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Muos il Comitato Mamme No Muos querela due esperti pro Muos!

di Daniela Giuffrida.
La prima volta che mi recai a Niscemi, per capire cosa stesse accadendo da quelle parti, era marzo del 2012 ed era trascorso poco più di un anno dall’estate del 2010 quando, in solo otto giorni, due docenti universitari palermitani erano riusciti a vagliare una quantità industriale di dati, formule matematiche, misurazioni e quant’altro, consegnando nei tempi stabiliti, alla società “americana” che ne aveva dato incarico, uno studio completo sull’impatto ambientale e sulla salute umana, delle radiazioni elettromagnetiche delle tre parabole del  ancora inesistenti.
I due esperti dell’ Università di Palermo ( e ), che avevano consegnato su carta intestata del Dipartimento d’Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni dell’Università di Palermo la loro relazione elaborata, (come da stessa ammissione della Livreri) su informazioni tecniche derivate dalla collaborazione diretta della Difesa Usa, erano riusciti a dimostrare che il Muos era praticamente innocuo (sic!).
La loro relazione apparve immediatamente carente dal punto di vista scientifico e venne facilmente demolita nel 2011 da una Relazione richiesta dal Comune di Niscemi e redatta da  e ; in audizione all’ARS, a febbraio del 2013 e, infine, anche dalla Verificazione del TAR Sicilia come si evince dalla relazione del prof. D’Amore della Sapienza di Roma.
Ma la relazione “Livreri-Zanforlin” apparve viziata alla base anche da altro.
Sulle loro affermazioni, registrate in sede di un’audizione congiunta delle due Commissioni Sanità e Ambiente dell’ARS di Palermo (era il 5 febbraio del 2013 ed è visionabile qui), gravarono i dubbi dei molti presenti, sulla indipendenza “economica” di quegli studi: sì, perché ad ingaggiare i due tecnici dell’università palermitana era stata la società Urs di Milano, sede italiana della URS Corporation.
Ricordo che apparve strano a tanti che l’unica a non sapere che la URS (United Research Services) avesse sede centrale a San Francisco e che fosse un “US Federal Government contractor” fosse giusto la docente palermitana: era bastato andare a cercare su un motore di ricerca qualsiasi per trovare i siti della società da cui gli studi erano stati richiesti e pagati.
Ma in quell’occasione apparve strana anche, oltre alla palpabile irritazione della prof e all’altrettanto palpabile imbarazzo del suo collega Zanforlin, la mancata consegna alla Commissione unica delle informazioni scientifiche dettagliate in loro possesso, perchè coperte da top secret.
“Sono sotto giuramento tecnico – aveva detto la Livreri – non posso rivelare informazioni. Se le commissioni vogliono i dati devono fare una richiesta ufficiale”.
Questa mancata consegna dei dati in possesso dei due tecnici risultò inammissibile ed estremamente irritante per i componenti della Commissione e per lo stesso presidente Di Giacomo, ma la Dott.ssa Livreri, irritatissima anche lei, rispose che aveva il diritto-dovere a tenerle segrete.
Le loro conclusioni quel giorno all’Ars furono respinte integralmente da diversi studiosi presenti nella sala gialla dell’Ars, in particolare dal professore Massimo Zucchetti, docente di Protezione dalle Radiazioni del Politecnico di Torino e dal dottore Massimo Coraddu, membro del INFN (Ist. Naz. Fis. Nucleare)econsulente esterno del dipartimento di Energetica del Politecnico.
“Con la realizzazione delle nuove antenne si verificherà un incremento medio dell’intensità del campo in prossimità delle abitazioni più vicine pari a qualche volt per metro rispetto al livello esistente, con la possibilità del verificarsi di punti caldi “, rilevarono Zucchetti e Coraddu in un loro corposo rapporto, consegnato al Comune di Niscemi e alla Regione siciliana, dove si evidenziarono le incongruenze dello studio Livreri-Zanforlin.
I due scienziati dimostrarono come le misurazioni svolte da Arpa Sicilia fra il 2008 ed il 2010 presso  la stazione satellitare di c.da Ulmo, avevano ampiamente superato i limiti di sicurezza di 6v/m imposti dalla Comunità europea e fatti propri dall’Italia, asserendo che, per la salvaguardia della salute della popolazione e dell’ambiente non solo sarebbe stato opportuno non installare nuove fonti di elettromagnetismo ma sarebbe stato doveroso approfondire lo studio delle emissioni già esistenti.
Alle affermazioni dei due scienziati e degli altri presenti in sala gialla i due scienziati non reagirono visto che, finita la loro breve e discussa relazione, se ne andarono alla svelta, lasciando i presenti molto contrariati.  Nessuna reazione si ebbe da parte dei due tecnici alle immediate critiche riportate sul web da attivisti, blogger e diverse testate giornalistiche di importanza nazionale, sicché il silenzio cadde su questa faccenda.
Questo  fino a qualche giorno fa.
Sebbene i motivi per avanzare una protesta decisa e formale contro i due ingegneri esistessero già da quelle loro affermazioni del 5 febbraio 2013, nulla era stato intentato da alcun attivista o dai Comitati  stessi; ma lo scorso 15 febbraio il comitato “Mamme No MUOS” di Caltagirone, unitamente al loro difensore Avv. Goffredo D’Antona, hanno presentato querela alla Procura della Repubblica di Caltagirone da inoltrare alla Procura di Palermo, nei confronti dei proff. Luigi Zanforlin e Patrizia Livreri per il reato, qualora configurabile, di falso ideologico in omissione ex art. 483 c.p.
Qui insorge la prof Livreri ed ovviamente contro chi reagisce?
Se non puoi “colpire” le giuste rimostranze dei troppi, focalizzi le tue attenzioni contro chi ritieni i “responsabili” del tuo problema, ovvero contro coloro che a tuo parere (ma solo a tuo parere) “senza titolo” avrebbero avanzato tesi discordanti dalle tue.
A dire il vero, da un personaggio così scientificamente “importante” ci saremmo aspettati un atteggiamento diverso e più professionale, come per esempio dare risposte scientifiche anziché scendere nel pettegolezzo spicciolo aggredendo seri professionisti che mai si sono avvalsi di titoli che non competessero loro,  né mai hanno  dichiarato di aver compiuto studi per conto o su incarico del Politecnico.
La prof. dovrebbe sapere che a volte, giornalisti e media, fanno confusione e attribuiscono superficialmente titoli e qualifiche che non competono, così come quando danno il titolo di prof a “ricercatori” che non hanno superato il giudizio di idoneità a prof. associato, per esempio.
Ma per fortuna, questo non è il caso del dott. Massimo Coraddu, membro dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ex ricercatore del CNR di Cagliari, ora professore di fisica nella scuola superiore che da sempre lavora sull’impatto, ambientale e sulla salute, dei campi elettromagnetici come quelli generati dai radar militari in Sardegna o del prof. Massimo Zucchetti, che insegna “Protezione dalle Radiazioni” (metà del suo corso è dedicato alle radiazioni non ionizzanti) presso il Politecnico di Torino ed è autore di molti lavori scientifici sull’esatto argomento degli effetti biologici e sulla salute, dei campi elettromagnetici.
Precisiamo, per dovere di cronaca, che sia Coraddu che Zucchetti sono dal  2011 consulenti (a titolo gratuito) del Comune di Niscemi, proprio per tutte le questioni riguardanti l’impianto MUOS.  Oggi sono anche Consulenti Tecnici di Parte (CTP) in un Procedimento Amministrativo presso il TAR-CGARS di Palermo: Zucchetti, nominato dai Comuni di Niscemi (CL) e Vittoria (RG) e Coraddu, da un folto gruppo di singoli cittadini niscemesi.
(D.G. 03.04.16)

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Il Muos è pericoloso!!! LA SICILIA SI RIBELLA!!!

“Il MUOS (Mobile User Objective System, ndr) è un asset strategico per l’Alleanza Atlantica e non solo per gli Stati Uniti. Il ministro Di Paoladichiarò:"una presenza importante da portare avanti”  il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari delle forze armate Usa adesso di completamente completato a Niscemi (Caltanissetta)si doveva da fare! (Dicono i nostri amati politici), senza se e senza ma. Una tesi sostenuta pure dall’amministrazione Obama che attraverso l’ambasciata statunitense di Roma fa sapere che “l’Italia, in quanto membro della Nato e partner importante per la sicurezza e la pace a livello internazionale, così come gli altri membri dell’Alleanza, trarrà beneficio dal MUOS”. I vari comitati,come il più operativo di tutti come i NO MUOS E LE MAMME NO MUOS di Niscemi si danno da anni un gran da fare per cercare di ostacolare prima per il montaggio di questo terminale terrestre del sistema satellitare e delle operazioni di questo diabolico mezzo made in Usa di fronte i cancelli della grande base militare della U.S. Navy di Niscemi. Ma anche contro il neogovernatore siciliano Rosario Crocetta che prima era No Muos ,(adesso ne carne ne pesce) costui annunciava di voler precedere alla sospensione delle autorizzazioni dei cantieri, incautamente concesse dal predecessore Raffaele Lombardo.Tutti blà blà blà,visti i risultati.
“Il MUOS non è mai stato strategico per la Nato perché si tratta di uno strumento di guerra planetaria di proprietà ed uso esclusivo della Marina militare degli Stati Uniti d’America e su cui il Parlamento italiano non è mai stato consultato”, denunciano da senpre gli attivisti del Presidio No Muos. “Esso incarna le mille contraddizioni della globalizzazione neoliberista. Uccide in nome della pace e dell’ordine sovranazionale. Devasta il clima, l’ambiente, il territorio. Dilapida risorse umane e finanziarie infinite. Esautora ogni controllo dal basso ed espropria la democrazia. Viola il diritto alla salute di intere popolazioni”.
Il nuovo sistema di telecomunicazioni dovrà assicurare il collegamento della rete militare Usa (centri di comando, controllo e logistici, le migliaia di utenti mobilicome cacciabombardieri, unità navali, sommergibili, reparti operativi, missili Cruise, aerei senza pilota, ecc.), decuplicando la velocità e la quantità delle informazioni trasmesse nell’unità di tempo e rendendo sempre più automatizzati e disumanizzati i conflitti del XXI secolo. Con la conseguenza di accrescere sempre più il rischio di guerra (convenzionale, batteriologica, chimica e/o nucleare) anche per un mero errore di elaborazione da parte dei computer.
Il terminale MUOS di Niscemi sarà costituito da tre grandi antenne parabolichedel diametro di 18,4 metri per le trasmissioni verso i satelliti geostazionari con frequenze che raggiungeranno i 31 GHze da due trasmettitori di 149 metri d’altezza per il posizionamento geografico con frequenze tra i 240 e i 315 MHz. Un mixer di onde elettromagnetiche che penetreranno la ionosfera con potenziali effetti devastanti per l’ambiente e la salute dell’uomo. Originariamente il progetto era stato previsto per Sigonella, la principale stazione aeronavale della Marina militare Usa nel Mediterraneo alle porte di Catania. Poi fu deciso di dirottare l’impianto una settantina di chilometri più a sud, nella stazione utilizzata dal oltre vent’anni dal Pentagono per le comunicazioni con i sottomarini atomici in navigazione negli oceani. A determinare il cambio di destinazione le risultanze di uno studio sull’impatto delle onde elettromagnetiche generate dal MUOS che accertò l’alto rischio che le emissioni potessero avviare la detonazione degli ordigni ospitati a Sigonella. Ovviamente senza tenere assolutamente in considerazione gli effetti del sistema sulla salute e la sicurezza delle popolazioni che abitano nei pressi della base di Niscemi.
A denunciare l’insostenibilità ambientale del MUOS e le “gravi carenze” degli studi effettuati dagli statunitensi ci ha pensato nel novembre 2011 il Politecnico di Torino, attraverso un report dei professori Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu. “Con la realizzazione delle nuove antenne si verificherà un incremento medio dell’intensità del campo in prossimità delle abitazioni più vicine pari a qualche volt per metro rispetto al livello esistente”, scrivono i due ricercatori. “C’è poi il rischio di effetti acuti legati all’esposizione diretta al fascio emesso dalle parabole MUOS in seguito a malfunzionamento o a un errore di puntamento. I danni alle persone accidentalmente esposte a distanze inferiori ai 20 Km saranno gravi e permanenti, con conseguente necrosi dei tessuti”.
Le onde elettromagnetiche avranno pesantissimi effetti pure sul traffico aereo nei cieli siciliani e in particolare sull’aeroporto di Comiso, prossimo all’apertura. “Il fascio di microonde del MUOS è senz’altro in grado di provocare gravi interferenze nella strumentazione di bordo di un aeromobile che dovesse essere investito accidentalmente”, spiegano Zucchetti e Coraddu. “Gli incidenti provocati dall’irraggiamento di aeromobili distanti anche decine di Km. sono eventualità tutt’altro che remote e trascurabili ed è incomprensibile come non siano state prese in considerazione dagli studi progettuali. I rischi d’interferenza investono potenzialmente tutto il traffico aereo della zona circostante il MUOS. Nel raggio di 70 Km si trovano ben tre scali aerei: Comiso, a poco più di 19 Km dalla stazione di Niscemi, e gli aeroporti militare di Sigonella e civile di Fontanarossa (Catania), che si trovano rispettivamente a 52 Km e a 67 Km”. Sigonella, tra l’altro, è oggetto delle spericolate operazioni di atterraggio e decollo dei droni a disposizione delle forze armate Usa e Nato.
Nonostante i rilievi del Politecnico e in aperta violazione delle norme di attuazione del Piano territoriale paesistico della riserva naturale di Niscemi entro cui ricade la base statunitense, l’1 giugno 2011 la Regione siciliana ha autorizzato l’avvio dei lavori del MUOS. I cantieri hanno generato sbancamenti di colline e sradicamenti della macchia mediterranea, sfregiando irrimediabilmente un’ampia area classificata come zona A cioè inedificabile. “L’entità delle trasformazioni in atto denotano una gravissima manomissione dell’ambiente con l’aggravante di esplicarsi a danno di un’area protetta di interesse internazionale”, commenta amaramente il responsabile del Centro di educazione e formazione ambientale di Niscemi,Salvatore Zafarana. “Ad essere definitivamente compromessi sono alcuni lotti boscati di limitate estensioni ma di indiscusso pregio naturalistico e paesaggistico”.
Sui crimini ambientali commessi ai danni della “Sughereta”varie procure si sono date da fare,ma tutt'oggi sempre prevalere la forza americana su tutto. Tutto il popolo sciliano sta avendo in queste ore attimi di tensione per dei test di verifica che porteranno questa struttura anche alla massima potenza. Centinaia di ragazze e ragazzi di Niscemi e dei comuni limitrofi stanno manifestando assiduamente in queste ore. Alucine foto. in queste oreImmediata la reazione degli abitanti della zona alla notizia della messa in funzione dell'impianto militare statunitense. Turi Vaccaro tratto nuovamente in arresto.
Ieri, 9 marzo, sono state accese le antenne del MUOS. Funzioneranno per tre giorni. Ufficialmente, si tratterebbe di una verifica sull'intensità delle onde elettromagnetiche dell'installazione militare statunitense. Tecnici italiani e americani sono a lavoro.
I No Muos hanno denunciato sin dai giorni precedenti: la mancanza di comunicazione con la popolazione locale (la persona che vive a ridosso della base ha scoperto dell'accensione su facebook) e il fatto che le modalità di rilevazione restituiranno dati incerti, dal momento che verranno effettuate soltanto su alcune delle antenne attivate a potenza ridotta.
Le ragioni della popolazione locale sono state espresse nel corteo di protesta che è sfilato ieri nei pressi delle antenne. Nonostante i blocchi della polizia che ha impedito a molti attivisti di raggiungere il presidio No Muos
Alla fine del corteo il pacifista sessantaduenne Turi Vaccaro è stato arrestato. Prima, ha subito un fermo per aver violato il divieto di soggiorno nella provincia di Caltanissetta, impostogli dal tribunale di Gela. Dopo aver opposto resistenza passiva al fermo è stato trascinato in una volante ed è stato infine ammanettato e tradotto in carcere con l'accusa di 'danneggiamenti e resistenza e portato alla procura di Caltagirone. Al momento si trova ancora dietro le sbarre.
Sono attesi nelle prossime ore i risultati delle rilevazioni. Ma è importante dire da subito che questi risultati, che nessuno potrà definire scientifici, non sono necessari: il Muos è un'opera abusiva, che ha distrutto una preziosa area naturale e mette a rischio la salute e la vita di migliaia di persone. Tra l'altro, anche la Cassazione ha confermato il sequestro delle antenne disposto dal Tar.
Mentre il governo Renzi scalda i motori per il lancio dell'offensiva libica, le micidiali antenne statunitensi minacciano gli abitanti di una terra militarizzata dalla NATO. È questo il momento per ribadire con maggiore determinazione l'opposizione agli interventi militari e ai dispositivi che producono morte.

Le foto dell'arresto di Turi Vaccaro 

 Riadattamento di un articolo di Mazzeo riportato ai giorni nostri e le ultimissime della manifestazione contro il Muos di quest'oggi. www.dinamopress.it

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Abusivismi USA per il MUOS di Niscemi.

di  

giovedì 11 luglio 2013


La Marina militare statunitense avviò i lavori di realizzazione del MUOS tre anni prima della firma delle autorizzazioni da parte della Regione siciliana. La prova inconfutabile della grave violazione delle norme in materia urbanistica ed ambientale e degli impegni formalmente assunti da Washington con il governo italiano è stata individuata in un rapporto ufficiale del Program Executive Office (PMW-146), l’organismo dello Space and Naval Warfare Systems Command (con sede a San Diego, Califonia) che dirige il programma del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari della US Navy.

Il rapporto dal titolo Mobile User Objective System (MUOS) Communications-on-the-Move (COTM) è stato pubblicato il 28 aprile 2009 ma desecretato solo l’1 aprile 2010 (http://www.public.navy.mil/spawar/PEOSpaceSystems/Press/Documents/Mobile%20User%20Objective%20System%20Overview%20Brief%204.1.10-S.pdf ). Esso descrive analiticamente le caratteristiche tecniche del MUOS e dei suoi elementi chiave (satelliti geostazionari e stazioni di terra). Nel capitolo relativo allo stato di avanzamento dei lavori nei terminali terrestri del sistema, alla pag. 14 vengono riportate le foto dei quattro siti prescelti: Wahiawa (isole Hawaii), Australia, Virginia e Niscemi. L’immagine dell’infrastruttura siciliana è eloquente: in un ampio spiazzo ricavato dopo aver rimosso un’intera collina sono già stati completati gli scavi per le tre piattaforme in cemento armato destinate ad ospitare le mega-antenne del MUOS. Attorno al cantiere, perimetrato da una rete metallica, sono ben visibili i sentieri tracciati per gli accessi dei camion e dei mezzi pesanti.

Lo stato dei luoghi lascia presupporre che la foto sia stata scattata nell’inverno 2009, ma la valutazione d’incidenza che autorizza i lavori nella stazione terrestre di Niscemi è stata rilasciata l’1 giugno 2011 dall’allora dirigente generale dell’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente, Giovanni Arnone, e notificata al Dipartimento di US Navy solo il successivo 28 giugno. Per quasi tre anni cioè i militari statunitensi e le imprese contractor avrebbero operato a Niscemi nel più assoluto abusivismo, con l’aggravante che le opere del MUOS sono state realizzate all’interno della riservanaturale orientata Sughereta di Niscemi, inserita nella rete ecologica Natura 2000 come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) contrassegnato dal n. ITA050007.

La richiesta del Comando US Navy di Napoli-Capodichino per l’uso e la costruzione del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari fu approvata il 31 ottobre 2006 dalla Direzione generale del demanio e dall’Agenzia per la gestione delle radiofrequenze del Ministero della difesa italiano. Fu tuttavia specificato dai autorità militari che “prima della messa in funzione del MUOS deve essere garantito e certificato che le emissioni rientrino nei parametri stabiliti dalle vigenti leggi italiane e che non interferiscano con emissioni di servizi già operativi in loco”. Dato poi che il nuovo impianto doveva ricadere in un’area di 2.509 m2 della riserva naturaleSughereta, il 24 gennaio 2007 il comando dell’Aeronautica militare di Sigonella inoltrò specifica richiesta di autorizzazione all’Assessorato regionale all’ambiente, diretto al tempo dalla niscemese Rossana Interlandi, esponente dell’Mpa del governatore Raffaele Lombardo.

Dopo il rilascio di un’autorizzazione di massima da parte del Servizio per i beni paesaggistici naturali ed urbanistici della Regione con un’istruttoria record di appena 15 giorni, in attesa del progetto esecutivo e della relazione paesaggistica, il 14 giugno 2007 l’Assessorato inviò al Comune di Niscemi una prima scarna documentazione sul MUOS. L’iter approvativo entrò in stand by almeno sino al successivo 3 aprile 2008, quando la Regione trasmise al sindaco di Niscemi il progetto del nuovo sistema satellitare. Un mese e mezzo più tardi, il Comune ricevette dall’Aeronautica militare la relazione paesaggistica e la valutazione di incidenza ambientale predisposta dalla Marina Usa. Il 9 settembre 2008 fu convocata a Palermo una conferenza di servizi, a cui parteciparono l’Assessorato regionale territorio e ambiente, la Soprintendenza dei beni culturali, l’Ispettorato forestale di Caltanissetta (ente gestore della riserva), il Comune di Niscemi e i rappresentanti di US Navy e del 41° Stormo dell’Aeronautica. In quella sede fu espresso all’unanimitàparere favorevole sulla compatibilità ambientale del MUOS.

Dopo le prime massicce manifestazioni di protesta da parte della popolazione locale, il governatore Lombardo e il nuovo assessore all’ambiente Sorbello decisero di soprassedere alla firma delle autorizzazioni. Come già scritto, esse giunsero solo l’1 giugno del 2011, accompagnate tuttavia da una serie di prescrizioni ai lavori: la salvaguardia dei nuclei di vegetazione arbustiva ed arborea; la protezione delle scarpate dell’impianto con alcune specie arbustive specifiche; il rispetto delle esigenze riproduttive degli uccelli migratori abituali “evitando le opere di maggiore impatto tra aprile e giugno”; il contenimento delle polveri e la riduzione dell’impatto acustico, ecc.. A ben osservare la fotocriminis nel rapporto 2009 del Program Executive Office (PMW-146) della Marina Usa è assai difficile credere che i contractor abbiano pensato di rispettare le (post) prescrizioni atte a proteggere il fragile habitat della Sugheretadi Niscemi.

In verità, i No MUOS avevano già denunciato da tempo che i lavori di realizzazione del terminale terrestre erano iniziati molto prima che si perfezionasse l’iter autorizzativo. In un dossier pubblicato nel marzo 2009, la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella scriveva che “le opere di movimentazione terra e predisposizione delle piattaforme per le antenne e le torri radio del MUOS hanno preso il via il 19 febbraio 2008, dopo una breve cerimonia a cui partecipò, tra gli altri, il direttore del Mobile User Obiective Program della US Navy, Wayne Curls”. Era stato il settimanale della base di Sigonella Signature, nel numero del 29 febbraio 2008, a descrivere nei particolari la cerimonia di apertura dei cantieri. “Quando il sistema sarà pienamente implementato, i sistemi di Guerra avranno la completa capacità di comunicazione per rispondere a tutte le richieste di missione in qualsiasi parte del mondo”, dichiarò allora Wayne Curls. “Il terminale MUOS comporterà un piccolo aumento a Niscemi del personale della Marina Usa. La realizzazione della stazione è prevista entro i prossimi tre anni…”.

Sempre secondo gli attivisti della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella, la costruzione dell’impianto fu affidata nella primavera del 2008 dal Comando US Navy di Sigonella ad un consorzio d’imprese denominato “Team MUOS Niscemi”, costituito dalla Gemmo S.p.A. di Arcugnano (Vicenza), società leader nella costruzione d’impianti elettrici edalla Lageco (Lavori Generali Costruzioni) di Catania.

“La scoperta dell’inizio dei lavori per l’installazione del MUOS ancora prima che le autorizzazioni venissero rilasciate dalla Regione, è l’ennesima gravissima violazione di legge commessa dalla Marina militare Usa in questa vicenda”, commentano gli avvocati del Coordinamento dei comitati No MUOS, Paola Ottaviano e Sebastiano Papandrea. “Il TAR di Palermo, nell’ordinanza del 9 luglio 2013 con cui rigetta la richiesta di sospensiva del Ministero della difesa, sottolinea il fatto che l’amministrazione militare statunitense sia sottoposta alla legislazione nazionale e al rispetto della complessiva disciplina vigente in Italia. Tale obbligo risulta pertanto violato non solo nel corso dell’iter autorizzativo e all’indomani della revoca di quest’ultimo, ma addirittura prima ancora che questo venisse iniziato”.
“Ciò non può che aggravare le responsabilità di tutti quei soggetti che hanno posto in essere tali violazioni, e di tutti quelli che facendosene complici, le hanno agevolate, facendone pagare le conseguenze ai cittadini niscemesi e all’intera comunità siciliana”, aggiungono i due legali. “Inoltre questa scoperta aggrava la posizione del governo americano anche nei giudizi pendenti innanzi al TAR Palermo; è evidente, infatti, che tutte le autorizzazioni rilasciate, compresi i nullaosta ARTA relativi ai vincoli paesaggistici sono falsati da errore sul presupposto e costituirebbero autorizzazioni in sanatoria non previste dallo specifico procedimento”.

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Attimi di ansie e paure per la popolazione siciliana,e nessuno risponde!

di Daniela Giuffrida
Solo 24 ore e poi le 46 antenne della stazione satellitare NRTF-8 e le tre parabole del
Muos verranno accese. Per tre giorni, dalle 9 del mattino di giorno 9, alle prime ore del
pomeriggio di giorno 11, permetteranno ai verificatori del CGARS di misurare l’intensità
delle onde elettromagnetiche emanate da tutto l’impianto.
Cresce la preoccupazione degli abitanti di Niscemi e dei centri limitrofi alla base di c.da Ulmo. Lo scorso 26 febbraio il C.G.A. per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale, aveva stabilito con l’ordinanza CGARS n.59/16, che il Collegio di Verificazione completasse le misure già disposte con la sentenza non definitiva n. 581/2015 del 3 settembre 2005 compiendo, cioè, le misurazioni in situ e ad impianto funzionante alla massima potenza: la qual cosa aveva destato, fin da subito, grande preoccupazione fra la popolazione.
La prima verificazione fu sospesa, a suo tempo, dal Prefetto di Caltanissetta per motivi di sicurezza, ovvero, per la mancata assunzione di responsabilità da parte degli organi preposti alla salvaguardia della salute della popolazione; cosa accadrà questa volta non è dato ancora sapere, visto che dal Collegio dei Verificatori non giunge alcuna notizia e nessuna autorità ha pensato, ancora, di rispondere alle preoccupate rimostranze degli abitanti della zona.
L’approssimarsi della data, fissata per domani 9 marzo e il silenzio delle autorità competenti, a proposito, hanno destato e destano grande sconforto in chi, per esempio, sarà costretto ad allontanarsi dalla cittadina nissena perché portatore di apparecchiatura elettromedicale. Il Consiglio, in assoluta coerenza con il proprio ruolo istituzionale, anche stavolta non si è curato di fornire indicazioni in merito alle esigenze di sicurezza della popolazione ma, sebbene mettere in atto sistemi di sicurezza e di prevenzione del rischio sia compito delle autorità pubbliche competenti, qualcuno avrebbe già dovuto occuparsi oltre che di assicurare l’ordine pubblico, anche di informare la popolazione sui rischi che andranno a correre fra breve: della qual cosa, invece, nessuno si è preoccupato se non le “Mamme no Muos” che da Niscemi e da Caltagirone hanno provveduto per tutta la giornata di ieri a diramare loro comunicati, attraverso i social.
Ma restando nell’ambito della Verificazione, se fin dall’inizio è apparso evidente a tutti come valutazioni così importanti, andrebbero fatte in maniera adeguata e nel rispetto della salute degli abitanti, gli attivisti e non solo, si chiedono se i tempi, ancora una volta estremamente ristretti, disposti dal CGA al Collegio dei verificatori e ai CTP, lo consentiranno. I timori dei niscemesi trovano riscontro in quelle degli scienziati nominati Consulenti Tecnici dai Comuni, dalle Associazioni e dai Comitati No Muos, che nei giorni scorsi non hanno mancato di esprimerli.
Perplessità riguardo ai metodi che verranno usati, cioè: si attiveranno le “sorgenti” di REM (Radiazioni Elettromagnetiche) tutte contemporaneamente, una alla volta, oppure alternando le due fasi? E a quale potenza?
Secondo gli scienziati la normativa vigente prevedrebbe l’accensione simultanea di tutte le antenne e alla massima potenza ma, in questo caso, a quali rischi andrebbero incontro i portatori di dispositivi elettromedicali, il traffico aereo destinato al trasporto esplosivi e gli aeromobili di vecchia generazione, tutte categorie già considerate a rischio dallo stesso Collegio, nella verificazione precedente?
La valutazione dei rischi, sulla quale si trovano concordi, studiosi come il prof Marinelli, il dr. Coraddu ed il prof Zucchetti, non dovrebbe passare inosservata ma, a quanto pare, timori e inviti alla prudenza non hanno ancora trovato riscontro nella presidente del Collegio di Verificazione, prof Maria Gabriella Sarto, che non ha dato notizie di sé fino a lunedì sera e sembra procedere, inesorabile, verso misurazioni pericolose ed eseguite con metodi giudicati approssimativi e incerti dagli stessi CTP.
Mentre scriviamo (8 marzo, ore 7 del mattino), un portatore di “defibrillatore”, residente nei pressi della base, si appresta a vivere tre brutte giornate; le “Mamme No Muos” di Caltagirone si preparano ad essere ricevute dal Prefetto di Caltanissetta, Maria Teresa Cucinotta, ma nessuna notizia è ancora giunta dal Collegio di Verificazione,ne da altri organi deputati alla sicurezza dei niscemesi.

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