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PRIMA VOLTA A LIVELLO MONDIALE ( 2017 ) GLI SCIENZIATI CHE STUPISCONO IL MONDO !!! DOTT ANTONIETTA GATTI - DOTT. GIUSEPPE VISANI LA LEUCEMIA E' LEGATA ALL'INTOSSICAZIONE DA METALLI PESANTI


Antonietta-Gatti-Scienziata
Nella foto Antonietta M Gatti Fisico e bioingegnere esperta in nanopatologie.


LA DOTT. GATTI ESPRIME IL SUO SOGNO: 

"che si riesca a trovare un modo per togliere queste nanoparticelle dal sangue e che si possa così assistere ad una guarigione dalla malattia".


Il Dott.GIUSEPPE VISANI il luminare che tiene le redini del reparto di Ematologia di Pesaro e che non smette di far parlare di sé, quando si tratta di scoperte scientifiche senza precedenti
.


Non ultima quella recentemente divulgata sulla leucemia acuta mieloide, condotta dal Team interdisciplinare guidato dal Dott. GIUSEPPE VISANI e dalla Prof.ssa ANTONIETTA GATTI:
Per la prima volta a livello mondiale è stata rilevata, nel sangue dei malati di questa forma di leucemia, una concentrazione particolarmente alta di frammenti di sostanze inorganiche, quali i metalli pesanti; nell’ipotesi che la malattia possa regredire ridimensionando il contatto profondo con questi materiali, la scoperta apre nuove prospettive di ricerca sia dal punto di vista della genesi dei tumori, sia in senso terapeutico, sia in ambito di prevenzione.

QUAL'E' IL SIGNIFICATO DI QUESTA SCOPERTA?
Le nanoparticelle sono dei frammenti di sostanze chimiche, quali, appunto, i metalli pesanti (piombo, rame, zinco, alluminio, ecc..), di dimensioni molto piccole, presenti nel pulviscolo ambientale che respiriamo o che ingeriamo con i cibi contaminati. 

Grazie a tecniche particolarmente sensibili (utilizzo di un microscopio elettronico a scansione di tipo ambientale ad alta risoluzione e spettrometria a dispersione d’energia) quelle indebite presenze possono essere evidenziate nel corpo umano (sangue e midollo osseo) e così dimostrare l’esposizione a contaminazioni ambientali.

Il team composto dal DOTT. VISANI, dalla DOTT. GATTI e da collaboratori ha scoperto che la concentrazione di questi frammenti inorganici nel sangue di persone ammalate di leucemia acuta mieloide è molto più elevata rispetto a quello di persone sane.
Inoltre, il gruppo di ricercatori ha messo in evidenza un fenomeno secondo cui le particelle vengono ricoperte da una specie di “anello di Saturno proteico” (protein-corona), cioè composto da proteine del sangue le quali, denaturandosi, attivano il sistema immunitario.

La presenza di particelle solide ed inorganiche in questi pazienti e la visualizzazione della loro interazione con componenti del sangue induce ad ipotizzare una correlazione tra la patologia ed esposizioni ad un inquinamento ambientale particolare micro- e nanodimensionato. Il contatto profondo con questi materiali non biocompatibili e a volte chimicamente tossici potrebbe contribuire al processo della malattia.

Di conseguenza, la documentazione di nanoparticelle metalliche identificate per forma, dimensione e composizione chimica nel sangue di pazienti con leucemia mieloide acuta apre nuove prospettive di ricerca sia in ambito di genesi dei tumori, sia in senso terapeutico, sia in ambito di prevenzione.

LA DOTT. Antonietta Gatti termina la sua relazione esprimendo il suo sogno: che si riesca a trovare un modo per togliere queste nanoparticelle dal sangue e che si possa così assistere ad una guarigione dalla malattia. "Ma nel frattempo c'è molto lavoro da fare...", prosegue la dottoressa "dobbiamo capire perché queste nanoparticelle rimangono presenti in una così elevata concentrazione nei malati di leucemia acuta, e la ricerca scientifica da portare avanti in tal senso è ancora molto lunga.

Il Dott. Visani, in conclusione della conferenza stampa, ha ringraziato tutti i collaboratori che hanno reso possibile il raggiungimento di questo inedito risultato, tra cui anche AIL Pesaro, che da anni sostiene con forza e determinazione la ricerca scientifica portata avanti dalla sua illustre Equipe.

Questa scoperta è stata pubblicata su “Leukemia Research”, una tra le più autorevoli riviste mondiali sulle malattie ematologiche.

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I cambiamenti climatici favoriscono patologie neurologiche e cardiologiche

I risultati di una ricerca della Drexel University di Philadelphia ha appurato che elevali livelli di inquinamento dell'aria favoriscono l'insorgere di gravi patologie neurologiche e cardiologiche.
I ricercatori hanno esaminato i rilevamenti fatti in 1.118 contee di 49 stati degli Stati Uniti e in 120 città di 32 province della Cina.
I dati relativi alla qualità dell'aria presi in esame sono quelli registrati tra il 2010 e il 2013.
Dopo una attenta analisi gli scienziati hanno rilevato un incremento dell’1.19% di persone colpite da ictus. Il valore dell’1.19% è calcolato per ogni incremento pari a 10 microgrammi di PM2.5 per metro cubo di aria.
Nei risultati della ricerca sono inoltre emerse le conseguenze causate dai Cambiamenti Climatici
La qualità dell'aria - spiegano i ricercatori - viene alterata dall'aumento della temperatura atmosferica. Questa alterazione può, di conseguenza, influire sul rischio di ictus.
Il rischio ictus si eleva per le donne e per gli anziani a causa dello smog e del caldo.

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In arrivo gravi malattie causate dalle scie chimiche? Video.


Morgellons è una gravissima malattia della pelle causata dalle scie chimiche che rilasciano nell'aria nanotecnologie che provocano gravi lesioni con fuoriuscita di filamenti sintetici dalle ferite. La Santa Madre consiglia di fare impacchi periodici con le foglie di Verbasco perche' a poco serviranno le medicine... 

In arrivo gravi malattie causate dalle scie chimiche

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Sterminio Segreto di Monia Benini: Quello che la sanità non dice.

Esiste una strategia che vuole bloccare l`aumento della popolazione mondiale?
Tra i canali non ufficiali esistono ricerche e inchieste attendibili, nascoste negli angoli più bui della rete, che confermano come alcune “azioni” e scelte fatte dai governi e dalle Sanità mondiali hanno l`obiettivo di bloccare la crescita degli abitanti mondiali. Verità o complottismo? è più facile uccidere che controllare?
Hanno qualcosa in comune vaccini, farmaci, OGM, nanotecnolgie, guerre batteriologiche e climatiche, crisi finanziarie pilotate che mettono in crisi economica interi Paesi ? Incontri senza censura hanno invitato la giornalista freelance, scrittrice, ricercatrice e blogger Monia Benini per conoscere il suo punto di vista su ciò che non ci viene detto o ci viene nascosto sulle Sanità che operano lo Sterminio Segreto. Serata ad alto tasso di contenuti censurati dai media.
La nostra intervista in esclusiva:

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Come disintossicarsi eliminando i metalli pesanti nel corpo.

metalli nel corpo
Cibo, igiene personale, medicinali, vaccini, aria, acqua hanno in comune una cosa: metalli pesanti. Il problema dei metalli tossici è particolarmente toccante: si calcola che nel corso della nostra vita mangiamo 1/3 di cucchiaino di mercurio, 1 cucchiaino di piombo, 1 di arsenico, 1,5 kg di alluminio. Di seguito spiego dove si trovano questi metalli, come evitarli, quali effetti hanno sull’organismo, come testarne la presenza ed infine i rimedi naturali per eliminarli dal corpo.
Alcuni metalli sono indispensabili per il corpo: il rame, il ferro, il manganese e lo zinco. Altri a basse dosi sono terapeutici come l’argento, l’oro, il bismuto, il gallio e il litio. Ma c’è una categoria di metalli che in qualunque dosaggio risultano tossici, questi sono i metalli pesanti tossici: piombo, mercurio, alluminio, arsenico, cadmio e nichel.
Nell’organismo si legano prima alle proteine del sangue, per poi distribuirsi nei diversi compartimenti a seconda delle loro proprietà. Così ad esempio il piombo si distribuisce nell’osso e nei tessuti molli, il mercurio si accumula nel rene, ecc. Ogni giorno la concentrazione dei metalli pesanti aumenta perché gli organi non sono in grado di smaltirli e quindi si accumulano nel tempo provocando danni a seconda del metallo e di dove si è depositato. In piccola parte vengono eliminati per via renale, (mercurio e il cadmio) oppure con la bile (l’arsenico) e attraverso le feci (l’alluminio).
EFFETTI SULL’ORGANISMO
  • È stato dimostrato in migliaia di studi che questi metalli sono tossici per piante, animali e cellule umane (in laboratorio in vitro), ma la comunità medica non ha ancora definito chiaramente la questione riguardo l’uomo, cosa che è molto scottante.
  • E’ stato dimostrato che l’alluminio è strettamente legato al morbo di Alzheimer e che il mercurio causa processi neurodegenerativi cerebrali.
  • Inducono la formazione di radicali liberi (i metalli pesanti distruggono i legami molecolari e liberano radicali liberi), molecole chimiche estremamente pericolose per le nostre cellule tanto da essere soprannominate “killer cellulari”, responsabili dell‘insorgenza e dell’aggravamento di molte malattie come diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce.
  • I metalli pesanti possono determinare fenomeni irritativi, intossicazioni, malattie degenerative, ed avere azione mutagena o cancerogena a seconda degli organi colpiti: si va dal sangue al rene, al sistema nervoso centrale o periferico, al sistema respiratorio, all’apparato gastrointestinale, all’apparato cardiovascolare e alla cute.
  • Tutti i metalli pesanti tossici sono in grado di penetrare la placenta e causare gravi malformazioni al nascituro o inaspettati aborti spontanei.
  • I metalli pesanti interferiscono con i minerali essenziali alterando molte reazioni enzimatiche e quindi causando disfunzioni ormonali. Anche l’autismo è stato collegato ai metalli pesanti.
DOVE SI TROVANO
MERCURIO: vaccini, alcuni farmaci, aria (aerei ed industrie), pesci grandi (tonno, salmone),amalgame dentali;
PIOMBO: acqua (tubature), aria (inquinamento atmosferico), frutta e verdura (pesticidi e fertilizzanti);
ARSENICO: acqua (tubature), falde acquifere, riso;
ALLUMINIO: cibi in scatola, alcuni formaggi, deodoranti, alcuni farmaci (es. antiacidi), vaccini, caffè (moka in alluminio), aria (aerei ed industrie), acqua (aerei ed industrie);
CADMIO: fumo di sigaretta, frutta e verdura (pesticidi e fertilizzanti);
NICHEL: oggetti metallici, pentole acciaio inox, monete, alcuni gioielli.
TEST PER RILEVARE LA PRESENZA DI METALLI PESANTI NELL’ORGANISMO
Fiamma Ferraro, medico esperto in disintossicazione di metalli pesanti, autrice del libro La Terapia Chelante spiega: “Quanto al livello di accumulo e al tipo di metalli tossici maggiormente presenti nell’organismo, una “diagnosi” non è semplice, perché le dosi infinitesimali di questi metalli assunte ogni giorno, più che circolare nel sangue o essere espulse nell’urina, si depositano in luoghi disparati (non sempre nei capelli, ma nel tessuto adiposo, in organi vari e nelle ossa). Il test considerato più attendibile è il “test di provocazione nelle urine”. I risultati migliori li ho tuttavia ottenuti con un apparecchio di nome Oligoscan, il quale misura mediante la procedura della spettrofotometria, i livelli di metalli presenti e accumulati nei tessuti (non solo dei metalli tossici ma anche di quelli, come ferro e altri, indispensabili alla vita e dannosi solo se in eccesso).” Quindi il mineralogramma, spesso usato per valutare la presenza e quantità dei metalli pesanti dall’analisi del capello, non viene preso in considerazione come test attendibile, sebbene altri affermino il contrario.
TERAPIA CHELANTE
Così continua la Dott.ssa Ferraro: “Pur con ogni cautela è impossibile evitare questi metalli al 100%, e quindi occorrono misure di disintossicazione mirate, semplici, ripetute, e soprattutto prive di effetti collaterali. La terapia chelante (detta chelante perché le sostanze impiegate “afferrano”, come tra le chele di un granchio, i metalli tossici e li “accompagnano” fuori dall’organismo), nella forma classica per infusione endovenosa è nata decenni fa per contrastare le intossicazioni acute. Per gli altri casi vi è poi una miriade di agenti chelanti, che vanno da quelli blandi (alcune alghe, selenio, aglio) a quelli un po’ più aggressivi (S-acetilglutatione, zeolite, estratto di pectina modificata e altri). L’abilità terapeutica sta nell’individuare bene agenti e modalità di somministrazione (orale, per intramuscolo, cerotto, supposta). Nella maggior parte dei casi utilizzo agenti chelanti naturali e a basso costo. I protocolli chelanti standardizzati, endovenosi, nati per le intossicazioni acute, pur necessari in certi casi, non sono sempre consigliabili e, oltre ad essere invasivi e costosi, non sono sempre privi di effetti collaterali. Una disintossicazione troppo intensa e rapida può provocare effetti negativi, soprattutto in chi non ha gli organi di eliminazione (fegato e reni) in ottime condizioni. Ha più senso disintossicarsi spesso in modo blando che non con misure forti ogni 10 anni. Ci intossichiamo un pochino ogni giorno e quindi dovremmo disintossicarci un pochino con una certa frequenza. Ognuno è tuttavia un caso a sé e non vi sono modalità di disintossicazione standardizzate e valide per tutti.”
RIMEDI NATURALI PER RIMUOVERE I METALLI DANNOSI DAL CORPO
ZEOLITE: Minerale vulcanico caratterizzato da una struttura cristallina a carica negativa naturale che attrae e lega metalli tossici, radionuclidi, sostanze chimiche provenienti dai cibi e dalle medicine, virus, batteri, funghi e loro tossine, tossine fermentative che derivano da una alimentazione scorretta e da una flora batterica in disequilibrio ed eccessi di acidità nell’organismo.
CORIANDOLO: “Questa erba da cucina è in grado di mobilitare mercurio, cadmio, piombo e alluminiotanto nelle ossa che nel sistema nervoso centrale. È probabilmente l’unico agente efficace nel mobilitare il mercurio immagazzinato nello spazio intracellulare (allegato al mitocondri, tubulina, liposomi ecc) e nel nucleo della cellula (invertendo il danno al DNA di mercurio).” Tratto da Dietrich Klinghardt, MD, PhD – Chelazione: Come Rimuovere dal Corpo Mercurio, Piombo e altri metalli. Il grande vantaggio è che questa pianta attraversa la barriera emato-encefalica grazie al mercaptano, una sostanza ad azione chelante, e quindi è ottima per ripulire il cervello. La tintura madre di questa pianta ha la capacità di estrarre i metalli dai tessuti, ma una volta estratti questi metalli rimangono in circolazione e non vengono efficacemente espulsi dall’organismo. È quindi necessario abbinare il coriandolo ad altre sostanze efficaci nell’espulsione come la zeolite o la clorella..
MSM: Il metil-sulfonil-metano è una forma organica di zolfo e si trova naturalmente in frutta, verdura (aglio, cipolla e svariate crucifere) e pesce, ma viene facilmente distrutto dalla cottura e dalla preparazione dei cibi. Si trova anche sotto forma di integratore: i gruppi solfidrici si legano ai metalli tossici, in particolare a piombo, cadmio e mercurio, ma non se non abbiamo prima una riserva di zolfo utilizzabile. Ha un ruolo importante nel mantenimento della stabilità e dell’integrità del tessuto connettivo e delle proteine. Lo zolfo è considerato dagli esperti di nutrizione utile per l’integrità delle articolazioni, dei capelli, della pelle e delle unghie.
CLORELLA: E’ un alga d’acqua dolce che agisce come una resina a scambio ionico e ha un buon effetto nel legare i metalli nello stomaco, soprattutto il mercurio, ma non è altrettanto efficace nel mobilitarli ed espellerli dagli altri organi: non raggiunge i metalli intracellulari e non attraversa la barriera ematoencefalica. È comunque una fonte significativa di nutrienti come vitamine, amminoacidi, acidi grassi e minerali. Favorisce le funzioni depurative dell’intero organismo grazie alla clorofilla, assorbe grandi quantità di tossine nell’intestino, risana la flora batterica ed elimina dalfegato e dai tessuti i residui tossici
GLUTATIONE: E’ il più potente antiossidante prodotto dall’organismo tanto che ci sono oltre 25 mila studi medici pubblicati sull’argomento. Ha inoltre una grande capacità disintossicante grazie alla sua facoltà di chelare i metalli pesanti tossici quali piombo, cadmio, mercurio ed alluminio eliminandoli dal corpo. Alimentazione povera di vitamine e minerali e ricca di cibi raffinati, sistema immunitario debole, stress e sedentarietà sono tutte situazioni che ostacolano la sintesi del glutatione nel corpo. Diversi studi hanno mostrato che l’integrazione esterna di glutatione non viene assorbita dal corpo. E’ invece ottimo per aumentare la presenza di glutatione nel corpo supplementare la cisteina, il selenio (presente anche nel riso integrale, noci brasiliane e frattaglie) e lo zolfo, che sono elementi di cui il glutatione necessita per funzionare.
ATTIVITA’ FISICA: Il movimento fisico rimette in moto tutto il nostro corpo che quindi è stimolato a buttare fuori tutte le scorie depositate:pulisce il corpo grazie alla stimolazione dell sistema linfatico e attraverso la sudorazione e respirazione. Per chi non si sente di fare sport impegnativi, anche una camminata a passo sostenuto ha un buon effetto sul corpo se fatta per almeno un’ora.
RIMEDI LEGGERI: Alghe, psillio, semi di lino, spirulina, klamath, aglio, acido malico (contenuto nelle mele e nell’aceto di mela)  Fonte www.dionidream.com

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Nanoparticelle di ferro nell'encefalo e patologie neurodegenerative.







Una recente ricerca pubblicata sui Proceedings of the national academy sciences (P.N.A.S.) collega l’inquinamento ambientale a danni neurologici. Lo studio, che individua tra le fonti di contaminazione gli impianti industriali e gli inceneritori, dimentica, però, la principale causa dell’avvelenamento, ossia il traffico aereo commerciale che di fatto è spesso collegato alle devastanti attività di biogeoingegneria clandestina alias scie chimiche (chemtrails). Insomma i ricercatori vedono il filo d’erba e non la foresta, ma il nesso tra particolato ultrafino ed affezioni neurodegenerative, nesso già evidenziato anni fa da vari scienziati a tutto tondo, come Russell Blaylock, è sempre più evidente ed indiscutibile.

Non solo cuore e polmoni: anche l'encefalo è a rischio a causa dell’inquinamento atmosferico. Una ricerca recentemente pubblicata sui Proceedings of the national academy sciences ha, infatti, identificato, per la prima volta, nei tessuti del cervello umano delle nanoparticelle di magnetite di origine industriale. Il materiale - spiegano gli autori dello studio - è un ossido del ferro con proprietà magnetiche prodotto dai processi di combustione delle centrali elettriche, degli inceneritori e di vari impianti industriali. All’interno del nostro organismo risulta estremamente tossico.

La presenza di magnetite nel cervello umano in realtà non è di per sé una novità. Da almeno venticinque anni, infatti, si sa che il nostro organismo può produrre micro-particelle magnetiche a partire dal ferro, impiegato nei normali processi metabolici. Il ruolo svolto dalla magnetite di origine biologica, però, non è chiaro. Il problema è che la magnetite causa un grave stress ossidativo sulle nostre cellule e la sua presenza è stata collegata allo sviluppo dell’Alzheimer (e di altre malattie neurodegenerative) ed alla formazione delle placche amiloidi che lo accompagnano.

Gli autori dello studio, un’équipe di ricerca internazionale coordinata dal fisico Barbara Maher della Lancaster University (Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord), ha deciso di verificare quante delle nanoparticelle di magnetite presenti nel cervello umano siano effettivamente di origine biologica, analizzando campioni di corteccia cerebrale provenienti da trentasette campioni.

Adoperando diversi tipi di tecniche di imaging, i ricercatori hanno verificato la struttura geometrica delle nanoparticelle di magnetite presenti nei campioni, scoprendo che la maggior parte è di forma sferica, particolare che, secondo gli esperti, suggerisce un’origine ambientale, non biologica. A confermare la provenienza esterna del materiale è anche la presenza di altre particelle metalliche che non vengono prodotte nell'organismo, come platino, nickel e cobalto. Ciò dimostra come gli inquinanti ambientali possano raggiungere il nostro sistema nervoso centrale con molta più facilità di quanto si ritenesse fino ad oggi.

La magnetite ambientale presente nell’encefalo supererebbe inoltre quella biologica con una proporzione di cento a uno: numeri elevatissimi che rendono ancor più preoccupante la scoperta. Il legame dell’ossido di ferro con l'Alzheimer ed altre patologie neurodegenerative non è ancora chiaro - sottolineano gli autori dell’indagine - e non si sa neanche a quali livelli di concentrazione andrebbe considerata pericolosa, ma i rischi non si possono sottovalutare. “Purtroppo si tratta di un fattore di rischio estremamente plausibile che rende necessario lo sviluppo di adeguate precauzioni”, ha spiegato la Maher. “I legislatori hanno già cercato di tenere conto di questi pericoli nelle attuali normative sull’inquinamento ambientale, ma evidentemente queste regole potrebbero avere bisogno di essere riviste”.

Fonte: Sciencemag.org tratto da tankerenemy.com

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Le scie chimiche distruggono i neuroni cerebrali. Ecco le prove.


DR. Russell L. Blaylock, M.D. Visiting Professor Biology Belhaven University Theoretical Neurosciences Research

La preoccupazione principale è che ci sono prove che sono irrorazioni di tonnellate di composti di alluminio di dimensioni nanometriche. È stato dimostrato nella letteratura scientifica e medica che particelle di dimensioni nanometriche sono infinitamente più reattive a indurre un'intensa infiammazione in un certo numero di tessuti. Di particolare interesse è l'effetto di queste nanoparticelle sul cervello e il midollo spinale. Una lista crescente di malattie neurodegenerative, tra cui la demenza di Alzheimer, il morbo di Parkinson e la malattia di Lou Gehrig (SLA), è fortemente correlata all'esposizione all'alluminio ambientale. Le nanoparticelle di alluminio non solo sono infinitamente più infiammatorie, ma possono anche facilmente penetrare nel cervello in vari modi, compresi il sangue e i nervi olfattivi nel naso. Studi hanno dimostrato che queste particelle passano lungo le reti neuronali olfattive, che collegano direttamente la zona del cervello e che non solo sono le più colpite dalla malattia di Alzheimer, ma anche le prime ad essere colpite nel corso della malattia. Hanno anche il livello più alto di alluminio nel cervello, in casi di Alzheimer. 

La via intranasale di esposizione rende particolarmente pericolose le irrorazioni di enormi quantità di nanoalluminio nei cieli, dato che viene inalato da persone di tutte le età, compresi i neonati ed i bambini piccoli per molte ore. Sappiamo che le persone anziane hanno la maggiore reazione a questo alluminio "nato dal cielo". A causa della dimensione nanometrica delle particelle di alluminio utilizzate, i sistemi di filtraggio delle case non rimuovono l'alluminio, prolungando così l'esposizione, anche in ambienti chiusi. 

Oltre ad inalare nanoalluminio, questa dispersione di aerosol saturerà il terreno, l'acqua e la vegetazione con alti livelli di alluminio. Normalmente, l'alluminio è scarsamente assorbito dal tratto gastro intestinale, ma il nanoalluminio viene assorbito in quantità molto più elevate. E' stato dimostrato che questo alluminio assorbito viene distribuito ad un numero di organi e tessuti che comprendono il cervello e il midollo spinale. L'inalazione di questo nanoalluminio sospeso nell'ambiente produrrà anche tremende reazioni infiammatorie nei polmoni, che rappresentano un rischio significativo per i bambini e adulti con asma e malattie polmonari. 


Io prego che i piloti che stanno spargendo queste sostanze pericolose comprendano appieno che stanno distruggendo la vita e la salute anche delle loro famiglie. Questo vale anche per i nostri funzionari politici. Una volta che piante, suolo, e le falde, sono fortemente contaminati, non ci sarà alcun modo per invertire il danno che è stato fatto. 

Provvedimenti devono essere presi ora per evitare un imminente disastro alla salute, di enormi proporzioni, che potrà accadere se questo progetto non è fermato immediatamente. Altrimenti vedremo un aumento esplosivo, dai tassi senza precedenti, delle malattie neurodegenerative che si verificano negli adulti e negli anziani, così come dei disturbi dello sviluppo neurologico nei nostri bambini. Stiamo già assistendo a un drammatico aumento di questi disturbi neurologici e sta accadendo ai giovani come mai prima. 


References 

1.Win-Shwe T-T, Fujimaki H. Nanoparticles and Neurotoxicity. In J Mol Sci 2011;12:6267-6280. 2.Krewski D et al. Human health rRevell PA. The biological effects of nanoparticles. Risk assessment for aluminum, aluminum oxide, and aluminum hydroxide. J Toxicol Environ Health B Crit Rev 2007;10(suppl 1): 1-269. 3.Blaylock RL. Aluminum induced immunoexcitotoxicity in neurodevelopmental and neurodegenerative disorders. Curr Inorg Chem 2012;2:46-53. 4.Tomljenovic L. Aluminum and Alzheimer’s disease: after a century, is their a plausible link. J Alzheimer’s Disease 2011;23:567-598. 5.Perl DP, Good PF. Aluminum, Alzheimer’s Disease, and the olfactory system. Ann NY Acad Sci 1991;640:8-13. 6.Shaw CA, Petrik MS. Aluminum hydroxide injections lead to motor deficits and motor neuron degeneration. J Inorg Biochem 2009;103:1555-1562. 7.Braydich-Stolie LK et al. Nanosized aluminum altered immune function. ACS Nano 2010:4:3661-3670. 8.Li XB et al. Glia activation induced by peripheral administration of aluminum oxide nanoparticles in rat brains. Nanomedicine 2009;5:473-479. 9.Exley C, house E. Aluminum in the human brain. Monatsh Chem 2011;142:357-363. 10.Nayak P, Chatterjee AK. Effects of aluminum exposure on brain glutamate and GABA system: an experimental study in rats. Food Chem Toxicol 2001;39:1285-1289. 11.Tsunoda M, Sharma RP. Modulation of tumor necrosis factor alpha expression in mouse brain after exposure to aluminum in drinking water. Arch Toxicol 1999;73:419-426. 12.Matyja E. Aluminum changes glutamate –mediated neurotoxicity in organotypic cultures of rat hippocampus. Folia Neuropathol 2000;38:47-53. 13.Walton JR. Aluminum in hippocampal neurons from human with Alzheimer’s disease. Neurotoxicology 2006;27:385-394. 14.Walton JR. An aluminum-based rat model for Alzheimer’s disease exhibits oxidative damage, inhibition of PP2A activity, hyperphosphorylated tau and granulovacuolar degeneration. J Inorg Biochem 2007;101:1275-1284. 15.Becaria A et al. Aluminum and copper in drinking water enhance inflammatory or oxidative events specifically in brain. J Neuroimmunol 2006;176:16-23. 16.Exley C. A molecular mechanism for aluminum-induced Alzheimer’s disease. J Inorg Biochem 1999;76:133-140. 17.Exley C. The pro-oxidant activity ofnaluminum. Free Rad Biol Med 2004;36:380-387. 

Russell L. Blaylock, M.D. Visiting Professor Biology Belhaven University Theoretical Neurosciences Research, LLC. 
A seguire alcuni video con la partecipazione del Dr Russell.


Fonte:http://www.thenhf.com/article.php?id=3298   Ai colleghi: Potete tranquillamente copiare l'articolo a patto che mettiate la fonte originale.   http://sciechimicheinformazionecorretta.blogspot.com/2016/03/le-scie-chimiche-distruggono-i-neuroni.html  Grazie.

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Intossicazione da metalli pesanti.

 Contenuto di: Medicina generale 



L'intossicazione da metalli pesanti è una grave condizione provocata da un accumulo tossico di metalli pesanti nei tessuti molli del corpo. I metalli pesanti sono sostanze con cui conviviamo quotidianamente, perché sono alla base della composizione di molti organismi viventi, ed anche del nostro stesso corpo, alcuni di essi, però, sono potenzialmente molto tossici e spesso letali.
  • Indice Contenuto
  • Che cos'è l'intossicazione da metalli pesanti?
  • Quali sono i metalli che provocano l'intossicazione da metalli pesanti?
  • Come avviene un'intossicazione da metalli pesanti?
  • Come si entra in contatto con i metalli pesanti che provocano l'intossicazione da metalli pesanti?
  • Quali sono i sintomi di un'intossicazione da metalli pesanti?
  • Come avviene la diagnosi di un'intossicazione da metalli pesanti?
  • Qual è il trattamento per un'intossicazione da metalli pesanti?
  • Qual è la prognosi di un'intossicazione da metalli pesanti?

Che cos'è l'intossicazione da metalli pesanti?




L'intossicazione da metalli pesanti è l'accumulo tossico di metalli pesanti nei tessuti molli del corpo.

Quali sono i metalli che provocano l'intossicazione da metalli pesanti?


I metalli pesanti sono elementi chimici che hanno un peso specifico almeno cinque volte superiore a quello dell'acqua, quelli più spesso implicati in un'intossicazione da metalli pesanti sono:
  • piombo
  • mercurio
  • arsenico
  • cadmio etc

Come avviene un'intossicazione da metalli pesanti?

Un'intossicazione da metalli pesanti avviene nel momento in cui i metalli in questione entrano nel corpo. Una volta nel corpo, competono con minerali essenziali quali zinco, rame, magnesio e calcio, ed interferiscono con la funzione di organi di sistema.

Come si entra in contatto con i metalli pesanti che provocano l'intossicazione da metalli pesanti?

I metalli pesanti possono entrare nel corpo attraverso:
  • cibo
  • acqua
  • aria
  • per assorbimento attraverso la pelle
L'intossicazione da metalli pesanti può avvenire anche quando si è a contatto con metalli pesanti nel lavoro industriale, nella produzione farmaceutica e in agricoltura. I bambini possono essere soggetti ad un'intossicazione da metalli pesanti giocando in terreni contaminati.

Quali sono i sintomi di un'intossicazione da metalli pesanti?

I sintomi di un'intossicazione da metalli pesanti varieranno a seconda della natura e dalla quantità di metallo pesante ingerita. I pazienti possono lamentare:
  • nausea
  • vomito
  • diarrea
  • mal di stomaco
  • mal di testa
  • sudorazione
  • sapore metallico in bocca
A seconda del metallo, possono comparire delle linee blu-nero nei tessuti gengivali. Nei casi più gravi di intossicazione da metalli pesanti i pazienti possono presentare compromissioni:
  • cognitive
  • motorie
  • linguistiche

Come avviene la diagnosi di un'intossicazione da metalli pesanti?

Un'intossicazione da metalli pesanti può essere diagnosticata tramite una serie di esami quali:
  • esami del sangue
  • esami delle urine
  • esame dei capelli
  • analisi dei tessuti
  • raggi x

Qual è il trattamento per un'intossicazione da metalli pesanti?

Il trattamento per un'intossicazione da metalli pesanti è la terapia di chelazione. Con tale terapia un agente chelante viene inserito oralmente, per via intramuscolare o per via endovenosa. I tre più comuni agenti chelanti sono il calcio disodio edetato, il dimercaprolo e la penicillamina. L'agente chelante circonda e si lega al metallo nei tessuti del corpo formando un complesso che viene filtrato dal sangue e dai reni e, successivamente, viene escretato nelle urine.

Qual è la prognosi di un'intossicazione da metalli pesanti?

La prognosi per un'intossicazione da metalli pesanti è parzialmente positiva in quanto il processo di chelazione può solo arrestare gli effetti negativi relativi all'avvelenamento, ma non può invertire sugli eventuali danni neurologici.  S.C.Informazione Corretta.

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