in questo caso nel giorno della vaccinazione. Non c’è altra causa plausibile per la morte di Joel Gomez nella notte del 19 agosto 2013.
La documentazione mostra che Joel Gomez, il deceduto, un ragazzo sano di 14 anni, che fin dalla nascita eseguiva regolarmente visite per i bilanci di salute presso lo studio pediatrico, non mostrava alcun segno di problemi di salute pre-esistenti, e nello specifico nessun segno di anomalie cardiache, disturbi psicologici o abuso di sostanze. L’adolescente si era allenato per la squadra di football della scuola superiore dalle quattro alle cinque ore al giorno nei due mesi precedenti il decesso senza incidenti.
Il 19 giugno 2013, il ragazzo ricevette la prima dose di Gardasil® con iniezione al braccio sinistro presso lo studio del medico. Non furono segnalate reazioni avverse in seguito alla prima vaccinazione da parte del ragazzo, della sua famiglia o del medico. Il 19 agosto 2013 il ragazzo ricevette una seconda dose di Gardasil®, come programmato nello studio del medico. Dopo di che, ritornò a casa e andò a dormire. Il ragazzo fu trovato a letto in stato di incoscienza la mattina seguente, 20 agosto 2013, alle ore 7:00, dalla sua famiglia.
Furono chiamati i paramedici e il ragazzo fu trasportato in ospedale, dove fu dichiarato morto alle ore 9:07 del 20 agosto 2013.
L’autopsia fu eseguita il 23 agosto 2013 da un medico legale (ME) di Los Angeles, California.
Il referto autoptico ha rilevato la presenza di elementi anomali significativi, tra cui quanto segue:
una fascia stretta e lunga divenuta di colore nero-rossastro che è in qualche modo più scura del resto del miocardio e che si estende per una lunghezza di 6 cm e una larghezza di 0,4 cm dalla base anteriore del cuore fin quasi all’apice. ..tale lesione è limitata alla parete libera anteriore. Entrambi i polmoni sono estremamente pesanti. Il parenchima polmonare è di colore viola-rosso-scuro e completamente intriso di edema e sangue. Microscopicamente, una lesione localizzata è stata rilevata nel ventricolo sinistro del cuore.
Secondo il parere del medico legale:
Il decesso è avvenuto per miocardite, che sembrerebbe essere stata totalmente asintomatica. Dal punto di vista istologico, la malattia era presente da almeno alcuni giorni o settimane. La causa è sconosciuta.
Il Dott. Lee ha esaminato i vetrini microscopici e ha concluso che la lesione al miocardio corrispondeva ad un infarto, successivamente in fase di recupero, avvenuto alcune settimane prima, in concomitanza dell’inoculazione della prima dose di Gardasil®.
Secondo il suo parere,
I frammenti di DNA del gene L1 dell’HPV legati all’adiuvante alluminio nel Gardasil® possono causare l’insorgenza improvvisa e inaspettata del fattore di necrosi tumorale α e di altre citochine. Alcune di queste citochine rilasciate dai macrofagi sono potenti depressori del miocardio, capaci di causare ipotensione con piccole perfusioni cardiache in certi individui geneticamente o fisicamente predisposti.
Perché questo caso è significativo?
Infarto miocardico
Joel Gomez era chiaramente un ragazzino sano ed atletico seguito dal pediatra fin dalla nascita. L’infarto miocardico si è verificato tra le due somministrazioni di Gardasil, come descritto dal referto del medico legale. Secondo il Dott. Lee, un infarto in fase di recupero all’età di 14 anni è un fenomeno che praticamente non ha precedenti. Di fatto, il Dott. Lee evidenzia che in questo caso si è verificato un infarto del miocardio “da manuale”, analogo a quello comunemente osservato in pazienti molto più anziani con una storia clinica di attacchi cardiaci. L’unico fattore di cambiamento intervenuto nella vita di questo ragazzo è dato dalle vaccinazioni con Gardasil.
Secondo l’istanza presentata:
i querelanti asseriscono che Joel ha contratto una miocardite, causata, di fatto, dal vaccino Gardasil. I querelanti asseriscono che la sequenza logica di causa-effetto dimostra che la vaccinazione è stata la ragione del decesso. Un ulteriore sostegno alla relazione di causalità deriva dal considerare la stretta relazione temporale tra la vaccinazione e il decesso. Il fatto che Joel fosse un ragazzo sano di 14 anni senza problemi di salute rappresenta una forte prova circostanziale che il decesso sia stato causato, di fatto, dal vaccino Gardasil.
Ciò significa che non c’è modo di sapere quante ragazze (o ragazzi) vaccinate con Gardasil abbiano sviluppato un danno permanente al miocardio. Che lo si voglia definire miocardite o infarto, si tratta, in entrambi i casi, di una patologia cardiaca silente. Una patologia cardiaca silente sarebbe da considerare assenza di danno se il paziente non fosse deceduto?
In un colloquio telefonico in merito alla significatività di questo caso per i genitori e i professionisti del settore medico, il Dott. Lee ha dichiarato:
Gli adolescenti vaccinati con Gardasil® dovrebbero astenersi da sport agonistici come il football per almeno due mesi e dovrebbero sottoporsi ad un elettrocardiogramma per escludere un infarto miocardico silente in atto, qualora si verifichino episodi di sincope, disturbo toracico, tachicardia o ipotensione nei due mesi successivi all’inoculo di Gardasil®.
  • https://healthimpactnews.com/2015/teen-age-boy-dies-after-gardasil-vaccine-lawsuit-filed-in-u-s/   Tratto da www.vacciniinforma.it

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